Tutti salvi dall’Ecotassa: ora Stelvio non inquina più.

Alfa Romeo Stelvio e Giulia sono salve. La nuova Ecotassa li risparmierà: se è vero quello che ha twittato nel pomeriggio il sottosegretario alle infrastrutture, Michele Dell’Orco. Ha annunciato l’ennesima versione del balzello destinato a colpire le auto che inquinano di più, finanziando con quei soldi i bonus per le auto elettriche o ibride.

Il Suv non esiste 

A far cambiare tutto pare siano stati i tecnici scesi in campo dopo il vertice di domenica sera a Palazzo Chigi: quello in cui è stato stabilito di depotenziare l’Ecotassa. E di limitarla ai modelli di lusso ed ai Suv. (leggi qui Depotenziata l’Ecotassa. Panda è salva, Stelvio non si sa e leggi anche qui Correzioni inutili, Giangrande: «Così Fca Cassino rischia molto»)

Proprio i tecnici, al momento di tradurre in normativa quegli input politici, hanno fatto notare che la categoria Suv non esiste. Sulla Carta di Circolazione non c’è una categoria con quel nome. Perché suv è un tipo di macchina che varia dalle familiari con il portabagagli enorme fino alle grosse ammiraglie di rappresentanza. Ci sono suv lunghi 3,5 metri ed altri lunghi più di 5 metri. Sul libretto, alla voce J.2 possono essere catalogati come AF o AC. Insomma: il suv, come suv non esiste.

È stato necessario allora individuare un parametro più tecnico. Possibilmente tra quelli indicati nel libretto. Come nel Gioco dell’Oca i tecnici si sono ritrovati alla casella di partenza: la quantità di polveri sottili emesse nell’aria dai veicoli. Hanno stabilito che il parametro più logico sul quale basare la tassazione è quanto inquina un modello.

L’asticella in alto

La soluzione individuata è stata  quella di alzare l’asticella. Nella prima formulazione venivano tassati i modelli che emettono 110 grammi di polveri sottili per chilometro percorso. Ora si è passati a 160 g/km di emissioni di CO2. 

Così si è salvata la Stelvio Alfa Romeo prodotta a Cassino Plant, in tutte le sue versioni. È esente finanche il potentissimo motore da 2,2 litri e 210 cavalli sotto al cofano con propulsore diesel: emette 127 grammi di Co2.

Ma è diventata ecologica anche l’ammiraglia Audi A6 50 3.0 TDI quattro, un mostro con motore da 3 litri a nafta che emette 146 g/km.

Com’è possibile? Le micropolveri vengono emesse nell’aria in proporzione al consumo: più consumi e più inquini. I motori diesel consumano molto meno di quelli a benzina. Così il Pandino 1.2 arriva a sputare in aria 125 grammi di Co2 a chilometro, appena 2 grammi meno dello Stelvione.

Favorisce le case straniere

In giornata si era scagliato contro l’Ecotassa il segretario generale del sindacato autonomo Fismic Metalmeccanici, Roberto Di Maulo.

Ha puntato il dito sul fatto che «la normativa non va assolutamente bene perché favorisce le case automobilistiche straniere».  Ha ricordato che nelle settimane corse Fca ha presentato un piano nel quale si prevede il graduale passaggio ai motori elettrici dal 2019. Pertanto, l’introduzione dell’Ecotassa nel 2019 favorirebbe i «produttori coreani e giapponesi penalizzando l’intera filiera produttiva automotive, non solo italiana, ma anche europea».

Soprattutto Roberto Di Maulo mette in evidenza un limite: «le macchine ibride prodotte attualmente fanno parte di una tecnologia ormai superata che garantisce un buon impatto ecologico soltanto quando il guidatore procede a 35-40 km/h, superando tale limite, sono delle volgari vetture a benzina»‘.