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Fiat addio… ma lo stabilimento di Cassino sarà al centro

28 Aprile 20183 minuti di lettura
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Il marchio Fiat pian piano svanirà e l’industria automobilistica in Italia continuerà a reggersi solo su quattro marchi: Alfa Romeo, Jeep, Maserati e Ferrari. E non lo dice l’uomo della strada, l’ultimo arrivato, ma quello che negli ultimi quindici anni ha moltiplicato per venti il valore dell’azienda: Sergio Marchionne. Il top manager lo ha profetizzato durante la presentazione della trimestrale del gruppo, un’occasione come al solito per tracciare la rotta verso il futuro.

Il manager ha fatto capire chiaramente, ancora una volta, che servono auto come Giulia e Stelvio per dare un futuro al gruppo in Italia: auto che costano un po’, ma che ti permettono un guadagno considerevole. Ed è questa la strategia per la nostra nazione e per i nostri stabilimenti: auto di alta gamma non di massa, ma che portano più utili e quindi più sicurezze per i lavoratori. Certo, Marchionne non ha detto che ci saranno nuove assunzioni o che rientreranno gli interinali, ma non ha neanche smentito nuovi ingressi o rientri in fabbrica.

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Non che il manager abbia annunciato la rivoluzione d’ottobre, ma ha comunque dato indicazioni importanti. “Per la piena occupazione in Italia – ha detto – dobbiamo completare lo sviluppo dell’Alfa Romeo e della Maserati. È un atto dovuto, fa parte del piano da presentare a giugno“.

Piena occupazione, letteralmente, vuol dire stop alla cassa integrazione negli impianti italiani ed il fatto che ciò faccia parte del piano presentato a giugno lascia pensare che ci saranno nuove auto che porteranno a questa occupazione. Perché in una fabbrica di auto si lavora quando ci sono mezzi da produrre.

E poi Alfa Romeo. Lo stabilimento di Piedimonte San Germano è il fulcro del nuovo corso Alfa, che però per Sergio Marchionne rappresenta ancora un’incompiuta. “Alfa è un lavoro incompiuto, nonostante il successo avuto con i due modelli, ma resta ancora un grande impegno ed altri prodotti da fare“: queste le parole del Manager che ha lasciato supporre il lancio di almeno altri due Suv. L’appuntamento per capire quali e quanti modelli saranno destinati a Cassino, è fissato tra poco più di un mese con l’evento di Balocco.

Numeri alla mano però c’è da correre. Se da una parte Alfa ha venduto 150 mila modelli nel 2017, aumentando del 62% i volumi, mancano ancora 250 mila unità per raggiungere quella quota 400 mila che rappresenta il compimento del piano Marchionne. Solo con questi numeri potranno arrivare lavoro e certezze per i lavoratori di Cassino e degli altri stabilimenti italiani. L’impegno di Marchionne c’è – e quindi l’impegno dell’azienda – il primo giugno si saprà se quell’impegno verrà mantenuto.

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