Stelvio, Alfa Romeo riscrive le strategie per i suv

lfa Romeo Stelvio, il prodotto di punta dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano, ha fatto sì che Marchionne riscrivesse per intero il piano prodotti del gruppo, puntando tutto sul settore dei Suv

Alfa Romeo Stelvio, come direbbero gli americani, “rules”. Ovvero detta le regole. Le sta dettando all’interno del marchio del biscione, ma anche nel panorama del mercato automobilistico europeo, in attesa di tempi ed orizzonti migliori per quanto riguarda Stati Uniti e Cina. I numeri relativi al Suv prodotto a Cassino Plant continuano ad essere ottimi e trascinano il marchio Alfa Romeo, non solo sui dati italiani, ma anche in quelli europei.

Il dato consuntivo su gennaio 2018 infatti, ci porta a vedere come in tutta Europa siano stati immatricolati 2315 modelli di Stelvio. Le unità immatricolate in Italia nello stesso mese sono state 1141, un dato che ha posto ancora una volta il suv Alfa al top delle vendite nella sua categoria nella nostra nazione. Il dato che fa riflettere e soprattutto ben sperare però è un altro: oltre il 50% delle immatricolazioni europee di gennaio è avvenuto al di fuori dell’Italia.

E’ qui che si intrecciano le strategie del gruppo e che si vede l’importanza della logica del Suv. Perché in base a questi numeri Sergio Marchionne ed i suoi uomini hanno scelto la griglia dei nuovi modelli da presentare il 1 giugno prossimo a Balocco. Nel piano da qui al 2022 ci sarà un grande Suv Alfa che molto probabilmente verrà prodotto a Mirafiori; un Suv compatto che affiancherà Giulietta nel segmento C e che dovrebbe essere realizzato a Pomigliano; un urban Suv che prenderà il posto di Mito e potrebbe uscire da Melfi ed un modello simile a Stelvio, ma con brand Maserati da produrre proprio a Cassino.

La data da attendere è sempre la stessa ed è fissata al 1 giugno: in quel giorno Marchionne renderà reali o carta straccia queste congetture. I dati portano tutti dalla parte della strategia Suv su tutta la gamma, modelli dal profilo più alto da produrre in quegli stabilimenti che Marchionne definisce al top: quelli italiani. Sulle linee – e a casa, per chi è rimasto fuori – gli operai attendono con fiducia.

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