Chiudi il menu
TheStartupper
  • Home
  • Chi Siamo
  • AlessioPorcu.it

ZLS Lazio al via: meno burocrazia e 100 milioni per rilanciare imprese e territori

31 Marzo 2026

Il tribunale di Frosinone dà ragione al Consorzio di Bonifica. E ora cambia tutto

30 Marzo 2026

Il confine che non si chiude. Cassino, le Zone Franche e la scommessa del Lazio Sud

28 Marzo 2026

Consorzio Litorale Nord, il Modello 231 segna il cambio di passo

24 Marzo 2026

Frosinone perde negozi e abitanti: in 13 anni sparita un’attività su quattro

13 Marzo 2026
Carica altro
TheStartupperTheStartupper
TheStartupper

Consorzio Litorale Nord, il Modello 231 segna il cambio di passo

24 Marzo 20263 minuti di lettura
Facebook Twitter LinkedIn WhatsApp Email

La distanza tra ciò che un ente è e ciò che vuole diventare, spesso sta racchiusa in una parola: responsabilità. Non quella evocata nelle dichiarazioni pubbliche ma quella costruita con strumenti che – per loro natura – limitano discrezionalità, impongono procedure, tracciano confini.

Automobili

È dentro questa chiave che va letto il passaggio compiuto dal Consorzio di Bonifica Litorale Nord. Perché l’adozione del Modello 231 non è una semplice casella da spuntare nella lunga lista degli adempimenti amministrativi. È una scelta di struttura, prima ancora che di immagine.

Il Decreto 231

Uno dei lavori di sistemazione idraulica

Il Decreto Legislativo 231 del 2001, nella sua essenza, introduce un principio rivoluzionario per la pubblica amministrazione allargata: la responsabilità degli enti per i reati commessi al loro interno. Tradotto: non basta più dire “non sapevo”. Serve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per prevenire.

E qui entra in gioco il Consorzio guidato da Niccolò Sacchetti, che rivendica con soddisfazione un percorso definito “prioritario”. Ma al di là delle dichiarazioni, il punto politico-amministrativo è un altro: dotarsi di un Modello 231 significa accettare un sistema che controlla anche chi governa.

In pratica, uno schema interno che controlla e segnala subito ogni minima anomalia. In qualunque procedura. Anche quelle effettuate al massimo livello. Perché anche lì è possibile sbagliare.

Non è un dettaglio.

Modello dinamico

Perché il Modello, nella sua architettura, non è un documento statico. È un sistema che individua aree di rischio, definisce comportamenti, stabilisce presidi. Una mappa dei possibili errori – o peggio – costruita prima che accadano.

La distinzione tra Parte Generale e Parte Speciale, apparentemente tecnica, è in realtà il cuore del dispositivo: da un lato i principi, dall’altro le situazioni concrete in cui il rischio può materializzarsi. È lì che si misura la serietà dell’impianto.

Ma c’è un altro passaggio che merita attenzione. Il Consorzio non si è limitato ad adottare il modello. Ha attivato formazione interna, ha istituito un Organismo di Vigilanza, ha collegato il tutto al Codice Etico già esistente.

Questo è il punto di discontinuità. Perché troppo spesso, nella Pubblica Amministrazione, i modelli restano sulla carta. Al Consorzio di Bonifica Lazio Nord invece si è scelto – almeno nelle intenzioni – di trasformarli in prassi.

Eppure, proprio qui si gioca la partita vera.

Architetura da abitare

Perché il rischio di ogni Modello 231 è sempre lo stesso: diventare un’architettura perfetta, ma inabitata. Un sistema impeccabile nei documenti e irrilevante nei comportamenti quotidiani.

Il fatto che tutta la documentazione sia stata resa disponibile nella sezione “Amministrazione Trasparente” va nella direzione giusta. Ma la trasparenza, da sola, non basta. Serve verificabilità, serve continuità, serve soprattutto indipendenza reale dell’Organismo di Vigilanza. E qui il discorso si fa inevitabilmente politico.

Perché adottare un Modello 231 significa anche mettere in conto che qualcuno, prima o poi, segnalerà criticità. E che quelle criticità dovranno essere affrontate, non archiviate. È il passaggio più delicato: dalla cultura dell’adempimento a quella del controllo.

Il Direttore Generale Andrea Renna con il presidente di Lazio Nord Niccolò Sacchetti

In questo senso, l’operazione del Consorzio di Bonifica Litorale Nord si colloca dentro una tendenza più ampia: quella di enti che cercano di rafforzare la propria credibilità attraverso strumenti di governance avanzata.

Ma la credibilità, si sa, non si costruisce con le delibere. Si costruisce nel tempo, nella coerenza tra ciò che si scrive e ciò che si fa. In quella coerenza si stabilirà se il Modello 231 sarà un punto di partenza o un punto di arrivo.

Perché nel primo caso, segna l’inizio di una trasformazione. Nel secondo, rischia di essere soltanto una buona intenzione ben formalizzata.

Automobili
TheStartupper
  • Cookie & Privacy Policy
Grandi Comunicatori & Associati Srls (P. IVA: 14373381004) - Supplemento della testata giornalistica AlessioPorcu.it (n° 4/2017 registro della Stampa del Tribunale di Cassino)
Powered by VERDANA

Digita e premi Enter per cercare. Premi Esc per uscire.