
La domanda che 9 italiani su 10 si sono fatti, almeno una volta nella vita, è: ma mi pagano proporzionalmente al lavoro che effettivamente faccio e a quante ore sto in fabbrica o in ufficio? A tentare di dare una risposta a questo interrogativo ci ha provato l’ufficio Studi della CGIA di Mestre: in queste ore ha pubblicato un rapporto, basato sui dati INPS e Istat relativi al 2024.
Quel report fotografa con precisione chirurgica uno dei più grandi squilibri strutturali italiani: quello tra giorni lavorati, retribuzioni e produttività che continuano a muoversi su binari diversi tra Nord e Sud. Il quadro nazionale, secondo la CGIA, è quello di un Paese nel quale lavorare e guadagnare non sono esattamente la stessa cosa: specialmente a Frosinone.
Il quadro nazionale
Nel 2024 la media italiana è stata di 246,5 giornate retribuite. Al Nord si è arrivati a 255 giornate, mentre nel Mezzogiorno ci si è fermati a 228. Secondo la CGIA, il divario è legato soprattutto alla maggiore diffusione nel Mezzogiorno di precarietà, part-time involontario, lavoro stagionale e lavoro irregolare.
La stessa CGIA mette inoltre in relazione la quantità di lavoro con le retribuzioni e la produttività. Nel 2024 la retribuzione media giornaliera è stata di 108 euro al Nord contro gli 80 euro del Sud. La produttività, misurata come valore aggiunto per ora lavorata, nel 2023 è stata di 47,35 euro al Nord contro 34,94 euro nel Mezzogiorno.
Frosinone prima nel Lazio per giornate lavorate
| Provincia | Giornate | Posizione nazionale |
|---|---|---|
| Frosinone | 245,0 | 46° |
| Roma | 244,8 | 48° |
| Viterbo | 237,0 | 62° |
| Latina | 234,8 | 69° |
| Rieti | 231,4 | 77° |
La tabella prende in esame il numero medio di giornate retribuite nelle province italiane.
Frosinone registra nel 2024 245 giornate retribuite, collocandosi al 46° posto nazionale su 107 province. È un dato praticamente in linea con la media italiana di 246,5 giornate: appena 1,5 giornate in meno.
Il dato assume un significato sicuramente più interessante, se confrontato con quelli delle altre province del Lazio. Roma è al 48° posto, Viterbo al 62° posto mentre Latina al 69° e Rieti al 77° posto. Frosinone è dunque, tra le province del Lazio, quella con il numero medio più elevato di giornate retribuite. Il distacco da Roma è minimo, appena 0,2 giornate, ma aumenta sensibilmente nei confronti delle altre province: Frosinone supera Viterbo di 8 giornate, Latina di 10,2 e Rieti di 13,6. È un elemento da non sottovalutare.
La Ciociaria non sembra, secondo questa rilevazione, un territorio caratterizzato da una particolare scarsità di giornate retribuite rispetto alle altre realtà laziali. Al contrario, è prima nel Lazio.
Ma le retribuzioni raccontano un’altra storia
La circostanza assume una valenza ulteriore se si analizzano i delle retribuzioni medie lorde per provincia. A Frosinone la retribuzione media annua nel 2024 è stata di 20.994 euro lordi, con 245 giornate retribuite e una retribuzione media giornaliera di 85,69 euro. Frosinone occupa il 57° posto nella classifica nazionale.
Anche qui il confronto con le altre province del Lazio è particolarmente significativo. Roma è nettamente davanti: 26.269 euro di retribuzione media annua, 244,8 giornate e 107,29 euro di retribuzione media giornaliera. Roma è 18ª nella graduatoria nazionale. Frosinone presenta quasi lo stesso numero di giornate retribuite di Roma ma una retribuzione media annua inferiore di 5.275 euro. In termini percentuali, la retribuzione media di Frosinone è circa il 20% più bassa di quella romana.
Ecco la situazione retributiva annua nelle altre province del Lazio:
| Provincia | Retribuzione media annua | Posizione nazionale |
|---|---|---|
| Roma | 26.269 euro | 18ª |
| Frosinone | 20.994 euro | 57ª |
| Latina | 20.062 euro | 68ª |
| Rieti | 19.063 euro | 72ª |
| Viterbo | 18.356 euro | 81ª |
Frosinone anche in questo caso è prima tra le province laziali dopo Roma. Il dato non è marginale: la Ciociaria precede Latina di 932 euro, Rieti di 1.931 euro e Viterbo di 2.638 euro. Ma resta lontana dalla capitale.
Il nodo è la paga giornaliera
E qui emerge il problema della paga giornaliera. Frosinone e Roma hanno praticamente lo stesso numero di giornate retribuite: 245 contro 244,8. La differenza viene alla luce però nella remunerazione di quelle giornate. A Frosinone la retribuzione media giornaliera è di 85,69 euro; a Roma arriva a 107,29 euro. Sono 21,60 euro in più al giorno nella capitale.
In altre parole, il problema della provincia di Frosinone, alla luce dei dati CGIA, non sembra essere principalmente quello della quantità di giornate retribuite. È soprattutto quello del valore economico del lavoro.
La stessa graduatoria nazionale rende evidente la distanza. La media italiana è di 24.486 euro annui e 99,32 euro per giornata. Frosinone si ferma a 20.994 euro e 85,69 euro. Il lavoratore medio della provincia di Frosinone, secondo questa elaborazione, percepisce quindi una retribuzione annua inferiore alla media nazionale di circa 3.500 euro.
Uno spunto per la campagna elettorale
Ed è proprio questo il punto sul quale il rapporto offre uno spunto di riflessione politica per il territorio. Frosinone è prima provincia del Lazio per numero medio di giornate retribuite, ma scende al 57° posto nazionale per retribuzione media annua. Non è dunque una provincia nella quale, secondo i numeri CGIA, si lavora meno rispetto alle altre province laziali: anzi è vero il contrario. Il problema è che quelle giornate di lavoro vengono mediamente remunerate meno.
Una provincia che riesce a garantire un numero di giornate lavorative superiore alle altre province del Lazio ma che resta sotto la media nazionale per retribuzioni, ha evidentemente davanti a sé una questione che riguarda non soltanto il mercato del lavoro ma anche la qualità e il valore economico dell’occupazione.
La fotografia della CGIA non dice che in Ciociaria non si lavora. Dice qualcosa di più preciso: si lavora quasi quanto la media italiana ma mediamente si guadagna meno. E il confronto con Roma rende il dato ancora più evidente: quasi lo stesso numero di giornate ma oltre cinquemila euro lordi di differenza nella retribuzione media annua. È probabilmente questa la vera domanda che il rapporto lascia sul tavolo per la provincia di Frosinone. Non soltanto quanti posti di lavoro si riescono a creare ma quanti di questi posti producono reddito, stabilità e salari capaci di avvicinare la Ciociaria alle aree economiche più forti del Paese.
Potrebbe essere un tema per la campagna elettorale delle prossime regionali del Lazio.



