Micro ma decisive: la sfida di D’Amico

Cà simu e cà restamu‘: lo ha detto in messinese al suo avversario, anche lui siciliano: il presidente Guido D’Amico ha tracciato il bilancio degli ultimi anni in ConfimpreseItalia di fronte alla platea di delegati arrivati a Fiuggi per il 25° congresso della Confederazione delle piccole, medie e soprattutto micro imprese. Come in tutti i Congressi c’è chi vorrebbe prendere il controllo, impostare un’altra rotta, cambiare gli obiettivi. Il presidente uscente ha detto in modo chiaro che non intende mollare.

Micro e importanti

Gli anni del Covid sono stati quelli della definitiva legittimazione nazionale della sua associazione: il premier Giuseppe Conte ha convocato ConfimpreseItalia a Palazzo Chigi in tutte le occasioni in cui ha voluto sentire i sindacati e le associazioni degli imprenditori. Nel passato non era così.

Guido D’Amico (Foto: Paolo Cerroni / Imagoeconomica)

È stato l’anno in cui l’associazione ha messo radici anche all’estero. Perché fuori dall’Italia ci sono centinaia di microimprese che si sono proiettate fuori dai confini, lanciandosi su nuovi mercati sulla scia dei grandi gruppi. Ai quali serve pur sempre supporto. Così, in apertura dei lavori all’Ambasciatori di Fiuggi il presidente saluta “i delegati ConfimpreseItalia da Tunisia, Spagna, Ungheria e Stati Uniti”.

Il fatto che tutti guardano i colossi, pochi ricordano che “in Italia operano 4,1 milioni di microimprese su 4,4 milioni di imprese attive, il 95,2% delle imprese italiane sono micro”. Significa: meno di dieci dipendenti e meno di due milioni di fatturato annuo, ma una capacità di fare, un’esperienza nel campo dei servizi, che solo gli italiani sanno fare così.

L’identikit è chiaro “la dimensione media è di 3,7 addetti per azienda, si rivolgono ad un mercato prevalentemente regionale e sono soprattutto a gestione familiare”. Ma sono dannatamente affidabili. Per questo ogni volta che un grosso player del loro territorio si proietta all’estero li vuole con sé.

Anche per questo Guido D’Amico ha rindicato con orgoglio “Al tavolo delle trattative non devono esistere figli e figliastri. Rifiutiamo la logica dell’analisi del sangue. Nessuno può farci le analisi”.

Le richieste di D’Amico

L’intervento di Mauro Buschini

Per loro Guido D’Amico ha avanzato una serie di proposte. “Noi chiediamo da tempi non sospetti il Giubileo Fiscale, con la cancellazione delle sole sanzioni e degli interessi: significa che non è un condono ma un’opportunità di rilancio”.

Il tono della voce sale quando chiede “in maniera sostanziale l‘eliminazione dell’Irap con il suo assorbimento nell’Irpef. Parliamo di una tassa che ha massacrato e sta massacrando le imprese soprattutto quelle più piccole”.

Confimprese è stata tra le più convinte sostenitrici della Flat tax. Ne chiede “un ampliamento portando l’attuale limite di 65mila euro ad almeno 100.000. Finora nulla si è mosso.

Il turismo ha un ruolo centrale “chiediamo di equiparare il settore del Turismo a quello industriale per intercettare tutte le agevolazioni previste penso alle aree di crisi penso alle zone franche urbane. Il Turismo è stato il settore maggiormente colpito dalla pandemia. Sempre per il Turismo proponiamo una riduzione delle aliquote Iva di riferimento per almeno due anni e soprattutto l’estensione del Super bonus alle strutture turistico alberghiere”.

Un anno di respiro

Confimprese chiede la “rateizzazione di saldo e acconto delle imposte del 2021, in cinque anni. Questo si che sarebbe un elemento di forte discontinuità. Una misura che va nella direzione del Paese reale e non del Paese fiscale”.

La burocrazia bizantina rende lo Stat un nemico. Guido D’Amico lo dice con i numeri: “c’è poi il tema delle molestie burocratiche: 694 scadenze fiscali 97 possibili controlli con benna 16 agenzie enti o istituzioni coinvolti. Basta con una burocrazia matrigna. Occorre semplificare se lo si vuole fare sul serio. Bisogna eliminare subito una serie di adempimenti inutili penso al modello 770 penso alla liquidazione Iva”.

L’esperienza dell’accorpamento delle Camere di Commercio viene giudicata in maniera positiva. Ma D’Amico chiede che si vada oltre. “L’esperienza dell’accorpamento tra gli enti camerali di Frosinone e Latina è stato un successo ci sono potenzialità enormi. E allora dobbiamo avere il coraggio di fare il passo successivo: l’elezione dei vertici delle Camere di Commercio deve avvenire con il voto diretto degli iscritti”.

È per portare avanti questa visione che Guido D’Amico vuole restare. E dice ai suoi avversari ‘Cà simu e cà restamu‘.

La ministra e l’economia

Il ministro Carfagna con Brachino

Ad aprire i lavori è stata la ministra per il Sud Mara Carfagna. “Dobbiamo combattere la pandemia e soprattutto realizzare il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” ha sottolineato sollecitata dal direttore Claudio Brachino. Sul tema del successore del Presidente della Repubblica Mattarella ha ribadito che “se Draghi dovesse andare al Quirinale a gennaio, subito dopo avremmo il rebus del Governo e quasi sicuramente ci sarebbero le elezioni anticipate, il che significa una campagna elettorale con un alto grado di conflittualità e tanto tempo per la costituzione di un nuovo Governo. Il rischio sarebbe perdere i finanziamenti, e se la politica ha una priorità oggi è ricostruire il Paese”. 

Esistono delle stime validate dal Mef ma anche dalla Commissione europea. “Se gli investimenti del Pnrr saranno realizzati nei tempi previsti il Pil del Mezzogiorno crescerà più di quello del Nord, con un aumenti della percentuale dell’occupazione giovanile del 4,4 per cento e del 5,5 per cento per le donne”, ha spiegato Mara Carfagna. Lo sforzo dei ministeri, ora, è quello di rispettare le scadenze e il ministero del Sud è in linea con i tempi richiesti.

Dopo i saluti istituzionali di Marco Fiorini (Assessore del Comune di Fiuggi), Mauro Buschini (Consigliere regionale del Lazio), Claudio Di Berardino (Assessore Lazio), Giovanni Acampora (Presidente della Camera di commercio di Frosinone) c’è stato il forum dedicato al credito e al fisco. Il giornalista Brachino ha dialogato con Mario Baccini, Raffaele Rinaldi, Silvano Di Pinto, Roberto Busso e il nuovo rettore dell’Unicas Marco Dell’Isola.

A chiudere la prima giornata è stato Sergio Cristallo il direttore Centrale del Coordinamento normativo dell’Agenzia delle entrate. Sabato 13, si riparte alle 10 con le interviste al sottosegretario Pierpaolo Sileri e alla Viceministra del Mef Laura Castelli