I forni spenti sono il simbolo di questo 2021

Le aziende della provincia di Frosinone iniziano a spegnere i forni: il gas costa troppo. L’Automotive sta scomparendo: nel 2021 lo stabilimento Stellantis Cassino Plant ha ridotto di circa mille unità i suoi addetti. La salvezza può arrivare dall’economia circolare a patto che venga trovata una soluzione al problema dell’energia. Sono i punti fermi del 2021 per Enrico Capuano, Segretario generale provinciale della Cisl di Frosinone.

Segretario, nelle ore scorse il gruppo Saxa Gres ha annunciato un mese di stop nei suoi stabilimenti: la bolletta dell’energia ha raggiunto livelli insostenibili. In precedenza avevano fermato gli impianti Agc e Stellantis che da subito aveva puntato il dito sulla spese energetica. Quanto è grave la situazione?

La situazione è serissima. Al punto che il sindacato Cisl ha deciso di prendere posizione, in tutte le sue articolazioni: dal Nazionale, al Regionale, fino al Provinciale. La Fim Cisl in queste ore si è dichiarata al fianco delle associazioni di produttori, contro il caro energia che sta azzoppando la ripresa. Abbiamo chiesto che il Governo convochi subito le parti e recuperi gli extra-profitti accumulati in questi mesi da produttori e gestori dell’energia. No alle speculazioni sulle spalle delle imprese e dei lavoratori”. (Leggi qui E noi… ve lo avevamo detto).

Uno dei forni Saxa Gres
Quei forni spenti sono un simbolo

I forni spenti sono il simbolo di questo 2021: fatto di impegno, di resistenza, di ripresa, di capacità di dialogo tra imprese e sindacati. Ma tutto rischia di essere poi vanificato per colpa di scelte politiche poco comprensibili e poco coraggiose. A spegnere sono aziende sane, con ordini per il 2022 raddoppiati rispetto al fatturato 2021. Imprese che non avevano mai fatto un giorno di cassa integrazione.

Siamo alla fine di un altro anno che ci vede ancora in piena emergenza da Covid 19: tutto questo quanto sta condizionando la situazione occupazionale della nostra provincia?

I vaccini hanno migliorato di molto la situazione. Ma non hanno risolto il problema. Chiaramente la fase di emergenza vissuta nel 2020 ancora fa sentire i suoi effetti negativi. I settori più colpiti nel nostro territorio sono quelli del Turismo, della Ristorazione, dell’intrattenimento in genere. Provate a pensare cosa significa lo stop agli spettacoli all’aperto nella notte di Capodanno: musicisti, tecnici, addetti al montaggio e smontaggio palchi, elettricisti… tutta gente che resterà ferma. Le disdette nei ristoranti sono state tante. Moltissimi locali avevano già fatto gli ordini per la notte di Capodanno”.

I posti di lavoro ne hanno risentito?

La situazione occupazionale non si può considerare positiva, il che accentua una situazione che andava in tendenza negativa da vari anni. Qualche accenno di ripresa ha favorito solo la ripresa di “occupazione a tempo determinato”. Questa situazione non fa altro che favorire, purtroppo, una discesa del reddito medio per abitante”.

Il 2021 non ha portato soluzioni alla crisi del comparto Automotive
Foto: Imagoeconomica

La provincia di Frosinone è collegata quasi come un cordone ombelicale al settore Automotive (ex Fiat, ex Fca, attualmente Stellantis). In anni passati quel settore ha generato circa il 33% del PIL della Provincia. Oggi purtroppo la situazione è molto cambiata, in negativo. Lo stabilimento di Cassino è al minimo storico delle sua capacità produttiva. Sicuramente le motivazioni sono più di una. Noi da non “addetti specifici” ai lavori ci limitiamo a prendere atto della situazione generale di Stellantis e di tutte le Aziende che ne costituiscono l’indotto. C’è stata una consistente riduzione dei livelli occupazionali, facendo ricorso al naturale esodo pensionistico fisiologico, senza turn over con le giovani generazioni, e ricorrendo anche a strumenti di “incentivi all’esodo volontario”. Tanto per fare un esempio Stellantis nel corso dell’ultimo anno ha ridotto il numero delle maestranze presso lo stabilimento di Piedimonte San Germano di circa mille unità fra i pensionamenti e gli esodi incentivati volontari. 

Quali sono i settori che hanno retto meglio all’urto della pandemia?

La Pandemia ha cambiato le nostre abitudini. E questo ha stravolto anche il nostro modo di essere e di comportarci, determinando conseguenze su ogni settore. Allo stesso tempo la nostra capacità di fare le cose bene è stata determinante nel momento in cui il polo Chimico Farmaceutico è stato chiamato in prima linea nella lotta al virus. Ricordiamoci che nel mondo possono non sapere con precisione in quale punto dell’Italia si trovi Milano ma sanno benissimo dove si trova il polo farmaceutico di Frosinone – Latina”.

L’economia circolare sta diventando una realtà: può favorire una ripresa occupazionale del nostro territorio?
Uno degli impianti circular di Ceccano

Sicuramente questi nuovi concetti del Circular e del Green da applicare alla nostra economia sono sempre più di dominio comune. Io credo che, nella realtà del mondo imprenditoriale, sono molto più attenzionati di quello che può sembrare o apparire”.

Sicuramente non basta il solo concetto o la sola parola per concretizzare qualcosa di nuovo e di positivo, ma già mettere in campo riflessioni, idee, progetti, discussioni, approfondimenti è positivo. Però non basta … E’ necessario ed indispensabile muoversi in queste direzioni acquisendo nuove competenze, nuova cultura industriale, nuova cultura sociale e soprattutto la volontà di coniugare l’economia, il benessere e la ricchezza del paese al rispetto dell’ambiente ed alla costruzione di un futuro migliore per tutti.

Cosa chiede la Cisl per rilanciare il nostro territorio nel 2022?

Per portare avanti gli interessi comuni di un territorio è opportuno, anzi direi indispensabile, che tutti gli attori entrino in scena e con impegno, responsabilità, volontà, determinazione si proceda unitariamente per il bene generale abbandonando i “piccoli interessi di bottega” che pagano nell’immediato ma nel tempo sono sempre risultati perdenti”.

“Oggi abbiamo a disposizione una occasione storica e unica, le risorse del PNRR che se sapremo utilizzare avremo finalmente la possibilità concreta di dare un volto nuovo, moderno, tecnologico ed attrattivo al nostro territorio per favorire innanzitutto la ripresa o la riqualificazione dei settori in crisi”.

E poi, ovviamente, anche un nuovo sviluppo cogliendo le opportunità date dal’economia circolare e dalla Green Economy. Io penso veramente che ce la possiamo fare, anzi che ce la dobbiamo fare, perché ne va del nostro futuro, del nostro avvenire e di quello delle nuove generazioni … che sono i nostri figli … quindi se ci vogliamo bene e se vogliamo bene ai nostri figli dobbiamo impegnarci tutti, al massimo, per “costruire un domani ed un futuro migliore”.