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Coppotelli chiama, il Lazio risponde: la Cisl è compatta ed alza il tiro

27 Ottobre 20254 minuti di lettura
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Quattrocento persone. Un Consiglio Generale che sembra un Congresso. E un messaggio chiaro, che il Segretario Generale Cisl del Lazio Enrico Coppotelli scandisce come un tamburo: “Ora si accelera”.

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Il sindacato c’è. E si fa sentire. La Cisl Lazio lo fa durante la riunione tenuta oggi con dirigenti, delegati, rappresentanti di ogni territorio. Si chiama Consiglio Generale e sul piano politico – organizzativo è la riunione dell’organo di massima rappresentanza e decisione politica dell’organizzazione. È lì che si decide la definizione delle strategie e degli orientamenti su temi chiave: Lavoro, Economia, Pensioni, Società.

Sala piena, attenzione alta. Non una passerella ma una chiamata all’ordine. Convocati all’Auditorium del Lavoro a Roma tutti i rappresentanti sindacali eletti nei vari livelli.

Il tempo delle chiacchiere è finito

Un momento del Consiglio Generale Cisl

Coppotelli non ci gira intorno. Va dritto al punto e dice che il tempo delle chiacchiere è finito. “Serve un aumento serio degli investimenti. Serve lavoro, sviluppo, partecipazione”. Sul tavolo ci sono due date: il 3 novembre a Viterbo per parlare di Salute e Sicurezza. Il 4 novembre a Latina, dove si presenta il progetto per il nuovo polo universitario. Due tappe. Un’unica direzione.

Il piano? Già c’è. Il Segretario Generale del Lazio Lo aveva presentato un anno fa. Lo ha aggiornato. Ora lo rilancia. C’è tutto: infrastrutture, sanità, pubblica amministrazione, trasporti, scuola, ricerca, agroalimentare. Non uno slogan. Un progetto vero. Con numeri, indicatori, scadenze. E con un’idea forte: riportare al centro i territori. E con loro, le persone. (Leggi qui: “La presa in giro Stellantis, la Zes, la Tav a Ferentino”: Rocca infiamma Cisl).

Il collasso dell’industria

(Foto © DepositPhotos.com)

Il nodo resta l’industria. Il Lazio rischia di diventare una regione di soli servizi. La manifattura arretra, i numeri lo dicono. Eppure – sottolinea Coppotelli – i lavoratori laziali sono protagonisti nei settori più dinamici: digitale, aerospazio, farmaceutica. Lo conferma l’export: +17% nel primo semestre 2025. Molto sopra la media nazionale. Il Governo, sia quello regionale che quello Nazionale, sono soddisfatti delle cifre: Coppotelli però li chiama al realismo e ricorda che non bastano i dati positivi su redditi e occupazione. È necessario affrontare con decisione il ridimensionamento del settore manifatturiero che resta una colonna portante dell’economia regionale. (Leggi qui: Cassino, ultima chiamata: Stellantis va via in silenzio e nessuno grida).

Ma non basta. Non si cresce da soli. Serve la Stazione Tav dell’Italia Centrale da realizzare a Ferentino, per fare da baricentro di un sistema economico enorme con il quale agganciare i corridoi europei. Serve investire nei luoghi dove si crea valore. Come la clinica Santa Lucia definita un esempio della Sanità di eccellenza. Come i Pronto Soccorso, dove Coppotelli chiede un’indennità ad hoc per infermieri e operatori.

E poi la fiscalità: “Rivedere le addizionali Irpef”, cioè le Imposte che le persone pagano sulla Dichiarazione dei Redditi. Il tutto da scrivere presto: già nella prossima legge di Bilancio. Con un patto vero, non a parole, tra Regione, sindacati e imprese.

Zls indispensabile

(Foto © DepositPhotos.com)

La Cisl chiede anche la Zls. La Zona logistica semplificata. Non è una novità. La proposta è sul tavolo da più di un anno. Ora serve il coraggio di metterla in campo. Perché solo così si può rilanciare l’industria nelle aree produttive del Lazio. E trasformare il Consorzio Industriale guidato dal professor Raffaele Trequattrini in un acceleratore vero. Di sviluppo, innovazione, occupazione.

“Ogni euro investito deve creare lavoro, crescita, coesione”: Coppotelli lo ripete. Perché sa che il tempo stringe. E che la sfida è politica, economica, sociale. Dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Enrico Coppotelli e Daniela Fumarola

Daniela Fumarola, segretaria nazionale, ascolta e rilancia. Ringrazia la Cisl Lazio. Parla di un “punto di riferimento insostituibile”. Ma va oltre: “Ora dobbiamo costruire una grande mobilitazione, una campagna vera, che coinvolga i lavoratori, li ascolti, li renda protagonisti”.

L’obiettivo? Un manifesto della partecipazione. Un patto sociale nuovo, per un’Italia più equa, inclusiva, moderna. Il messaggio è arrivato forte e chiaro. La Cisl c’è. E non aspetta più nessuno.

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