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Frosinone e Latina con il turbo

14 Ottobre 20245 minuti di lettura
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I segnali di ripresa continuano: le due province del Sud Lazio continuano a correre, ci sono imprese che chiudono ma sono più quelle che nascono. Il numero delle attività a Frosinone, Latina e Rieti cresce in una maniera così dinamica che i tre territori guidano la graduatoria nazionale delle province per tasso di crescita nel periodo luglio – agosto – settembre 2024.

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È una tendenza in corso già da qualche mese ed ora lo confermano anche i numeri del terzo trimestre 2024: li ha forniti Movimprese e li ha elaborati Osserfare, l’ufficio Studi ed Analisi Economiche dalla Camera di Commercio delle province di Frosinone e Latina.

Sud Lazio con il turbo

(Foto: Elevate / Pexels)

In Ciociaria, facendo il saldo tra le imprese che hanno chiuso e quelle che hanno aperto, c’è un saldo positivo (sono più quelle nate di quelle che hanno abbassato la saracinesca). Il tasso di crescita è dello 0,50%. In numeri assoluti: ci sono 48.005 attività registrate: quelle attive sono 39.588. Nel terzo trimestre 2024 ci sono state 605 nuove iscrizioni e 365 cessazioni. Il saldo fa +240.

Non brillano tutti i settori. C’è un saldo negativo infatti per le imprese artigiane: – 22 unità tra  iscrizioni e cessazioni. Cambia marcia anche l’agricoltura: inverte la rotta rispetto ai tre mesi precedenti (aprile – maggio – giugno 2024). È un dato che riguarda tutto il Lazio: il segmento agricolo fornisce un importante contributo all’accelerazione della crescita imprenditoriale.

Resiste l’edilizia nonostante il taglio dei bonus. Se si paragonano i dati con quelli dello stesso periodo 2023 si registra la tenuta dei valori nelle costruzioni ed un miglioramento nel segmento turistico ricettivo che beneficia dell’aumento dei flussi di turisti.

Ma anche la provincia di Latina va bene. Addirittura ha un tasso di crescita leggermente più elevato: +0,59%. In provincia di Latina sono 56.679 le imprese iscritte al Registro, quelle attive sono 47.272. Le nuove iscrizioni nel trimestre luglio – settembre sono state 718, le cessazioni 388. Il saldo, in questo caso fa +330. Saldo positivo in provincia di Latina anche per le imprese artigiane: +12.

Rieti fa meglio di tutti con una crescita che si attesta al  + 1,44 per cento. 14.574 le imprese iscritte. 12.575 quelle attive. Fra iscrizioni e cessazioni il saldo è di + 213 unità. Complessivamente nel Lazio tasso di crescita si attesta allo 0,47 per cento. Il saldo positivo tra nuove imprese e quelle cessate è  di 2832.

Movimento Totale delle imprese. Lazio e province.

Fonte: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese (Clicca per ingrandire)

I condizionamenti nazionali

(Foto © DepositPhotos.com)

Dal quadro internazionale arrivano segnali di incertezza. Colpa degli scenari di guerra e delle tensioni che generano sui mercati: alle turbolenze dovute allo scontro in Ucraina si sono aggiunte quelle che arrivano dal Medio Oriente. Tardano a farsi sentire sui portafogli delle famiglie gli effetti del recente ammorbidimento delle politiche monetarie della Banca Centrale Europea.

Il quadro economico nazionale invece è caratterizzato da un’industria che manda deboli segnali. Stiamo cominciando a subire gli effetti della crisi industriale tedesca: rallenta la locomotiva e con lei i vagoni italiani collegati alla sua produzione. Le imprese italiane pagano un prezzo più alto: da noi l’energia costa infinitamente di più e per questo non siamo competitivi di fronte a chi produce con costi più bassi dei nostri e può permettersio prezzi più bassi.

Foto: Marco Cremonesi © Imagoeconomica

Da noi molto sta andando a rilento perché si attende l’arrivo degli incentivi del Piano Transizione 5.0: chi voleva fare un investimento o una ristrutturazione, ha preferito aspettare. Inoltre si cominciano e vedere i primi effetti del green deal europeo sul settore dell’Automotive: aggiungono nuove preoccupazioni per una possibile perdita di competitività dell’Europa e per gli impatti sull’intera filiera Made in Italy. 

     L’analisi trimestrale condotta da Unioncamere e InfoCamere ha registrato complessivamente, a livello nazionale, un saldo attivo di 15.227 attività economiche, frutto di 62.599 nuove iscrizioni e 47.372 cessazioni. Il tasso di crescita si attesta stabilmente allo 0,26%, senza variazioni significative rispetto al 2023, mentre quello delle imprese artigiane (+0,09%) segnala un arretramento di oltre un decimale rispetto allo stesso periodo del 2023.  Il contributo dell’artigianato al saldo generale è stato di 1.153 unità. A livello nazionale – dice l’analisi  – il trimestre riflette una vitalità contenuta del sistema imprenditoriale. Il risultato si colloca al di sotto della media degli ultimi dieci anni.

Fonte: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese (Clicca per ingrandire)

Le preoccupazioni di Acampora

Giovanni Acampora

Giovanni Acampora osserva la questione da più punti di vista contemporaneamnte. Sia da quello di presidente della Camera di Commercio del Lazio Sud e sia da quella di presidente nazionale di Assonautica. Sguardo locale e nazionale, visione d’insieme focus sui settori.

“Il quadro reso sempre più complesso dalle tensioni geopolitiche, i cui effetti sulle relazioni economiche internazionali sono già significativi, desta sempre maggiore preoccupazione con riferimento agli squilibri che la crisi di Suez sta generando sul commercio mondiale e che espongono a rischi crescenti il nostro Paese al centro dell’area mediterranea. I dati di demografia imprenditoriale dell’area vasta di Latina e Frosinone sono incoraggianti e sono un segnale di fiducia”.

Per il presidente la risposta sta nella “crescita, l’innovazione, la formazione, l’internazionalizzazione. Sono gli asset indiscutibili per la promozione dei nostri territori e per un tessuto produttivo che oggi è sempre più alle prese con gli sfidanti impegni europei connessi al green deal. Impongono nuove strategie di sviluppo industriale coerenti con una sostenibilità economica e sociale”.

(Foto © DepositPhotos.com).

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