Stellantis, accordo per altri 1820 esodi

Via dalla fabbrica, con un pugno di soldi. Per agganciare la pensione oppure per provare a mettere su un’altra attività e cambiare vita. Stellantis ha raggiunto l’intesa con i sindacati per alleggerire il numero dei suoi dipendenti. Riguarda 1.820 lavoratori: il 3,7% della sua forza lavoro divisa tra i vari stabilimenti italiani.

Via perché il nuovo motore elettrico sta portando ad una nuova generazione di automobili. E per costruirle servono meno persone, non occorrono le professionalità che con il motore a scoppio invece erano fondamentali.

Non sono tagli e basta. L’accordo parla di esodi ma allo stesso tempo anche di nuovi investimenti sulla mobilità futura per gli stabilimenti italiani. E di un conseguente successivo ricambio generazionale. Quanto sarà successivo lo dirà il mercato: oggi ci sono troppe variabili, c’è una guerra ad Est che minaccia l’Europa e sta cambiando i mercati.

Gli incentivi

Foto: Imagoeconomica

L’accordo siglato oggi prevede incentivi in denaro ma anche nuovi percorsi di ricollocazione. Si lascia la fabbrica solo su base volontaria: va via chi vuole farlo. Sia che possa agganciare la pensione o no; che lavori in linea o in ufficio. I sindacati hanno firmato ritenendo che convenga un po’ a tutti. Perché questo accordo “consentirà di ridurre in Stellantis l’utilizzo di ammortizzatori sociali che stanno impattando negativamente sui redditi dei lavoratori”.

È lo sviluppo di un precedente accordo per 752 uscite volontarie, consentirà ora di avviare le relative procedure per le restanti 1.068. C’è un limite: i cancelli si aprono per le unità e le mansioni per cui sussiste un’eccedenza. Se il nuovo ciclo produttivo non prevede più quella qualifica si può andare via; i lavoratori qualificati e formati che ancora servono, Stellantis non li manda via.

Per chi può raggiungere la pensione entro 48 mesi, gli incentivi saranno tali da garantire per i primi 24 mesi, incluso il trattamento di Naspi. A quanto ammonta l’assegno? Al 90% della retribuzione. E dopo? Per i restanti 24 mesi copre il 70% della retribuzione più un importo pari ai contributi volontari da versare. In pratica: due anni di scivolo.

Chi vuole cambiare vita

Lavoratori Stellantis

Per gli operai che non raggiungono la pensione, l’incentivo sarà pari 24 mensilità. L’assegno comunque non sarà meno di 55.000 euro, a cui vanno aggiunti 20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre.

Per gli impiegati e i quadri che non raggiungono la pensione, l’incentivo varierà in base all’età. Per chi ha almeno 50 anni, 24 mensilità per un importo comunque non inferiore a 55.000 euro;

per chi ha tra 45 e 49 anni, 18 mensilità;

invece per chi ha tra 40 e 44 anni, 12 mensilità;

per chi ha meno di 40 anni, 6 mensilità;

in ogni caso a quelle mensilità si aggiungeranno 20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre.

Per impiegati e quadri c’è un nuovo strumento, per favorirne la rioccupabilità. Stellantis metterà a disposizione un percorso di ricollocazione chiamato “active placement”, portato avanti con società specializzate del settore. In questo caso, la risoluzione del rapporto di lavoro con Stellantis avverrà nel momento in cui la persona, sempre su base volontaria, accetti un altro impiego già concretamente individuato presso una società terza, con la formalizzazione scritta del nuovo contratto di lavoro; verrà comunque corrisposto un incentivo pari al 50% di quello normale. Sono fuori da questo percorso eventuali reimpieghi nelle società Iveco, CNHI e Ferrari.

Colpa dell’elettrico

Il nuovo Tonale

A firnare sono stati Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, Ugl, l’associazione quadri Aqcf. «Il passaggio all’elettrico – spiegano – comporta un periodo di transizione durante il quale si determinerà un calo dell’apporto lavorativo. Ma anche un significativo cambiamento delle competenze professionali. Dovranno essere gestiti attraverso la formazione professionale e nuove assunzioni».

Le sigle ribadiscono che si esce e però si entra anche. È prevista la riqualificazione del personale e le assunzioni di nuove figure. «Come abbiamo pattuito con il precedente contratto di espansione per gli enti centrali e di staff e come riteniamo si debba fare nella fabbrica di furgoni di Atessa con un nuovo contratto di espansione, si prevede di mandare in pensione parte del personale e stabilizzare parte dei lavoratori precari».

A Stellantis viene chiesto di implementare in tempi brevi gli investimenti previsti nel piano industriale. In particolare, dopo il lancio di Tonale e Grecale, la partenza delle nuove produzioni elettriche a Melfi, di Maserati GT e GC, l’assegnazione di ulteriori nuove produzioni. Vengono chieste garanzie sulle prospettive future nelle realtà legate alle motorizzazioni endotermiche, «dove diventa indispensabile effettuare una vera e propria riconversione, come deve avvenire a Termoli con la nuova Gigafactory, per cui siamo impegnati in una delicata ma importantissima discussione».