Fincantieri, Delle Cese mobilita Regione Lazio e Asi

Il fascicolo è arrivato sul tavolo del presidente del Cosilam Marco Delle Cese: toccherà a lui ora fare in modo che l’occasione non finisca perduta. Fincantieri è disposta a realizzare a Cassino la più grande fabbrica di batterie per l’alimentazione dei motori nautici in Italia. Lo aveva annunciato nelle ore scorse il presidente di Unindustria Cassino Francesco Borgomeo intervenendo alla tavola rotonda della Regione Lazio sul futuro dell’Automotive. (Leggi qui Fincantieri pronta a scommettere su Cassino).

Due assi per Cassino

(Foto: Imagoeconomica)

Ci sono due fattori che mettono l’area industriale di Cassino in vantaggio rispetto alle altre località italiane tenute in considerazione dal colosso della cantieristica nazionale. Il primo asso è la vicinanza con due grandi infrastrutture: il casello autostradale è a due passi dai terreni che potrebbero essere occupati dal nuovo stabilimento, la fibra ottica ad alta velocità è già nell’area e soprattutto è al centro di un progetto per la protezione dei dati industriali in via di realizzazione ad opera di Unindustria.

Il secondo asso è il polo di ricerca e sviluppo nella facoltà di Ingegneria dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Fincantieri conosce bene il livello della ricerca Unicas nel campo delle ricariche elettriche: tantissimi anni fa Cassino è stata la prima a brevettare anni fa una colonnina capace di riconoscere la batteria da ricaricare ed adeguare il voltaggio in maniera automatica; la immaginò per gli yacht perché all’epoca le auto elettriche non esistevano. Quella tradizione è stata conservata ed ha prodotto spin off di assoluta eccellenza sia nel campo dell’innovazione che della ricerca. (Leggi qui L’uomo che sussurrava ai cavalli elettrici).

I rinforzi

La sfida si giocherà su questi ma anche molti altri fattori. Il presidente del Cosilam Marco Delle Cese non ha la minima intenzione di perderla e per questo ha chiamato a giocarla anche altri due player. Il primo è il dottor Albino Ruberti Capo di Gabinetto del Governatore del Lazio Nicola Zingaretti; il secondo è il presidente del Consorzio Industriale Asi Francesco De Angelis.

Albino Ruberti (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

Già ieri, nonostante la febbre post vaccinazione, li ha investiti della questione. Al primo ha chiesto garanzie sul rispetto dei tempi di legge per il rilascio delle autorizzazioni necessarie, al secondo ha chiesto l’appoggio del Consorzio Industriale Unico del Lazio perché questo di Fincantieri rischia di essere il primo grande progetto della realtà nata dalla fusione dei vari consorzi industriali locali nel Lazio.

È stata mobilitata tutta la struttura tecnica del consorzio industriale del Lazio Meridionale: Cosilam è disposto a mettere in gioco i suoi capannoni già pronti per ospitare l’intera fase di produzione. “Se vogliono una sede dobbiamo essere in grado di rispondergli consegnando le chiavi e dicendogli buon lavoro” ha ordinato il presidente.

I progetti Vard e Zeus

Per comprendere la dimensione del progetto sul quale Cassino è in gioco bisogna andare a sfogliare i documenti allegati ai Bilanci del colosso nazionale. Lì si legge con chiarezza che Fincantieri si è già orientata sulla rotta del “green”. Ha già sviluppato tecnologie capaci di tagliare in maniera sensibile i consumi di combustibile: stima ben 1200 tonnellate l’anno su una nave di circa 130mila tonnellate di stazza lorda.

Foto: Imagoeconomica

Soprattutto ha avviato la progettazione di unità a propulsione elettrica o ibride. Un capitolo fondamentale su questo piano lo svolge la controllata Fincantieri Vard. È in grado di proporre e fornire navi di piccola e media stazza alimentate da batterie elettriche capaci di garantire anche l’intero fabbisogno energetico. Vard ha ricevuto lo scorso anno la commessa di due traghetti, impostati per l’operatore norvegese Torghatten Nord più un’unità da crociera rompighiaccio ibrida elettrica a propulsione doppia (batterie e stoccaggio di Lng a bordo). Nel corso del 2020 Vard ha consegnato la prima nave container elettrica a guida autonoma.

Il polo di ricerca di Cassino potrebbe essere un asse strategico per la scelta finale di Fincantieri. Con la collaborazione del Consiglio nazionale delle ricerche e le Università di Genova, Napoli e Palermo sta sviluppando il progetto Zeus. È una nave laboratorio di 25 metri per lo studio di tecnologie a basso impatto ambientale per la produzione di energia su mezzi navali.

L’imbarcazione sarà mossa da propulsori elettrici alimentati da un impianto a cella a combustibile di circa 120 kilowatt. Lo affianca un sistema di batterie capaci di assicurare un’autonomia di circa 6 ore di navigazione a zero emissioni, grazie a circa 50 chilogrammi di idrogeno contenuti in bombole a idruri metallici.

Se la scelta cadrà su Cassino non sarà un progetto destinato a durare poco.