Green ma razionale, la transizione secondo FdI

Il conto sta già arrivando ed è salato: Stellantis ha detto che a Cassino Plant costa troppo produrre le auto; i giapponesi di AGC hanno detto che sono pronti ad allargare Roccasecca Plant ma solo se gli garantiamo fonti di energia a basso costo; sempre più fabbriche sono alle prese con l’aumento dei costi per produrre le loro merci.

La transizione ecologica non può e non deve essere frenata dall’ideologia, ma ad oggi quello che stiamo vivendo è proprio uno scenario del genere”: parole e musica del responsabile nazionale Ambiente ed Energia di Fratelli d’Italia, l’europarlamentare terracinese Nicola Procaccini.

La crisi energetica che stiamo vivendo a livello globale, infatti, si ripercuote sul nostro sistema industriale e per il parlamentare UE è necessario studiare al più presto una strategia. 

CAUSE, EFFETTI E RESPONSABILITA’

Frans Timmermans e Paolo Gentiloni (Foto: Claudio Centonze / Imagoeconomica)

Analizzando la questione c’è da distinguere quelle che sono le cause politiche e quelle extrapolitiche. Su queste ultime, siamo seri, c’è ben poco da fare. Però poi, per il resto, la transizione a guida europea sta mostrando il fianco”.

Procaccini parla di un processo portato avanti in maniera rocambolesca e ideologica perché si vogliono raggiungere risultati per i quali sarebbe necessaria un po’ di pazienza. Ed invece si sta puntando dritti verso obiettivi che per il suo punto di vista potrebbero rivelarsi disastrosi nel loro percorso di attuazione.

La domanda allora sorge spontanea: come si sostanzia questo disastro? Per Procaccini il responsabile ha un nome ed un cognome: Frans Timmermans. 

Stiamo affrontando un momento di scarsità energetica e di materie prime, con un enorme aggravio di costi su famiglie ed imprese. La colpa e la responsabilità è in capo al Vice Presidente della Commissione e guida del Green Deal Frans Timmermans. La sua è solo una sbandata ideologica che però farà danni allo stesso ambiente, in quanto le materie prime sono tutte in mano alla Cina”. A chi non coglie il collegamento Procaccini lo spiega in maniera ancor più chiara. “La Cina devasta l’Africa ed intanto installa nuove centrali a carbone, basta questo per capire che non possiamo dipendere da loro”.

LO STATO INTERVENGA PER IL GREEN

Nicola Procaccini (Foto: Alvaro Padilla / Imagoeconomica

Chi soffre di più in questo momento è il comparto delle imprese, specie quelle manifatturiere. E’ qui che il governo deve intervenire per Fratelli d’Italia. “Nel breve periodo bisogna mettere in campo le risorse del PNRR per affrontare la situazione contingente, abbiamo bisogno di abbassare da subito i costi delle bollette. Poi, nel futuro c’è necessità di affrontare la transizione in maniera più razionale”.

E qui per Procaccini torna la lotta all’impostazione ideologica, alla pazienza di guidare un cambio epocale senza voler strafare. Come, allora, si può pensare ad una transizione ecologica razionale? L’europarlamentare lo illustra con l’ipotetico Piano Energetico Nazionale di Fratelli d’Italia.

Bisogna puntare su un mix energetico. Dobbiamo valorizzare fonti che noi, qui in Italia, abbiamo più che altri: eolico e fotovoltaico, ma soprattutto iniziare a ragionare seriamente sulla geotermia. Nello stesso tempo, però, non dobbiamo tralasciare le fonti fossili, perché criminalizzarle è stato un errore”.

Ed il nucleare? “Sul nucleare che volete che vi dica? Si parla di nuova tecnologia, ma questa ancora di fatto non esiste e ad oggi i problemi sono sempre gli stessi, quelli vecchi cioè. Sarebbe bello entrare nel merito della questione, ma per le generazioni successive”.

COSA PUO’ FARE IL TERRITORIO

Gabriele Picano

Sul tema energia e mondo delle imprese, a rincarare la dose nella visione di Fratelli d’Italia, anche la visione del Vicepresidente Provinciale del Partito Gabriele Picano. Che ha analizzato la crisi energetica con gli occhi dell’amministratore del territorio.

Lo Stato sia interventista, non possiamo più attendere che le aziende abbandonino il territorio perché non le mettiamo in condizione di essere competitive. Il PNRR preveda un ristoro energetico e su questo devono essere i territori a far sentire la loro voce. Non possiamo lasciare che colossi come Stellantis abbiano l’alibi della bolletta energetica per smantellare, bisogna fare squadra”.

L’esempio da seguire per Picano parte proprio da Cassino. “Ricordate cosa accadde col Tribunale? Facemmo talmente tanta cagnara che alla fine il Governo mise mano alla legge e questo accadde perché tutti eravamo uniti: chiedo ai parlamentari della provincia di riunirsi ed unirsi nella lotta, io da par mio, ne parlerò con i miei referenti, Ruspandini, Trancassini e Lollobrigida, ma c’è bisogno di tutti per far sì che le imprese possano pensare prima allo sviluppo e poi a pagare le bollette”.

RIFIUTI ED IMPIANTI: DOVE SI PUO’, SI DEVE

Impianto di biogas Foto © Riccardo Squillantini / Imagoeconomica

L’ultimo problema affrontato è quello dei rifiuti, per Procaccini uno dei principali guai italiani.

La sindrome NIMBY (Non In My Back Yard, non nel mio giardino) è il male assoluto che sta letteralmente mandando il sistema in rovina, qui alla fine non si fanno impianti e noi, quei soldi che potremmo impiegare in altro, li spendiamo per mandare le immondizie dove le infrastrutture ci sono e funzionano bene”.

Da ex sindaco ho vissuto la questione delle antenne e alla fine una legge dello stato ha bypassato le opposizioni sterili e strumentali, è auspicabile che anche sul tema rifiuti accada questo: dove gli impianti si possono realizzare e non impattano è giusto che lo Stato decida di farli”.