Tutto in ventiquattrore: lunedì mattina il presidente della Regione Francesco Rocca è stato a Cassino Plant davanti ai cancelli, ad ascoltare operai e sindacalisti Stellantis. Il giorno dopo, cioè questa mattina, la sua vice Roberta Angelilli era a Bilbao per firmare un documento europeo sull’automotive. La Regione Lazio ha scelto di muoversi su entrambi i fronti: il territorio e l’Europa. Una la strategia su due livelli: presidio del territorio e pressione continentale, per non lasciare qualcosa di intentato.
A Bilbao, al summit dell’ARA l’Alleanza delle Regioni Automotive europee la vicepresidente Roberta Angelilli ha firmato insieme alle principali regioni del comparto un documento indirizzato alla Commissione Europea. Chiede interventi urgenti, un Fondo europeo per l’automotive da inserire nel prossimo bilancio comunitario e una semplificazione burocratica che consenta alle imprese di muoversi senza le catene che oggi le rallentano.
La vertenza Cassino arriva al summit di Bilbao

Nel documento di Bilbao c’è tutto quello che il territorio di Cassino chiede da mesi: rilancio della produzione industriale, tutela dei lavoratori, investimenti sull’innovazione, sostegno all’indotto, neutralità tecnologica: quella parola che significa libertà di scegliere tra elettrico, ibrido e endotermico senza che Bruxelles imponga il binario unico.
E c’è anche un riferimento esplicito allo stabilimento ciociaro. Cassino Plant viene indicata come «eccellenza oggi sottoutilizzata ed a rischio marginalizzazione nelle strategie industriali di Stellantis». Non un dettaglio locale in un documento europeo ma il riconoscimento della dimensione strategica di quello stabilimento che va oltre i confini della provincia di Frosinone.

L’azione diplomatica si affianca a quella istituzionale interna. Venerdì 29 maggio la vicepresidente Angelilli convoca in Regione un tavolo con le parti sociali per definire le prossime tappe: l’incontro con Stellantis in Italia del 16 giugno, il tavolo nazionale al MIMIT di luglio. L’obiettivo è quello che il presidente Rocca ha già dichiarato più volte ed ha ribadito ieri davanti ai cancelli di Piedimonte San Germano: anticipare i tempi, non aspettare dicembre, costruire un’interlocuzione concreta prima che l’incertezza trasformi la preoccupazione dei lavoratori in qualcosa di più difficile da gestire.
Mercato in crescita, ma Cassino resta senza missione

Nel frattempo, dal mercato europeo arriva un segnale positivo che vale la pena registrare: ad aprile, le immatricolazioni in Europa Occidentale sono cresciute del 7% rispetto allo stesso mese del 2025. Stellantis ha venduto 176.859 auto, con un incremento del 6,7% e una quota di mercato del 15,3%. Il marchio Fiat è quello che cresce di più con un +23%. Il titolo in borsa ha risposto con un balzo del +4,5%.
Sono buone notizie per il gruppo. Restano cattive notizie per Cassino: perché uno stabilimento che lavora meno di 20 giorni dall’inizio dell’anno in un’azienda che vende di più è la dimostrazione che il problema non è la domanda ma è la mancanza di una missione produttiva. Il mercato c’è. I modelli assegnati a Cassino non bastano a riempire quella fabbrica.
Bilbao ha detto che l’Europa deve cambiare marcia. Venerdì il tavolo della Regione dirà se quella richiesta si trasforma in pressione concreta su Stellantis. Il 16 giugno, quando Filosa sarà in audizione al Parlamento, si vedrà se qualcuno ha ascoltato.








