Per ventotto anni, a Sant’Agata di Ferentino, migliaia di ragazzi hanno comprato la pizza a un euro. Durante il Covid, chi non aveva da mangiare la trovava appesa alle pensiline degli autobus. Marzia Mastroianni e Diego Ciocconi non gestivano solo una pizzeria — gestivano un pezzo di comunità. Adesso abbassano la serranda. E Ferentino perde qualcosa che non si sostituisce con un altro locale.

È un altro pezzo di storia del commercio a Ferentino chiude i battenti. La pizzeria Il Capriccio di località Sant’Agata della giovane coppia Marzia Mastroianni e Diego Ciocconi dopo 28 anni spegne il fono. Hanno deciso di cambiare vita.

Un’idea partita da lontano

Marzia Mastroianni e Diego Ciocconi

L’idea di aprire la pizzeria nasce quando i due ancora non erano sposati. Fu di Marzia, che nel lontano 1998 acquistò la pizzeria da Domenico Emanuele per tutti Mimmo. “Mi ero appena diplomata e non sapevo praticamente fare nulla – racconta MarziaLa passione per la pizza mi è stata trasmessa dalla mia bisnonna che aveva un forno ad Anagni ed era soprannominata Pizzella. Decisi grazie ad i miei genitori di partire da zero e grazie a Mimmo ho imparato a fare la pizzaiola. Quando mi sono sposata anche mio marito Diego ha iniziato a fare pizze”.

Marzia e Diego si guardano indietro. Ripercorrono 28 anni di vita davanti al forno. E confidano che la pizza per loro è stata passione prima che un lavoro. “Il segreto per una buona pizza? Al di là di un buon impasto e della lievitazione sono fondamentali gli ingredienti che debbono essere di qualità. Ma il fattore più importante a mio parere è l’amore che si deve mettere nel fare le pizze. Una pizza è come una pianta. Se non si innaffia con amore, prima o poi appassisce”.

La pizzeria il Capriccio è famosa a Ferentino soprattutto per due aspetti. “L’aspetto più importante è stato l’accordo dal 2000 con le scuole, in particolare Ragioneria e Liceo. In pratica abbiamo sfornato pizza ad 1 euro per migliaia di alunni. Ancora oggi abbiamo clienti che sono stati alunni ed ora acquistano pizza per i loro figli – raccontano Marzia e DiegoPoi successivamente oltre a Ragioneria e Liceo abbiamo stretto accordi con le medie Giorgi e Belvedere. I presidi erano entusiasti di questo progetto”.

“Speriamo che la pizzeria possa continuare”

L’altra iniziativa che ha contraddistinto la pizzeria Il Capriccio ha avuto una valenza sociale importantissima. “Durante il Covid abbiamo dato vita alla “pizza appesa”. Invece di buttare la pizza che avanzava, la sera la lasciavamo appesa alle pensiline degli autobus e chi voleva poteva andare gratuitamente a prenderla e mangiarla. Era rivolta soprattutto ai più bisognosi”, hanno sottolineato Marzia e Diego.

Una storia di lavoro, fatica e passione. Fatto di momenti belli ma anche brutti. Ce ne sono stati tanti in 28 anni. “Vedere il sorriso dei ragazzi ogni volta che acquistavano e mangiavano un nostro pezzo di pizza ci ha ripagato di sacrifici e stanchezza. Una soddisfazione immensa. Il momento più brutto sotto il Covid. Vedere la serranda chiusa per sei mesi e non riuscire a fare quello che si fa tutti i giorni fa malissimo”.

Marzia eDiego spiegano i motivi della chiusura ed auspicano che la pizzeria possa essere rilevata per dare continuità all’attività e in particolar modo al progetto con le scuole. “Ci teniamo a precisare che la chiusura non è dovuta a crisi ma sinceramente dopo 28 anni vogliamo cambiare vita – hanno sottolineato Marzia e Diego –Siamo ancora giovani e vorremmo intraprendere un altro percorso pur ringraziando le migliaia di famiglie che ci hanno dato fiducia. Un grazie particolare alla nostra collaboratrice storica Donatella Sodani”.

Il futuro è ancora tutto da scrivere ma con due figlie cresciute in pizzeria vorremmo dargli un futuro ed aspettative diverse. Chiudiamo con un sogno ed una speranza: quella che qualcuno rilevi la pizzeria e continui a garantire il servizio alle scuole oltre a restare un luogo di aggregazione per giovani di Ferentino”.

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