A Patrica la plastica vegetale per ripartire con la nuova chimica

A Patrica l'inaugurazione dello stabilimento Mater Biopolymer. Nasce del recupero di uno stabilimento che produceva plastiche con processi tradizionali. Ora, solo produzioni bio con prodotti che derivano dall'ambiente, recuperandoli

Mossi & Ghisolfi è un nome storico nella chimica italiana: si occupa di prodotti chimici rinnovabili derivati dalle biomasse. Ma il suo stabilimento di Patrica non era più strategico: capita in un mondo nel quale tutto è in costante evoluzione e gli equilibri si spostano nel giro di pochi anni.

Ora per lui è iniziata una seconda vita. Si chiama Mater–Biopolymer, è una società interamente controllata dal gruppo Novamont.

Cosa realizzano. Biopoliesteri ad alto grado di rinnovabilità. In pratica? Plastiche che si decompongono in modo naturale nell’ambiente senza inquinarlo, perché sono fatte con materie di origine vegetale.

Mater-Bi e Origo-Bi

Per capire fino in fondo il progetto di Patrica bisogna introdurre nel vocabolario alcune parole nuove. La prima è Mater-Bi, ideato e prodotto da Novamont: è un’innovativa famiglia di bioplastiche che utilizza componenti vegetali.

Un esempio di applicazione pratica? I sacchetti per i rifiuti. O quelli nei quali mettere la frutta e la verdura. Grazie alle sue caratteristiche della biodegradabilità e compostabilità, il Mater-Bi consente di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici, con vantaggi significativi lungo tutto il ciclo produzione-consumo-smaltimento.

Una delle componenti che entra nel processo di realizzazione del Mater-Bi è la famiglia degli Origo-Bi, biopoliesteri ottenuti a partire da materie prime di origine rinnovabile grazie ad una tecnologia proprietaria Novamont.

L’impianto di Patrica è dedicato alla produzione del nuovissimo Origo-Bi.

La riconversione

Lo stabilimento nasce dalla riconversione fatta applicando su scala continua le tecnologie innovative sviluppate da Novamont.

Si tratta di tecnologie in grado di utilizzare le materie prime della filiera Novamont attraverso un processo sempre più sostenibile: orientato alla riduzione delle emissioni in atmosfera.

In pratica: economia circolare e sostenibilità. Grazie ai quali a Patrica è stato messo a punto un processo di purificazione delle acque reflue per ottenere tetraidrofurano (THF): un intermedio chimico strategico per l’industria chimica e farmaceutica, per la prima volta al mondo da fonti rinnovabili (bio-THF).

Lo stabilimento

Con una capacità produttiva di 100mila tonnellate all’anno su una superficie totale di 140mila metri quadrati, il sito di Patrica occupa circa 90 dipendenti.

A questi vanno aggiunti i lavoratori indiretti funzionali alla sua operatività (manutenzione, movimentazione materiali) e quella indotta.

Per Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont «Lo sforzo di industrializzazione realizzato da Novamont negli ultimi anni è stato enorme, con pochi uguali a livello europeo».

«Dobbiamo essere coscienti del fatto che quanto fin qui costruito non avrà rilevanza se non sapremo utilizzarlo per moltiplicare i casi di rigenerazione territoriale al punto che questi prevalgano su quelli di degradazione».

Insomma, Novamont dice che vuole lavorare sempre di più nel campo della rigenerazione delle risorse: prendere ciò che è utilizzato e farlo diventare nuova materia prima. «Non deve essere visto come un limite ma come una grande opportunità di ridisegnare su basi sostenibili la nostra società con le radici nei territori, più inclusiva e contributiva, dove i piccoli e i grandi trovano uno spazio equo».

La benedizione di Nicola

A tagliare il nastro del nuovo impianto è stato il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

Secondo il quale  «Qui prima c’era uno stabilimento che produceva una plastica altamente inquinante. Oggi, grazie agli investimenti privati e all’impegno della Regione, c’è uno stabilimento produttivo sostenibile. Una svolta green che dimostra che le cose possono cambiare e che il Lazio è capace di attrarre investimenti, avviare progetti innovativi e generare nuovo lavoro e nuove economie».

Per il Governatore, sviluppo sostenibile e crescita occupazionale  sono la ricetta messa in campo dal gruppo Novamont per fornire risposte ai drammi ambientali in un territorio. ma possono essere una strada da percorrere per tornare a essere fortemente attrattivi per ulteriori importanti investimenti in tutto il Lazio.