Prima l’auto, poi il telefono, adesso persino le vacanze. A Frosinone il credito al consumo cioè i prestiti per comprare le cose, ha smesso di essere soltanto una scorciatoia per una spesa imprevista: con 7.883 euro medi per famiglia, è diventato il termometro di una fragilità economica che porta la Ciociaria nella Top Ten italiana.

Lo rivelano i dati della CGIA di Mestre pubblicati oggi: il credito al consumo è esploso, e la Ciociaria finisce dritta tra le prime dieci province più indebitate d’Italia.

Il report

(Foto © DepositPhotos.com)

Il report della CGIA è chiaro fin dalle prime righe: «Nel 2025 il credito al consumo erogato alle famiglie italiane ha sfiorato i 178 miliardi di euro» esclusi i mutui. Nove anni fa erano 110 miliardi in meno, un aumento del 62%, che racconta più di tante analisi sociologiche sul tema da parte di Francesco Alberoni.

Il dato medio nazionale nel 2026 arriva a 6.657 euro di debito al consumo per famiglia, con una crescita del 4,9% rispetto al 2024. È una crescita che non va confusa con il semplice indebitamento per acquistare una casa. Infatti, la CGIA tiene separato il credito al consumo dai mutui, considerati invece investimenti di lungo periodo destinati alla formazione del patrimonio immobiliare.

Le famiglie italiane, soprattutto il ceto medio, hanno visto il potere d’acquisto eroso dall’inflazione: gli stipendi sono rimasti fermi, i prezzi no. Risultato: per mantenere lo stesso tenore di vita, si ricorre al credito. Non solo per emergenze ma per beni durevoli che un tempo si compravano con i risparmi.

Cresce il debito, crescono i tassi

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Il report lo dice senza giri di parole a pagina 8: «Molte famiglie… si sono trovate costrette a ricorrere al credito, alimentando la crescita del debito privato».

E mentre il credito cresce, crescono anche i tassi: il TAEG del credito al consumo è passato dal 7,64% del 2021 al 10,38% di luglio 2026. Farsi anticipare denaro costa di più, e le rate pesano sempre di più sui bilanci familiari.

Dentro il quadro nazionale certamente non incoraggiante, spicca il risultato della Ciociaria. La provincia di Frosinone occupa il 10° posto assoluto in Italia nella graduatoria elaborata dalla CGIA per Indebitamento delle Famiglie.

 Nel 2025 il debito al consumo medio per famiglia ciociara è stato di 7.883 euro, contro i 6.657 euro della media nazionale. La differenza è di 1.226 euro per nucleo, pari a circa il 18,4 per cento in più rispetto alla media italiana.

Come va letto il dato

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Frosinone è decima per livello medio di indebitamento ma non è tra le province che hanno registrato la crescita percentuale più elevata nell’ultimo anno. Il suo +3,7 per cento è infatti inferiore al +4,9 per cento nazionale.

Il problema, quindi, non è tanto una fiammata improvvisa registrata solo nel 2025. È soprattutto il livello raggiunto dall’indebitamento medio.

Quasi 7.900 euro per famiglia significa che la Ciociaria si trova molto più in alto della media nazionale e che soltanto nove province presentano un valore superiore. Davanti a Frosinone ci sono infatti Siracusa (prima in graduatoria con 8.437 euro per famiglia), Massa-Carrara, Lodi, Pistoia, Pisa, La Spezia, Pavia, Lucca e Palermo. 

Frosinone è dentro la top ten nazionale. E per una provincia di poco più di mezzo milione di abitanti è un dato che non può passare inosservato. Il confronto con le altre province del Lazio rende il quadro ancora più evidente.

ProvinciaDebito medio al consumo per famigliaPosizione
nazionale
Frosinone7.883 €10ª
Latina7.631 €19ª
Rieti7.543 €21ª
Roma7.156 €32ª
Viterbo6.889 €48ª
Italia6.657 €

Indicatore sociale

Il decimo posto nazionale per Frosinone non è un dettaglio: è un indicatore sociale. Significa che le famiglie ciociare hanno redditi insufficienti rispetto ai consumi e che il credito è diventato una stampella quotidiana.

I corridoi vuoti nei centri commerciali

In un territorio che già soffre per salari bassi, precarietà, desertificazione industriale e fuga dei giovani, questo dato aggiunge un tassello ulteriore: la fragilità economica delle famiglie è diventata strutturale.

Per questo, la tenuta economica del territorio dovrebbe essere al primo posto dell’agenda politica locale, ma si possono scommettere 10€ alla Snai, con la certezza di raddoppiare il capitale, che anche questo tema verrà archiviato in fretta, come tutti gli altri piuttosto scomodi.

Ci sono le elezioni nei prossimi mesi, le candidature vengono prima di tutto e di tutti.

(Foto di copertina © DepositPhotos.com).

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