Indotto Stellantis, la crisi è alle spalle

Crescono, si espandono, producono, vendono. Ed esportano. Tanto. Lo hanno fatto anche nel 2021. Dimostrando con i numeri che la politica non ha un’idea chiara delle cose che dice: almeno in provincia di Frosinone. Il report annuale rivela che l’export della filiera dei componenti per autoveicoli è tornato a crescere: nei dodici mesi dello scorsi anno ha centrato un +15,4%.

Significa che la catena degli approvvigionamenti ha ripreso a tirare. Si era fermata a causa del lockdown nel 2020 (-15%). In soldoni fa 21,7 miliardi di euro.

A rivelarlo sono i numeri raccolti da Anfia, l’associazione che riunisce le industrie italiane della filiera Automotive. Ha analizzato l’import-export della componentistica nel periodo gennaio-dicembre 2021.

Saldo positivo

Foto: Marco Cremonesi / Imagoeconomica

La componentistica auto è un segmento che pesa per l’economia della provincia di Frosinone. Legato a Stellantis ma non più dipendente dal colosso automobilistico come invece era ai tempi di Fiat e Fca. Oggi la maggior parte delle aziende dell’indotto ha sviluppato prodotti propri, non li realizza solo per Stellantis ma rifornisce i player di mezzo mondo.

Nel 2021 c’è stato un aumento delle importazioni della componentistica (+19,3%) per un valore di 15,9 miliardi di euro. L’export dei nostri prodotti è stato maggiore, portando così la bilancia commerciale a confermare un saldo positivo di 5,8 miliardi di euro (circa 300 milioni di euro in più rispetto al 2020.

La ripresa è stata costante nel corso dell’anno. C’è stato un avanzo di 1,43 miliardi di euro nel primo trimestre, 1,62 miliardi nel secondo, 1,29 miliardi nel terzo e 1,44 miliardi nel quarto.

Sia per l’export che per l’import risultano in rialzo tutte le macroclassi di prodotto ad eccezione della componentistica legata alla riproduzione del suono.

Analizzando i trimestri, l’export della componentistica automotive ha avuto un trend positivo nella prima parte del 2021 (+10,1% il primo trimestre e +85% il secondo trimestre), per poi registrare un progressivo rallentamento nella seconda (+1,5% il terzo trimestre e -6,6% il quarto trimestre.

Le previsioni su Cassino

Le previsioni sono positive. Anche perché stanno arrivando i fondi Ue sull’Automotive legati ai contratti di filiera. Serviranno per affrontare la trasformazione ed il passaggio verso la nuova mobilità. (Leggi qui: Cassino, via al maxi fondo perduto per le industrie della sfida Stellantis).

Una boccata d’ossigeno la darà l’arrivo dei microchip: nel 2022 se ne attendono più di quelli ricevuti nel 2021; ma per la fine della crisi si dovrà attendere almeno il 2024 o 2025.