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Fca, convocati i sindacati: Cassino inizia la Fase 2 il 28 aprile

23 Aprile 20203 minuti di lettura
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La convocazione che si attendeva è arrivata: l’appuntamento è per le 10.30 di venerdì mattina. La comunicazione ai sindacati dello stabilimento Fca di Cassino è arrivata ieri sera, dopo molte voci che si sono rincorse sulla possibile, parziale riapertura della fabbrica a partire già dalla prossima settimana, verosimilmente da martedì 28 aprile. L’ufficialità dovrebbe arrivare proprio domani mattina, ecco perchè l’azienda ha convocato le parti sociali.

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Cassino legata ad Atessa

Fca, lo stabilimento Sevel di Atessa

Il rientro anticipato è motivato dal fatto che Fiat Chrysler ha chiesto l’ok al prefetto, informando il Governo, per la riapertura del sito abruzzese dove si produce il Ducato. Nello stabilimento di Atessa in Val Di Sangro la produzione dovrebbe riprendere già lunedì, ma automaticamente una serie di fabbriche del Gruppo, tra cui Cassino, dovranno avviare la produzione per la componentistica.

Nel sito pedemontano a tornare in fabbrica saranno gli operai del reparto presse e della plastica: meno di 300 in totale, la stima dei sindacati. Ma il problema non è il numero, esiguo, di Cassino. Il problema è il metodo, per i sindacati.

I dubbi sui bus

A mettere a nudo le criticità è il delegato del settore automotive della Fiom-Cgil Michele De Palma. E nel mirino, senza troppi giri di parole, finisce il presidente del Consiglio. “Conte deve parlare di cose concrete e reali. Il punto – dice – è che serve equilibrio e competenza. Non si può rischiare tutto per permettere alla gente di andare al lavoro, senza aspettare un piano di sicurezza per i lavoratori e per tutti. E poi allo stesso tempo, se vai a fare jogging ti possono fermare, controllare e multare“.

Nel caso specifico, la riapertura dello stabilimento in Val Di Sangro coinvolge alcuni reparti connessi per la componentistica a Melfi, Pomigliano, Termoli, Mirafiori e appunto Cassino.

I sindacalisti Fiom Michele De Palma e Donato Gatti

Il problema non è la sicurezza in fabbrica. Ma anche fuori. Ad Atessa, come a Pomigliano, Cassino e in tutti gli stabilimenti del Gruppo la maggior parte degli operai raggiungolo la fabbrica viaggiando in pullman. C’è un piano in tutte queste regioni per garantire la sicurezza dei lavoratori pendolari?

A porre l’interrogativo è Raffaele Apetino, segretario della Fim-Cisl, che spiega: “Riteniamo indispensabile l’applicazione nella maniera più stringente del protocollo sulla sicurezza sottoscritto nei giorni scorsi con Fca, nonché necessario che la regione Abruzzo si faccia parte attiva sulla questione dei trasporti, raddoppiando le corse da e per lo stabilimento al fine di garantire la distanza tra i lavoratori, elemento fondamentale per la sicurezza del lavoratore“. Un problema, quello dei trasporti, che riguarderà anche la regione Lazio se venerdì, come si prevede, Fca annuncerà ai sindacati che alcuni reparti della fabbrica riapriranno dalla prossima settimana.

Dal 14 anche Alfa Romeo

Fca Cassino Plant, operai alla fermata dei bus

E sarà un problema certamente da risolvere prima del 14 maggio quando dinanzi ai cancelli di viale Umberto Agnelli arriveranno decine di pullman perchè, terminando le nove settimane di cassa integrazione in deroga, ripartirà la produzione dei modelli Alfa Romeo sulla catena di montaggio. E allora ad andare in fabbrica saranno migliaia e migliaia di operai, non poche centinaia. Ecco perchè i sindacati mantengono alta la guardia sulla ripresa e sulla fase due.

A tal proposito – fanno sapere le organizzazioni confederali – nella giornata di oggi proseguirà il confronto tra i ministri Patuanelli, Catalfo e Speranza con Cgil, Cisl e Uil per discutere dei temi della sicurezza nella prospettiva della ripartenza.

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