«Sviluppo frenato dagli oppositori a tutti i costi: basta»

«I continui ricorsi e le proteste bloccano lo sviluppo del territorio». Non usa giri di parole Miriam Diurni, presidente di Unindustria Frosinone. Torna su un argomento delicato, probabilmente decisivo in una fase come quella attuale. Una fase nella quale il treno della ripartenza può essere agganciato soltanto a condizione di dare concretezza e velocità alle proposte sul campo.

Si chiama “execution” e consiste nello “scaricare a terra” le opportunità che si palesano all’orizzonte. Un concetto che il vicepresidente nazionale di Confindustria Maurizio Stirpe ha recentemente illustrato nel corso di un convegno. (Leggi qui Senza “scaricare a terra” resta tutto campato in aria).

Diurni contro il fronte del no 

Miriam Diurni

L’analisi di Miriam Diurni parte da lontano. Argomenta la presidente di Unindustria Frosinone: «Creare le condizioni strutturali per uno sviluppo sempre più sostenibile e circolare è la scommessa che oggi l’Europa ci chiama a fronteggiare. Tutto questo passa necessariamente attraverso investimenti sulla circolarità dei processi produttivi, sullo sviluppo di nuovi modelli di gestione dei prodotti e degli scarti e, soprattutto, sul ricorso a nuove tecnologie e nuovi impianti, rappresentando oltretutto il modo più efficace e sano per mettere ai margini chi sfrutta in modo illecito le peculiarità dell’attuale sistema economico e per dare slancio, crescita e sviluppo al territorio».

Poi aggiunge Diurni: «Abbiamo la fortuna di ospitare nella nostra provincia realtà leader in Italia e in Europa nella sostenibilità ambientale e ci troviamo continuamente a lottare per legittimarne gli investimenti, non di fronte ai pareri autorevoli di istituzioni o organi competenti, ma di fronte a fronde di oppositori per i quali il “no” sembra più un modo per far sentire la propria voce, acquisire facili consensi e generare caos, piuttosto che una reale opinione basata su dati scientifici».

Quindi Miriam Diurni sottolinea: «Anche se paradossalmente oggi pare addirittura impopolare dirlo, autorizzare impianti di trattamento garantisce una maggiore tutela ambientale. Frenare il rilascio di autorizzazioni, invece, tutela davvero l’ambiente? Ignorare le criticità dell’’attuale sistema di gestione dei rifiuti, è a tutela dell’ambiente o a danno?». 

L’economia circolare 

Sondaggio Ipsos “Futuro ed economia circolare”

Prosegue nel suo ragionamento Miriam Diurni: «Nei prossimi anni, anche per effetto del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), saremo chiamati ad una importante accelerazione dei processi di trasformazione. Ciò che larga parte dell’industria italiana ha fatto spesso in maniera fisiologica per necessità, essendo il nostro un Paese fondamentalmente trasformatore, oggi siamo chiamati a farlo in maniera molto più estesa».

Nota ancora: «L’atteggiamento preclusivo che blocca il percorso di economia circolare è di fatto un ostacolo all’ambiente e alla società. Bisogna incentivare e non ostacolare l’offerta imprenditoriale sana del nostro territorio, certi che trasparenza e competenza nelle imprese rappresentino un beneficio per tutti i soggetti che qui vivono ed operano. Da anni parliamo di economia circolare, del processo virtuoso legato al riciclo dei rifiuti, valutiamo e cerchiamo soluzioni. Oggi queste ci sono e gli imprenditori sono disposti ad investirci».

Affonda il colpo Miriam Diurni, argomentando: «Schierarsi dietro il muro del no, paventando motivazioni che facilmente impressionano e mettono in allarme la popolazione è un atteggiamento scorretto che rischia di depauperare questa provincia non solo da un punto di vista economico ma anche ambientale e, non ultimo, culturale. Questo è il vero pericolo che ci troviamo ad affrontare oggi. La classe imprenditoriale locale che mi trovo a rappresentare, fatta di imprenditori pronti ad investire sul territorio, sull’occupazione, sulla spinta sociale che questo genera, non può e non deve essere ostaggio di un non meglio identificato gruppo di “oppositori a tutti i costi». 

I confini della crescita 

Circula Economy. Foto © Jean Rebiffé

Rileva Miriam Diurni: «Dovremmo puntare sulla crescita della provincia rendendola competitiva al pari dei più virtuosi Comuni del nord Europa e ci troviamo invece continuamente schiacciati in ogni direzione di sviluppo e progresso. Tutto questo a scapito dell’ambiente, dell’occupazione e della legalità di cui crescita, sviluppo e progresso sono da sempre i migliori alleati».

Una presa di posizione indubbiamente molto forte, quella del presidente di Unindustria Miriam Diurni. Sulla quale sarebbe importante sviluppare un dibattito in grado di coinvolgere l’intera classe dirigente della provincia di Frosinone. 

Temi e opportunità per Diurni

Nella sua analisi Miriam Diurni tocca tematiche come l’ambiente, l’economia circolare, la gestione dei rifiuti. In questo particolare momento storico, però, ci sono anche altre situazioni da tenere presenti. Da quasi un anno c’è la Camera di Commercio del Basso Lazio, che si muove in un’ottica almeno interprovinciale e di sinergia tra i territori delle province di Latina e Frosinone. Poi c’è il Consorzio industriale regionale unico: un ente in grado di muoversi in un contesto ampio e con un peso specifico enorme. Nell’ambito di diverse prospettive: logistica, infrastrutturale, ma pure di punto di riferimento per il settore manifatturiero.

In tutto questo c’è l’eccellenza del chimico-farmaceutico, comparto nel quale la provincia di Frosinone è fortissima. L’hub del vaccino potrebbe davvero rappresentare una svolta nella svolta. Quindi i collegamenti: l’autostrada, le fermate della Tav, le infrastrutture. Un “patrimonio” che andrebbe messo a sistema una volta per tutte. Senza più tentennamenti. 

*

Leggi tutto su