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E se spuntasse un Tridente sotto l’Abbazia?

30 Maggio 20183 minuti di lettura
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E se sotto l’Abbazia spuntasse un tridente? No, nulla a che fare con contrapposizioni tra sacro e profano, tra Cristianesimo e simbologia pagana. Qui si parla di motori.

Le indiscrezioni raccolte nelle ultime ore dalle parti di Piedimonte San Germano infatti, unite a quelle che arrivano dalle stanze che contano del management FCA, spingono sempre di più un modello Maserati all’interno delle linee del Cassino Plant.

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Sarebbe proprio quel “Levantino” di cui si parla con insistenza da settimane (leggi qui Via ai test sul suv Levantino ma prima arriverà una mostruosa Giulia coupé). Cioè, come dice un Suv Maserati Levante ma più piccolo, derivato a metà dal fratello maggiore prodotto a Mirafiori.

Perché farlo a Cassino? Perché è la logica che lo impone. Questo nuovo modello infatti prende spunto, corpo e anima, dall’Alfa Romeo Stelvio ed il suv Alfa Romeo non ha altre case se non lo stabilimento di Cassino.

E’ qui che ci sono le professionalità che vi lavorano ormai da più di un anno, è qui che c’è la tecnologia ed i macchinari che sfornano Stelvio a profusione, ma soprattutto è sotto l’Abbazia che la piattaforma Giorgio pulsa e si migliora giorno dopo giorno. Chi è Giorgio? Meglio dire ‘cosa’ è: si tratta di una piattaforma modulare completamente a trazione posteriore (e integrale), progettata e sviluppata nel 2014 presso la sede Maserati di Via Ciro Menotti a Modena. Su Giorgio sono nati tutti i nuovi modelli di punta Fca.

Il Levantino non è altro che l’architettura di uno Stelvio con il cuore, l’anima e le peculiarità tecniche della Maserati. Non la stessa macchina con uno stemma diverso, ma la stessa architettura su cui viene costruita un’auto diversa.

E per lo stesso motivo, seguendo sempre la logica, il fratello più grande di Stelvio dovrebbe essere realizzato a Mirafiori, laddove già viene realizzato il Maserati Levante. Poi, oltre a ciò vanno inserite quelle che saranno le strategie industriali a lungo termine, altro argomento sul tavolo nell’incontro di venerdì prossimo a Balocco. Dove, tradizionalmente, l’amministratore delegato di Fca il primo giugno fa il punto sulla situazione e svela le strategie per il futuro più prossimo.

Il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne starebbe valutando la possibilità di combinare Alfa Romeo e Maserati in un’unica divisione. Una combinazione questa dei marchi italiani di lusso che sarebbe vista dagli investitori come un primo passo verso un eventuale spin-off. Non appena questa indiscrezione è venuta fuori FCA ha guadagnato in borsa il 4%. Un altro motivo che spinge il discorso logico di cui sopra.

Queste però sono solo supposizioni ed il sigillo della verità è solo sull’anello dell’Imperatore Marchionne che tra qualche ora smentirà, o avvalorerà la strada della logica e delle indiscrezioni. Un tempo piccolo da attendere per un piano che durerà quattro anni e che detterà il destino di chi è dentro, di chi è nella sala d’attesa e di chi è fuori lo stabilimento di Piedimonte San Germano.

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