Videocon passa nella galassia Cardinale

La Videocon passa alla galassia Cardinale, il colosso internazionale della termoidraulica e ferramenta. L'acquisto è stato fatto dalla società che gestisce gli immobili del gruppo. A Patrica ha lo stabilimento Aeffe. I progetti per Anagni.

La Videocon passa alla Secomit Srl di Teggiano, in provincia di Salerno. È la società che si è aggiudicata i 168mila metri quadrati di area industriale (come 22 campi di calcio) dei quali 73mila (cioè quasi 10 campi di calcio) sono coperti. Dopo la Fca Cassino Plant  è la seconda area produttiva per dimensioni in tutta la provincia di Frosinone. Tra le prime nel Lazio.

Secomit Srl è stata l’unica ad avanzare un’offerta rispondendo al bando pubblicato nei giorni scorsi dal Consorzio Asi di Frosinone: il quarto con cui tentare la vendita dell’ex colosso della multinazionale francese Thomson in cui sono stati prodotti per circa quarant’anni televisori con marchio Normende e cinescopi per le principali marche europee.

Secomit per Aeffe

La Secomit è una delle società della galassia che fa capo all’imprenditoreCarmine Cardinale. È la Srl che tratta la compravendita degli immobili del gruppo ed ha sede in via Mezzana.

Cardinale è un ‘industriale che ha già un’attività in provincia di Frosinone. È la AeEffe Termoidraulica di Patrica, produce e vende prodotti idrotermosanitari con un catalogo di articoli che va dai sanitari all’arredo bagno, dal riscaldamento al giardinaggio, dagli impianti lima alle valvole, dai fissaggi ai pannelli.

A Patrica l’azienda ha sia la produzione che il magazzino dal quale rifornisce tutto il Centro ed il Sud d’Italia. Lo ha organizzato in maniera iper tecnologica: è possibile effettuare nuovi ordini in qualsiasi momento, senza limiti di spazio e tempo e soprattutto ottenere la consegna a domicilio nelle 24 ore.

Secomit Srl ha acquisito l’area per le esigenze produttive di Aeffe Srl. L’azienda intende ampliare la produzione ed utilizzare la superficie produttiva ex Videocon.

Chi è Carmine Cardinale

Il gruppo industriale realizzato da Carmine Cardinale è tra i più grandi nel Vallo di Diano. Ha oltre duecento dipendenti ed è una delle più importanti realtà del panorama nazionale ed internazionale nei settori della termoidraulica e della ferramenta.

La sua attività è iniziata 37 anni fa con la produzione di scaldabagni tradizionali. A cavallo con gli Anni 90 Cardinale decide di concentrare l’attività sulla commercializzazione sui mercati emergenti: in quel periodo l’Europa dell’Est è nel pieno del boom legato alla ricostruzione post sovietica. E l’Africa inizia ad essere un ottimo terreno per gli investimenti immobiliari legati al turismo.

L’operazione Vdc

Secomit Srl ha comprato la seconda area industriale della provincia di Frosinone offrendo  1,5 milioni di euro, oltre oneri di legge.

L’assegnazione è stata fatta dall’Asi in via provvisoria. Ora sono partite le verifiche previste dalla normativa. Prima di procedere con l’aggiudicazione definitiva, che verrà fatta dal Consiglio d’Amministrazione guidato dal presidente Francesco De Angelis.

La destinazione dell’area ex Videocon resta industriale: lì si potrà soltanto produrre, come previsto dalle norme tecniche del Piano regolatore Asi e come ribadito anche nel bando di vendita. 

La soddisfazione di De Angelis

«Un’ottima notizia per il territorio – ha detto il presidente Asi Francesco De Angelis – Dopo tanti anni, finalmente, può partire il processo di reindustrializzazione del sito. Attraverso lo svolgimento di nuove attività produttive. Un’occasione di crescita per la nostra provincia, ma anche di nuova occupazione».

La Videocon è un progetto pilota. Francesco De Angelis lo ha ribadito martedì durante la conferenza tenuta in Camera di Commercio per illustrare l’accordo di programma firmato al ministero.

Significa che la vendita degli immobili industriali abbandonati verrà ripetuta. Mettendoli a disposizione delle imprese che intendono investire in provincia di Frosinone. «Per noi è un progetto pilota ed è per questo che nei prossimi mesi seguiranno altre iniziative tese alla riacquisizione, recupero e reindustrializzazione di altri siti dismessi, attraverso l’articolo 63 della legge 448/98».