Rifiuti elettronici, cresce il recupero nel Lazio

Il Lazio è al secondo posto nel Centro Italia per il recupero dei materiali contenuti nei rifiuti elettrici ed elettronici. I dati nelle varie province. Il boom nei prossimi anni. Capace di creare nuovi posti di lavoro

Il Lazio si conferma al secondo posto per quantitativi di materiali elettronici avviati al recupero, ricavandone metalli pregiati ed evitando il loro smaltimento in discarica.

A dirlo sono i dati presentati dal Centro di Coordinamento RAEE nella decima edizione del “Rapporto Annuale sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia“. I numeri sono relativi all’anno 2017.

Nel corso dell’anno sono stati avviati a corretto smaltimento 23.133.634 kg di RAEE. Il positivo incremento del 10,03%, che segue quello dell’anno precedente del 22,35%, è il piu’ alto dell’Italia Centrale e uno dei piu’ elevati a livello nazionale.

Ma non deve trarre in inganno. Migliora la media della raccolta pro capite, che si attesta però a 3,92 kg per abitante assolutamente insufficiente rispetto ai target. Nonostante il dato sia ancora inferiore alla media dell’Italia centrale e a quella nazionale, l’andamento dell’ultimo biennio è incoraggiante ma richiede uno sforzo e un’organizzazione adeguati per il recupero del ritardo accumulato negli anni passati.

Ancora da migliorare la rete dei Centri di Conferimento presente sul territorio laziale, composta da 188 CdR, di cui 141 aperti alla Distribuzione, e 49 Altri Centri gestiti da distributori, installatori e sistemi collettivi. Le strutture sono insufficienti a soddisfare le esigenze di conferimento dei cittadini, che hanno a disposizione solamente 3 punti di raccolta ogni 100.000 abitanti, il peggiore risultato d’Italia.

Nella classifica dei 5 Raggruppamenti secondo i quali vengono classificati i diversi tipi di RAEE, i Grandi Bianchi (R2) raccolgono il 32% del totale, un dato comunque inferiore alla raccolta pro capite nazionale di oltre 20 punti percentuali, e che lascia intravedere una gestione parallela e illegale del flusso di questi Rifiuti.

Seguono Freddo e Clima (R1) e Tv e Monitor (R3), rispettivamente con il 29% e il 22%.

Deludente il dato dei Piccoli Elettrodomestici (R4) e delle Sorgenti Luminose (R5), che rappresentano rispettivamente il 16% e lo 0,5% del totale e per i quali il dato risulta inferiore alla raccolta pro capite nazionale di circa 30 punti percentuali.

Dall’analisi dei risultati delle singole province della Regione Lazio, Roma raccoglie 17.919.452 kg di RAEE, un dato ampiamente superiore alle altre province del Lazio e in aumento di un ulteriore 15,56% rispetto al 2016.

Nel resto della Regione i dati di raccolta risultano in calo: particolarmente negativo il dato di Viterbo (-10,13%), nonostante quasi tutte le province laziali raccolgano piu’ di 1 milione di RAEE.

Guardando alla raccolta pro capite, l’unico dato superiore alla media nazionale è Viterbo, con 5,03 kg/ab. Tutte le altre province laziali mostrano risultati ancora lontani dalla media nazionale e dell’area Centro Italia, preoccupanti i dati delle province di Frosinone, Latina e Rieti.

Viterbo e’ anche la provincia con il maggior numero di Centri di Raccolta ogni 100.000 abitanti con 13 Centri, seguita da Rieti con 9 Centri. Nei prossimi anni tutte le altre province dovranno investire nell’apertura di nuove strutture per la raccolta di RAEE per raggiungere la media nazionale di 7 centri/100.000 ab.; in particolare la provincia di Roma, ferma a soli 2 Centri ogni 100.000 abitanti, penalizza tutta la Regione.

Commenta Fabrizio Longoni, Direttore Generale del Centro di Coordinamento RAEE: “I risultati della raccolta di RAEE 2017 a livello nazionale sono soddisfacenti e registrano un incremento del 5% rispetto all’anno precedente, grazie all’impegno dei Sistemi Collettivi e di tutti i gestori della raccolta, siano essi Comuni, aziende della gestione rifiuti oppure distributori e installatori di apparecchiature elettriche e elettroniche. In questo contesto, l’ulteriore aumento a doppia cifra della raccolta di RAEE in Regione Lazio e’ incoraggiante, nonostante il dato medio pro capite risulti ancora ampiamente inferiore alla media nazionale e penalizzi il risultato dell’Italia Centrale.

Nei prossimi anni e’ indispensabile che i Comuni investano in nuove infrastrutture per colmare il forte gap con le altre aree del Paese e raggiungere dei tassi di raccolta in linea con gli obiettivi nazionali. La Regione dovra’ impegnarsi anche a rendere piu’ omogenea la raccolta sul territorio: Roma da sola raccoglie il 77% del totale, in aumento di altri 15 punti percentuali rispetto al 2016, mentre tutte le altre province registrano dati negativi. Questo calo deve far riflettere sull’impostazione della raccolta e dei controlli ad essa relativi. Ci si deve domandare quali traffici alimentino i volumi di RAEE prodotti da cittadini e consumatori visto che non sono gestiti in maniera corretta”.

.