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Niente più scarti: dalle polveri nascono nuove pietre con il progetto Apea Alamer

12 Marzo 20193 minuti di lettura
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Primo posto. E pioggia di milioni. La Regione Lazio ha finanziato il progetto Apea Alamer (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate) presentato dal Cosilam. È il piano con cui trasformare le aree industriali, fare in modo che adeguino i loro processi per utilizzare meno energia.

Apea Alamer si è classificato al primo posto della graduatoria con il massimo del punteggio. A metterlo a punto sono stati per un buon 50% i professori e le strutture dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale con i laboratori del Palmer. Per l’altra metà sono stati professionisti del territorio. Il risultato è stato un mix di concretezza, risposte pratiche alle esigenze delle imprese nel Cassinate, alta tecnologia, affidabilità.

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Il progetto “ApeaAlamer” si concentra in questa prima fase sul distretto del marmo. Punta alla costituzione di un ciclo virtuoso a impatto zero. Cosa significa? Permetterà di recuperare tutti gli scarti di produzione. Polveri, frammenti di pietre, ora diventeranno nuova materia prima, smetteranno di essere scarti e rifiuti da smaltire.

“ApeaAlamer” prevede la realizzazione di un nuovo tipo d’impianto di frantumazione, andando a potenziare quelli esistenti. Funzionerà mediante un processo di vibro-compattazione, si realizzeranno così componenti in marmo cemento anche a geometria complessa. Pietre costruite con gli scarti delle altre ma con dalle caratteristiche estetiche e meccaniche simili a quelle della pietra naturale.

Inoltre è previsto un impianto per il recupero dei fanghi che attualmente finiscono in discarica; un impianto per la realizzazione di componenti in marmo cemento. Soprattutto, un piano di efficientamento energetico delle aziende aderenti al programma “Apea Alamer”. Ed una infrastruttura di rete per il collegamento delle aziende.

In questo modo si raggiungono gli obiettivi previsti dall’Europa nel finanziare attraverso le Regioni italiane le Apea. Quali sono gli obiettivi: sviluppo industriale e tecnologico sostenibile, il riciclo e l’economia circolare.

“Un risultato straordinario – ha affermato il Presidente del Cosilam on. Mario Abbruzzese – Questo progetto consentirà di rivoluzionare completamente il distretto del marmo proiettandolo nel futuro con tecnologie all’avanguardia. Le Apea sono il futuro dell’industria italiana e il Consorzio ha colto questa opportunità credendo per prima nelle potenzialità che offre a tutte le aziende».

Il progetto mosse i primi passi su iniziativa del presidente di ConfimpreseItalia Guido D’Amico, ai tempi della gestione del presidente Pietro Zola. Mobilitarono il rettore dell’università di Cassino e del Lazio Meridionale Giovanni Betta ed il presidente del Palmer Paolo Vigo.

Con il cambio di gestione, il presidente Mario Abbruzzese ha tarato gli obiettivi del Cosilam puntando con decisione sul progetto Apea. «In questa prima fase abbiamo puntato molto sul distretto del marmo che rappresenta una eccellenza a livello mondiale. Il nostro obiettivo, però, è molto più ampio perché in futuro prevediamo di estendere lo status di Apea anche ad altri soggetti, aumentando così lo scambio di reflui e sottoprodotti».

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