
Non è un fulmine a ciel sereno ma un segnale politico preciso. Gli iscritti ai 132 Ordini territoriali dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (quasi 1.400 consiglieri) sono andati alle urne per eleggere la nuova governance nazionale. Il verdetto ha rinnovato la fiducia al presidente uscente Elbano de Nuccio: la sua lista “Direzione Chiara – Risultati, Competenza e Visione” ha prevalso sulla “Unione dei territori” con il 69,6 % dei voti.
De Nuccio è diventato il primo a ottenere un mandato bis da quando, nel 2008, è nato l’unico albo dopo la fusione tra dottori commercialisti e ragionieri commercialisti.
I numeri parlano chiaro: tra i 20 componenti del nuovo Consiglio nazionale ci sono 12 conferme e 8 nuovi ingressi, con nove donne – una in più rispetto alla precedente consiliatura
Il terzo mandato di Cassino
Tra i consiglieri nazionali confermati spicca Cristina Marrone, già vicepresidente dell’Ordine di Cassino. In quota Lazio, la sua riconferma porta a tre i mandati consecutivi in cui un esponente dell’Ordine cassinate siede nel massimo organismo nazionale. Nel lungo elenco diffuso sui siti nazionali – dove figurano, tra gli altri, Gian Luca Ancarani (Toscana), Cristina Bertinelli (Umbria) e Gian Luca Galletti (Emilia‑Romagna) – è riportato che la professionista frusinate rappresenterà il Lazio.
Al suo fianco, sempre per la lista del presidente, sono stati eletti Vincenzo Moretta (Campania), David Moro (Veneto), Eustachio Quintano (Basilicata) e Antonio Repaci (Calabria), mentre altri nomi noti come Micaela Sette (Friuli‑Venezia Giulia) e Liliana Smargiassi (Molise) costituiscono i nuovi ingressi.
Non è un fatto casuale
L’elezione di Marrone non è un fatto casuale. In un consiglio nazionale in cui la Lombardia e la Campania presentano ordini più grandi e strutturati, il seggio del Lazio passa ancora una volta per Cassino. Già nel 2017 e nel 2022 lo stesso territorio aveva espresso il consigliere nazionale; quest’anno si replica, confermando la capacità dei professionisti cassinati di tessere alleanze oltre i confini provinciali.
Per capire il perché bisogna tornare a gennaio 2026. In quei giorni, l’Ordine di Cassino ha rinnovato il proprio Consiglio e c’è stato il ritorno di Giuseppe Tedesco alla presidenza. Non si trattava di una candidatura nostalgica: Tedesco è il fondatore dell’Ordine (2002) e ne è stato presidente per tre mandati consecutivi fino al 2016. Dopo aver ricoperto incarichi nazionali è tornato a casa con un progetto strutturato. Ai seggi si è presentato oltre il 94 % degli iscritti; un’affluenza che testimonia una categoria viva e che vuole contare. (Leggi qui: Un presidente Tedesco per i commercialisti di Cassino).
La lista “Insieme per la professione – La forza dell’identità” ha conquistato la maggioranza ed ha portato in Consiglio un gruppo eterogeneo dove siedono professionisti di generazioni diverse. È questo il contesto che spiega la rielezione di Marrone. Con l’elezione a presidente locale di Giuseppe Tedesco, Cassino ha ritrovato coesione e una rete di relazioni costruite dal vicepresidente della Fondazione Nazionale dei Commercialisti.
Cassino al centro del Lazio
È entrata in gioco la conoscenza del campo e la capacità di negoziare. Hanno pesato più dei numeri: il medio-piccolo Ordine cassinate, terzo del Lazio, è riuscito a convincere altri ordini regionali (Velletri, Viterbo, Rieti) a sostenere la propria candidata. Lo conferma lo stesso Tedesco quando, al momento della proclamazione, sintetizza il suo mandato: “Vincono la forza delle idee e chi ha fatto, vince chi farà”.
La rielezione di Cristina Marrone va oltre la soddisfazione personale. Significa che il Lazio avrà un unico rappresentante nel Consiglio nazionale e che questo sarà espressione di un Ordine di provincia. Nel consiglio appena eletto siedono professionisti provenienti da tutte le regioni d’Italia, ma per la nostra regione c’è solo un seggio. La responsabilità è grande: Cristina Marrone dovrà portare a Roma i temi sollevati dagli studi di Latina, Rieti, Viterbo, Roma e Frosinone. La scelta di confermarla è quindi un voto alla continuità e alla capacità di mediare, non solo all’interno della categoria ma anche nei rapporti con le istituzioni.
La presenza di nove donne in un Consiglio nazionale che conta venti posti – fra titolari e supplenti – è un altro segnale da non sottovalutare. Si passa da otto a nove presenze femminili: oltre a Marrone, ci sono figure come Annalisa Francese (Piemonte) e Giovanna Greco (Abruzzo). Un passo avanti sul terreno della parità di genere che Tedesco aveva messo fra le sue priorità.
Le sfide sul tavolo
Il nuovo mandato di de Nuccio si apre con dossier complessi: digitalizzazione, pressione normativa crescente, riforma della giustizia tributaria e un rapporto più stretto con università e imprese. La lista vincente ha promesso risultati misurabili e progetti concreti. Per Tedesco e Marrone l’obiettivo è mantenere il legame tra territorio e istituzioni nazionali: portare al centro dell’agenda le esigenze degli studi medio‑piccoli, difendere la professionalità di chi opera nelle province e trovare spazi di rappresentanza in un contesto dominato dai grandi ordini metropolitani.
Se c’è una lezione che arriva dalle urne è che la capacità diplomatica conta quanto il peso numerico. Cassino, con meno iscritti rispetto a Roma o Milano, dimostra che un ordine coeso, guidato da un presidente carismatico e sostenuto da un’alleanza territoriale, può conquistare e difendere uno spazio nazionale.



