A Roma il nuovo Data Center di Aruba

Nascerà a Roma il nuovo grande data center di Aruba. Si chiamerà Hyper Cloud Data Center e sorgerà su un terreno di 74mila metri quadrati acquistato da Aruba all'interno del Tecnopolo Tiburtino

Nascerà a Roma il nuovo grande data center campus di Aruba in Italia. Si chiamerà Hyper Cloud Data Center e sorgerà su un terreno di 74mila metri quadrati acquistato da Aruba all’interno del Tecnopolo Tiburtino. È l’area dedicata allo sviluppo tecnologico, nata negli anni scorsi per volontà della Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Roma. La fine dei lavori è prevista entro la primavera del 2020, con un investimento previsto di circa 300 milioni di euro in cinque anni e almeno 200 nuovi posti di lavoro.

IL PROGETTO

Il progetto è stato presentato oggi durante una conferenza stampa presso la Camera di Commercio di Roma. Presenti la sindaca della Capitale Virginia Raggi, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella, il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, l’amministratore delegato di Aruba Stefano Cecconi.

Il data center della Capitale sarà il quarto di Aruba in Italia, dopo i due di Arezzo e il Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (Bg), inaugurato solo pochi mesi fa.

«Oggi abbiamo da dare una buona notizia, stiamo per presentare un importante investimento da 300 milioni nella nostra città da parte di un’azienda privata importante leader nei servizi data center. – ha detto Lorenzo Tagliavanti – Si tratta di investimenti che per il loro ammontare ma soprattutto per l’indotto sono importantissimi per le città. In particolare per Roma che ha anche una domanda di tecnologia grande».

«Una buona notizia per Roma perché una grande azienda tecnologica sceglie la nostra città. Una buona notizia anche per un’azienda che accoglie un grande investimento che è il polo tecnologico di Castel Romano» – ha aggiunto.

Tagliavanti ha sottolineato la capacità di visione della politica e dell’amministrazione pubblica. Ha ricordato che il Tecnopolo venne pensato e realizzato a cavallo tra gli anni Novanta ed il Duemila grazie a tre soggetti pubblici. Furono Camera di Commercio, Regione Lazio e Comune di Roma, che decisero di realizzare una grande area dove poter accogliere le imprese tecnologicamente avanzate. Facendo una scelta lungimirante.

ARUBA: ORGOGLIOSI DI ANNUNCIARE PROGETTO

«Siamo orgogliosi di annunciare questo progetto, parte essenziale della nostra rete nazionale di data center. Non era così scontato per noi ricevere una tale accoglienza alla vigilia di un investimento così importante. Questa accoglienza ci conferma di aver fatto la scelta giusta» ha detto l’ad di Aruba, Stefano Cecconi.

Per l’assessore regionale Gian Paolo Manzella questo «è un segnale importante per Roma e per la nostra regione. È non solo un segnale di un’impresa che decide di completare qui il suo network. Ma anche un riconoscimento dell’importanza del tessuto imprenditoriale e universitario della nostra città. Oltre a essere un bel segnale per Roma e per gli stakeholder è anche un’occasione perché attorno a questo data center possono nascere ecosistemi, che è compito degli amministratori aiutare a svilupparsi. Inoltre è anche l’occasione per dare impulso al Tecnopolo per una città innovativa».

LA CONTROTENDENZA

La decisione di Aruba è il primo segnale di controtendenza per Roma. Negli ultimi due anni è stata abbandonata da SkyTg24 che ha ritenuto più moderne e funzionali le infrastrutture presenti a Milano. Poi è andata via anche Mediaset che ha spostato per gli stessi motivi la sua redazione e produzione a Milano. I grossi gruppi editoriali stanno progressivamente spostando le loro redazioni e centri di produzione a Milano lasciando Roma.