Più merci e turisti nei porti, Gaeta reginetta dei petroli

Il traffico complessivo dei Porti di Roma e del Lazio, con oltre 16,6 milioni di tonnellate, si conferma stabile ai livelli dell’ultimo biennio. Nel porto di Gaeta sono state movimentate merci per 1,7 milioni di tonnellate, pari al 10% del totale. A Fiumicino le merci movimentate sono state 3,5 milioni, pari al 21%. Nel porto di Civitavecchia sono state movimentate 11,4 milioni di tonnellate, pari al 69%.

Cosa parte e cosa arriva

Il totale del traffico è costituito per 5,3 milioni di tonnellate da merci liquide e 11,3 milioni di tonnellate da merci secche. Le prime sono rappresentate soprattutto da petroli ed un quarto passa attraverso il porto di Gaeta (24% pari a 1,3 milioni di tonnellate). Il resto è movimentato per il 66% nel porto di Fiumicino (3,5 milioni di tonnellate) e per il restante 10% nel porto di Civitavecchia (0,5 milioni di tonnellate).

Ribaltata la situazione sul fronte delle merci secche. La parte del leone la fa Civitavecchia che movimenta il 96% (pari a 11,3 milioni di tonnellate) e per il restante 4% nel porto di Gaeta (per complessive 400 mila tonnellate).

Se nel triennio 2016/2018 il valore complessivo del traffico risulta immutato, si riscontrano sensibili differenze nella sua composizione interna, in particolare per quanto concerne le merci secche ed il volume delle merci in colli e delle rinfuse solide.

Traffico in crescita

Difatti, dal 2016 al 2018, il traffico complessivo di merci in colli (merci in container, su mezzi pesanti, pallets e sacconi) è cresciuto di oltre il 17% (+964 mila tonnellate), pari nel 2018 a quasi 6,5 milioni di tonnellate complessive. A differenza delle rinfuse solide che, nel medesimo arco temporale, diminuiscono del 19% (-1,1 milioni di tonnellate).

Flessione determinata sostanzialmente da una sensibile contrazione del traffico di carbone destinato alla centrale elettrica dell’Enel di Torre Valdaliga Nord oltre che delle merci derivanti dalla sua lavorazione (cenere gesso e calcare). In particolare, il traffico di carbone è passato da 4,750 milioni di tonnellate nel 2016 a 3,850 milioni di tonnellate nel 2018.

Perdita compensata da un importante aumento delle merci in colli che passano da 5,5 milioni di tonnellate nel 2016 a 6,5 milioni di tonnellate nel 2018, affermandosi definitivamente quale principale tipologia di traffico. La crescita è determinata da un incremento nel triennio delle merci in container (+58%; +360 mila tonnellate) che, nel 2018, hanno raggiunto circa 1 milione di tonnellate per oltre 100 mila TEU e, in misura maggiore, da una crescita delle merci trasportate su mezzi pesanti, sia su collegamenti di linea che commerciale, che passano da 4,8 milioni di tonnellate nel 2016 a 5,5 milioni di tonnellate nel 2018 (+15%; +700 mila tonnellate).

Il nuovo record

«Il traffico di merci in contenitori fa registrare il numero più alto finora raggiunto» commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo. «Per la prima volta nella storia del porto di Civitavecchia i contenitori superano i 100 mila TEU movimentati».

Per il presidente però siamo ancora lontani dalle potenziali capacità del porto, soprattutto del terminal container. Ma sottolinea «il significativo aumento del traffico Ro/Ro che conferma la crescita del ruolo di Civitavecchia quale snodo per il traffico intermodale con la Spagna, la Sardegna e la Sicilia». Ro-Ro, prodotti ortofrutticoli, coils in acciaio e container che sono i settori trainanti. «Su quei settori, l’ente sta portando avanti e sostenendo iniziative e progetti».

Le auto non vanno

Meno auto nuove in partenza: il traffico di autovetture nuove ha fatto registrare una flessione, rispetto al 2017. Il calo è del 19,5% a causa di una sensibile contrazione delle auto imbarcate (export). In parte compensata da un incremento di circa il 10% delle auto sbarcate (import).

Il dato è in linea con la flessione registrata dal comparto Automotive in Italia ed in Europa. Fca ha prodotto meno macchine nei suoi stabilimenti italiani e meno ne sono state avviate verso l’estero.

Più gente in crociera

Per quanto riguarda il traffico crocieristico le previsioni di crescita del Porto di Roma sono state ampiamente confermate. Il numero di crocieristi transitati a Civitavecchia nel 2018 è cresciuto del 10,8% confermando il porto di Roma quale scalo leader in Italia (e secondo in Europa) con quasi 2 milioni e mezzo di crocieristi.

In particolare, la percentuale degli sbarchi è cresciuta del 12,6% e quella degli imbarchi del 9,6%.

Un dati che viene considerato «particolarmente significativo» dal numero uno di Molo Vespucci, «visto il maggiore indotto prodotto dagli sbarchi/imbarchi rispetto ai semplici transiti di passeggeri e rappresenta, quindi, un segnale positivo per l’economia della città e del territorio».

Il settore delle crociere, stante le previsioni, continuerà a crescere anche nel 2019. Importante conferma, quindi, per il primo porto del network, che, nel complesso, tra navi merci, crociere e di linea, ha registrato un totale di 3.212 accosti, con un aumento del 5% e 153 navi in più rispetto al 2017.