Saf e Saxa Gres progettano il dopo Covid-19: «Bio metano, canapa e compost green per il rilancio»

Ci sarà un dopo. Nel quale nulla sarà come prima. Quel ‘dopo‘ provano ad iniziare a scriverlo Saf e Saxa Gres: l’azienda pubblica (formata dai Comuni della provincia di Frosinone) che lavora i rifiuti prodotti dai cittadini, il gruppo privato che scommettendo sull’economia circolare ha già salvato mille posti di lavoro e 4 stabilimenti. Si mettono insieme e dicono basta al business dei rifiuti da cucina che finiscono fuori provincia e diventano bio-metano per riscaldare scuole case ed uffici, alimentare motori nelle fabbriche, far camminare le macchine alimentate a gpl. Una beffa doppia fino ad oggi: abbiamo regalato agli altri i nostri sacchetti di organico permettendogli di farsi il metano con i rifiuti nostri, insieme gli abbiamo dato almeno 160 euro a tonnellata per prenderseli. A questo hanno detto basta in mattinata il presidente della Saf Lucio Migliorelli ed il presidente del gruppo Saxa Gres Francesco Borgomeo.

Impianto di biogas Foto © Riccardo Squillantini / Imagoeconomica

Costituiranno insieme una nuova società: il bio-metano con i nostri rifiuti ora ce lo produrremo noi. Non lo regaleremo più ad altre Regioni e soprattutto non pagheremo più tutti quei soldi per farcelo portare via. Avremo metano a basso costo per auto, enti, sistema industriale.

Cosa c’entra il Coronavirus e perché questo accordo è un primo passo verso il ‘dopoCovid-19? Con il blocco totale del Paese, chiamato lockdown per spaventarci di meno, si fermerebbe tutto: fabbriche, trasporti, scuole, approvvigionamenti. La provincia di Frosinone non ha pozzi di petrolio, non ha centrali energetiche. Ha il problema dei rifiuti da smaltire. Lavorare gli scarti delle cucine consentirebbe di avere il biometano con cui andare avanti, prodotto direttamente sul posto e liberandoci allo stesso tempo della parte più fastidiosa dei rifiuti. fastidiosa perché fermenta e produce cattivi odori.

Moderni ed europei

Il presidente della Saf Lucio Migliorelli

Non ha dubbi Lucio Migliorelli. «La newco alla quale daremo vita – spiega il presidente della società pubblica Saf – posizionerà la nostra provincia all’avanguardia europea nella chiusura del ciclo dei rifiuti» . Dietro c’è un progetto, c’è una strategia: un passo paragonabile a quello che fece un quarto di secolo fa l’allora giovane avvocato di nome Francesco Scalia che immaginò una provincia di Frosinone libera dall’incubo dei rifiuti grazie ad un ciclo chiuso: raccolta (fatta dai Comuni), trattamento (fatto alla Saf con uno stabilimento pubblico), smaltimento (riciclo, discarica, termovalorizzatore per avere energia).

Ora del modello è verso la fine del suo ciclo. Ne occorre un altro. Lucio Migliorelli prova a realizzarlo. Immaginando di mettere fine all’attuale stabilimento Tmb di Colfelice (quello dove ancora oggi i rifiuti vengono lavorati in maniera tradizionale) per realizzare una modernissima Fabbrica dei Materiali inserita in mezzo ad altre fabbriche in un «distretto industriale ecosostenibile che alimenterà la propria produzione grazie al recupero dell’organico prodotto sul nostro territorio. Sarà questo il secondo tassello – spiega Migliorelli – della nostra politica dell’end of waste, cioè del ciclo integrato. Alla fine del quale anche la frazione umida smette di essere rifiuto e diventa materia per nuove produzioni. Un tassello che affiancherà la trasformazione dell’impianto Saf di Colfelice a Fabbrica delle Materie».

Metano, compost, canapa

I presidenti di Saf SpA e di Saxa Gres SpA, Lucio Migliorelli e Francesco Borgomeo, hanno delineato le tappe di un percorso che da qui a breve porterà alla costituzione della nuova società, condivisa dai due soggetti. La sua missione sarà costruire e gestire, in Ciociaria, due impianti per trattare tutta la frazione umida prodotta in provincia di Frosinone, ottenendo biometano per alimentare mezzi di trasporto e ammendante per fertilizzare i terreni sui quali potranno essere avviate coltivazioni di canapa industriale.

Canapa che, sottoposta a un innovativo processo industriale, diventerà materiale da imballaggio per sostituire la plastica oggi utilizzata per confezionare e spedire nel mondo i prodotti della Saxa Gres SpA – sanpietrini, spessorati, gres da esterno, piatti doccia, nell’innovativo materiale ‘grestone’ una pietra – ceramica ecologica e più resistente della pietra tradizionale.

A gestire il dispiegamento della innovativa road map imprenditoriale / industriale tracciata congiuntamente da Lucio Migliorelli e Francesco Borgomeo sarà un tavolo operativo condiviso tra i tecnici delle due società. 

Nessun eco mostro

Il compost di qualità

Dove, quando e quanto saranno grandi i due impianti per ottenere metano dai rifiuti?

Il dove dipenderà da fattori tecnici come per tutti i nuovi stabilimenti: strade, servizi, lontananza dai centri abitati… Il quando è molto vicino perché alla Saf «grazie a una prima, recente autorizzazione regionale – spiega Lucio Migliorelli – sono iniziati i lavori per introdurre le tecnologie per aumentare le performance ambientali dello stabilimento e recuperare, a regime, carta, cartoni, plastiche, ferro, alluminio. In discarica e al termovalorizzatore andrà solo una parte minima rispetto ai quantitativi attuali». 

Quanto strano grandi, quanto impatteranno? Saranno «Impianti di dimensioni ridotte – assicura il presidente della Saf – con impatto ed emissioni zero sull’ecosistema. Non saremo più costretti a spedire al nord i nostri rifiuti ma saranno lavorati e trasformati qui con benefici sia in termini economici che ambientali per i cittadini della nostra provincia. Saremo noi a sfruttarli per produrre nuova economia e nuove opportunità di lavoro, con investimenti di svariati milioni di euro, nell’ottica della green economy e della compiuta circolarità del processo produttivo del rifiuto».

Borgomeo, una nuova visione

Il presidente Francesco Borgome con l’ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi

Il presidente del Gruppo Saxa Gres, Francesco Borgomeo guarda al presente e pensa al futuro. «Non possiamo permettere che situazioni come quella che stiamo vivendo possano bloccare il sistema industriale. Dobbiamo essere autonomi sul fronte dell’approvvigionamento energetico. E ricordarci che tutto è interconnesso. Un banale blocco dei camion rischierebbe di farci trovare sommersi dai rifiuti ed esposti ad un maggiore rischio di malattie”.  

Il gruppo Saxa (Saxa Gres di Anagni, Grestone di Roccasecca, Tagina di Gualdo Tadino, Centro Impasti Ceramici a Spilamberto) crede molto in questa new company che nascerà con Saf.

«La newco ci consentirà di fare sistema – evidenzia il presidente Borgomeo – mettere insieme le rispettive competenze ed eccellenze, archiviando per sempre il vecchio modo di considerare i rifiuti. Nei prossimi anni nulla dovrà finire nella terra ma tutto dovrà essere recuperato: i rifiuti sono materie prime dalle quali ottenere nuovi materiali. E per quell’epoca, molto vicina, noi dovremo essere pronti».