Mafie, il procuratore Gratteri rivela: «Roma città aperta ai clan, tutto deciso 40 anni fa»

Roma è una città dove le mafie possono fare business. Lo spiega il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri alla presentazione del suo libro a Testaccio.

Roma Capitale, Roma città aperta. C’è spazio, c’e un territorio per tutti, chiunque può fare affari, chiunque può fare business”. A dirlo, il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, a margine dell’evento per la presentazione del suo libro a Testaccio. Presente anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
Differenza con Milano? “Ci sono locali in Lombardia, in Piemonte. Roma- ha detto- è stato deciso quarant’anni fa di lasciarla aperta. Se ancora rimane questo dato vuol dire che è conveniente lasciarlo in questo modo. C’è spazio per tutti”.

Lo scontro

Alla domanda, c’è paura di uno scontro? Gratteri ha risposto di “No”.
Secondo il procuratore La ndrangheta uccide quando è assolutamente necessario. Ma nei momenti in cui ha deciso di sparare, purtroppo lo ha dimostrato. In pochi anni nella provincia di Reggio Calabria ha ucciso 700 persone.
“Per la ‘ndrangheta- ha specificato il procuratore-, per Capitale si intende il raccordo anulare. A Nettuno, invece, che non è Roma, una famiglia di ‘ndrangheta del basso catanzarese ha deciso di aprire un locale di ‘ndrangheta. Io penso- ha chiarito- che le mafie non sono delle strutture statiche, immobili e ingessate. Le mafie si muovono e si evolvono con il mutare sociale. Quindi, si adattano al territorio, agli affari e al business che trovano”.

Europa, anno zero

“In Europa purtroppo la legislazione Antimafia è all’anno zero. Non è attrezzata, non solo sul piano normativo ma anche culturale. – ha detto ancora Gratteri – La strage di Duisburg non è servita a nulla. Le mafie esistono in Germania, in Francia, in Portogallo, in Spagna e anche a Copenaghen. Ma man mano che si sale in Europa c’è sempre meno contrasto alle mafie. Questo vuol dire che non c’è l’idea di combatterla. Io sono per l’Europa ma mi arrabbio quando si parla solo di economia e banche. Discutono settimane per le dimensioni della frutta da importare mentre le mafie si comprano tutto quello che possono”.