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Confindustria attacca il Governo e bacchetta l’Inps

18 Ottobre 20202 minuti di lettura
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“Fermi a contare i contagi”. Così Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, ha descritto il Governo in questi mesi di pandemia. Quando nulla è stato fatto per preparare il Paese alla seconda ondata e ancora di meno è stato messo in campo per le imprese.

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Intervenendo al convegno dei Giovani Industriali, Carlo Bonomi ha detto: “Ho sentito dire: voi imprese avete preso 88 miliardi. Ho detto: 88 miliardi! Ma io non li ho visti. Forse come presidente di Confindustria mi sono distratto. E sono andato a vedere il conteggio”.

Carlo Bonomi

Ha continuato: “Negli 88 miliardi ci sono le garanzie, ma quelli sono prestiti e i prestiti le imprese li ripagano, non sono come la Pubblica Amministrazione che non paga i suoi debiti. Diventano un costo per lo Stato solo se l’impresa fallisce. Poi ci hanno detto che c’è la cig. Ma, giustamente, e ci mancherebbe altro, la cig è sostegno ai lavoratori. Quei soldi non li avete dati alle impese, anzi le imprese hanno dovuto anticiparli quei soldi. Poi il presidente dell’Inps dice che siamo furbi. Siamo un po’ suscettibili quando ci chiamate furbetti quando poi i furbetti siete voi che non sapete gestire i vostri enti”.

Bonomi è tornato a martellare sul tema del blocco dei licenziamenti, esortando il Governo a “uscire da logiche politiche”. Spiegando: “Abbiamo un Paese dove il Pil è in calo del 10%. Sediamo a un tavolo, confrontiamoci, ma usciamo da queste logiche politiche. Anche il Sure è andato tutto a finanziare cig e blocco e licenziamenti, va bene in emergenza, ma guardiamo al futuro. Era giusto fare provvedimenti in emergenza ma quei soldi erano per le politiche attive del lavoro”.

Miriam Diurni

Nuovo attacco frontale al Governo da parte del numero uno di Confindustria. Nei giorni scorsi Miriam Diurni, numero uno di Unindustria Frosinone, aveva incentrato il suo discorso di insediamento sullo sviluppo delle aree industriali, sull’ambiente, sull’economia green, sulla formazione. Lanciando un “ponte” verso alcune opere messe in campo dalla Regione Lazio. Ma è chiaro che sarà sulle politiche del lavoro e del sostegno alle imprese che si farà la differenza.

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