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Aree portuali contese, Tar e Antitrust per dirimere la battaglia legale

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Aree portuali contese, Tar e Antitrust per dirimere la battaglia legale

8 Aprile 20266 minuti di lettura
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E non si dica che il porto commerciale di Gaeta è la “cenerentola”. Saranno l’Antitrust ed il Tar del Lazio a dirimere una controversia che vede contrapposti da almeno tre anni la Interminal di Gaeta ed il colosso olandese Steinweg (nel quale una quota è della Gmt di Genova).

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Hanno entrambe lo stesso know how: la movimentazione dell’alluminio, destinato alla provincia di Frosinone, al Molise e all’alta Campania. E sono accomunate da una richiesta identica che hanno entrambe presentato al Molo Vespuccci di Civitavecchia, sede dell’Autorità di Sistema Portuale. Entrambe le società hanno chiesto la concessione di due aree del porto “Salvo D’Acquisto” di Gaeta.

Una “guerra” di carte bollate

Porto di Gaeta
Il porto di Gaeta

Ne è scaturita una guerra di carte bollate in quello che è considerato un “procedimento comparativo”. Cioè: le proposte vengono messe a confronto e prevale il migliore contenuto e la migliore qualità delle istanze presentate per aggiudicarsi le aree demaniali del porto di Gaeta.

La Steinweg-Gmt, di proprietà di Andrea Bartalini, nella seconda metà del 2025 aveva avanzato una proposta finalizzata ad ottenere in concessione 12 mila metri quadrati di aree operative presso il piazzale Regina Maria Sofia. Inoltre ha chiesto l’autorizzazione alla realizzazione di una tensostruttura di circa 3000 metri quadrati presso il Piazzale della Logistica.

Anche Interminal ha presentato una richiesta. In mezzo c’è un ricorso alla giustizia amministrativa, con cui Steinweg-Gmt chiede una serie di informazioni sull’istanza presentata da Interminal.

Le ragioni degli olandesi

Le richieste originarie dei due gruppi imprenditoriali erano state di gran lunga più importanti. All’inizio, Interminal aveva chiesto un’area di oltre 43 mila metri quadrati per trent’anni. Al tempo stesso la Steinweg – Gmt aveva chiesto 34.500 metri quadrati in gestione per 15 anni.

Uno scorcio del porto di Gaeta

La multinazionale olandese (con una partecipazione genovese) aveva evidenziato una serie di “dichiarazioni contradditorie” di Interminal circa la possibilità di movimentare pet coke e rifiuti. Ipotesi negata con fermezza dalla Interminal di Gaeta.

E non solo: Steinweg-Gmt sostiene che con la richiesta presentata dall’avversaria, Interminal avrebbe consolidato una posizione dominante nel porto di Gaeta con realizzazione di 6 silos metallici alti 16 metri per 10 metri e mezzo di diametro. Ed in più, un capannone al centro del piazzale del porto con una tettoia chiusa perimetralmente da paratie autostabili in calcestruzzo. Un investimento, pari a circa 40 milioni di euro, per stoccare e movimentare traffici di rinfuse ma anche cellulosa e altri derivati del legno, biomasse legnose, cemento, materie prime per l’industria di ceramiche e vetreria e prodotti in silos.

Steinweg-Gmt al momento a Gaeta movimenta esclusivamente alluminio in colli (placche, lingotti, billette). Nell’istanza di concessione prevede anche“la movimentazione di ulteriori metalli ferrosi e non, ferroleghe, acciai, forestali e merce varia ed impiantistica, sia in colli che in container”.

Il piano presentato dal terminalista olandese prevede di “passare dalle 60mila tonnellate annue del primo anno della nuova concessione a quasi 135mila dell’ultimo, con una media di 105mila”.

Parola alla politica

La decisione finale sarà politica. La recente nomina di Fabrizio Urbani a segretario generale dell’Autorità di sistema portuale laziale potrebbe definitivamente contribuire a chiarire l’assetto futuro del porto di Gaeta e dei suoi nuovi concessionari.

Raffaele Latrofa, presidente dell’Adsp

Steinweg-Gmt una richiesta al neo presidente (vicino alla Lega) dell’Asdp Raffaele Latrofa l’ha messa per iscritto: quella di “non adottare atti concessori o autorizzativi” a favore di Interminal (autorizzazioni di anticipata occupazione ad esempio) se e fino quando l’accordo procedimentale, pomo della discordia, non sarà firmato.

Ha chiesto di ricevere garanzie sull’accesso alle banchine e sulla precedenza agli ormeggi da parte delle sue navi temendo che Interminal goda di una posizione logisticamente migliore a fronte banchina.

Se non ci sarà un accordo ed il Tar non autorizzarà la concessione delle carte richieste, la Steinweg-Gmt presenterà un nuovo ricorso all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato a fini cautelari. Si aggiungerà a quello che ha già determinato un intervento dell’Authority nel mese di maggio 2025.

Intergroup sbarca in Sardegna e conquista Cagliari

Intergroup, consorella di Interminal, va dritta per la sua strada e martedì ha annunciato di aver rafforzato la propria presenza in Sardegna con l’acquisizione di un hub logistico a Cagliari, nell’area retroportuale di Macchiareddu.

(Foto © DepositPhotos.com)

Si tratta di una piattaforma logistica di circa 20mila metri quadrati dotata di tecnologie per la gestione dei flussi logistici, tra cui sistemi automatizzati in radiofrequenza e video-sorveglianza. Si integra con il terminal portuale di Oristano, dotato di aree logistiche e magazzini di proprietà (circa 30mila metri quadrati), già attrezzati con tre linee di confezionamento, una linea di pellettizzazione e una flotta di trasporto dedicata.

“Non si tratta soltanto di ampliare la capacità di stoccaggio o di distribuzione – ha fatto sapere la famiglia Di Sarmo – Ma di costruire un sistema logistico moderno, scalabile e radicato, in grado di accompagnare la crescita di filiere produttive ed energetiche strategiche per l’isola”.

Intergroup insomma intende potenziare il proprio sistema logistico già sviluppato in Sardegna e potenziare la capacità distributiva di Green Alliance, progetto industriale italiano attivo nella vendita di pellet e biomasse legnose, con i marchi Woodtech Italia, Woodtech France, MyFire, Ricci Pietro, Bioenergy Europe – Pellet and Fire, Eco Green, Buffoli Legnami e Fochista, garantendo i magazzini costieri e una capillare distribuzione “just in time” in tutta l’isola.

Crocierismo, arrivano gli americani

Il porto di Gaeta ha ospitato la nave da crociera “Silver Shadow” (Foto © DepositPhotos.com)

Nel solo giorno di Pasqua hanno invaso Gaeta oltre 400 crocieristi, gli stessi che numericamente hanno fatto scalo nell’intero 2025. Sono giunti sulle banchine del “Salvo d’Acquisto” a bordo della “Silver Shadow”, una nave in servizio dal 2000 che (ha una stazza lorda di circa 28.258 tonnellate, una lunghezza di circa 186 metri e una larghezza di 24,8 metri, ospita sino a 382 passeggeri, assistiti da un equipaggio di circa 295 membri) è considerata della gemella Silver Whisper essendo stata costruita presso i cantieri Mariotti Shipyard di Genova.

Quasi tutti con passaporto Usa, i crocieristi tra severe ma discrete misure di sicurezza hanno deciso di rinunciare a visitare l’abbazia di Montecassino o gli scavi di Pompei. Sono rimasti a Gaeta con una “puntatina” nel Cisternone romano di Castellone a Formia. Con una conferma. Il turismo crocieristico nel Lazio non è solo Civitavecchia ma anche Gaeta dove le navi possono arrivare, i turisti possono restare e la città è capace di accoglierli. Mica una cosa di poco conto.

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