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Sale la speranza di vita, si sposta la pensione: Durigon dice no

31 Marzo 20254 minuti di lettura
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Nel 2024 la speranza di vita a 65 anni sale al massimo storico toccando quota 21,2 anni e apre la strada all’aumento dell’età pensionabile nel 2027. Ma la Lega promette battaglia affermando che interverrà per congelare l’incremento. Secondo i dati appena pubblicati dall’Istat, nel 2023/2024 la speranza di vita a 65 anni è aumentata di sette mesi rispetto al biennio precedente recuperando ampiamente i quattro mesi persi durante la pandemia.

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Questo significa che secondo la normativa attuale il ministero dell’Economia dovrebbe emanare un decreto entro il 2025 per far scattare nel 2027 l’aumento di tre mesi dell’età di pensionamento e dei requisiti contributivi necessari alla pensione anticipata. In pratica per il ritiro dal lavoro dal 2027 saranno necessari 67 anni e tre mesi di età o almeno 43 anni e un mese di contributi se uomo e 42 anni e 1 mese se donna, oltre alla finestra mobile (tre mesi per la pensione anticipata).

Ma Durigon dice no

Claudio Durigon (Foto: Andrea Di Biagio © Imagoeconomica)

Ma il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha detto con nettezza che intende “bloccare l’aumento nel 2027. Lo sterilizzeremo – ha spiegato – confermo quanto detto da me e dal ministro Giorgetti nei mesi scorsi“.

A gennaio la polemica era scoppiata perché l’Inps aveva modificato gli applicativi in vista dell’aumento ma se pure c’era una previsione di aumento non erano ancora stati pubblicati i dati sul 2024.

Gli indicatori demografici dell’Istat fotografano un Paese che fa pochi figli, invecchia e perde popolazione. Il numero medio di figli per donna scende a 1,18, al minimo storico, così come è al minimo storico il numero delle nuove nascite, a 370mila, legato anche al fatto che sono di meno le potenziali madri rispetto agli ultimi anni. Alla fine del 2024 la popolazione residente contava 58 milioni 934mila individui, in calo di 37mila unità rispetto alla fine del 2023 con una diminuzione ininterrotta dal 2014. A fronte di 370mila nascite ci sono stati 651mila decessi mentre l’immigrazione ha compensato largamente l’emigrazione con 435mila entrate a fronte di 191mila persone che hanno deciso di lasciare l’Italia.

La forte emigrazione

Ma anche la forte emigrazione racconta di un Paese che ha meno da offrire per la popolazione più giovane. Tra le persone emigrate nell’anno la larga parte sono cittadini italiani (156mila), in forte crescita (+36,5%) sull’anno precedente, un dato che evidenza la crescita della mobilità lavorativa ma anche la ricerca di prospettive migliori a fronte di un Paese dove il mercato del lavoro appare ingessato e il potere d’acquisto degli stipendi in forte diminuzione.

La speranza di vita alla nascita sale a 83,4 anni, ai massimi come al top è anche l’età media delle donne al primo figlio che sale a 32,6 anni. Ci sono appena 7 milioni 19mila under 14 e ognuno di loro deve fare i conti con almeno due over 65 (14 milioni 573mila). La mobilità non è solo verso l’estero e se nel 2024 la popolazione nel Nord è aumentata lievemente quella del Mezzogiorno ha perso circa 75mila unità. E se si guarda agli ultimi cinque anni la popolazione del Mezzogiorno è diminuita di oltre 600mila unità da 20,32 milioni a 19,71 milioni.

Uomini e donne

J. Howard Miller (1918–2004), poster used by the War Production Co-ordinating Committee

Il divario tra uomini e donne sulla speranza di vita resta lo stesso del 2023 (4,1 anni) con le donne che si aspettano di vivere 85,5 anni e gli uomini 81,4 mentre il divario si riduce una volta raggiunti i 65 anni.

Le famiglie in Italia sono 26,3 milioni e oltre un terzo è composto da una sola persona. Si riduce anche la dimensione media dei nuclei che in 20 anni è passata da 2,6 a 2,2 persone. All’inizio del 2025 la popolazione residente di cittadinanza straniera è composta da 5 milioni e 422mila unità, in aumento di 169mila individui (+3,2%) sull’anno precedente, con un’incidenza sulla popolazione totale del 9,2%.

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