L’Italia che riparte: Frosinone 82a a livello nazionale e prima nel Lazio. Dov’è la verità?

Le classifiche redatte da Il Sole 24 Ore producono sempre spunti di riflessione molto interessanti, a patto che i numeri vengano interpretati in modo oggettivo e con onestà intellettuale. L'ultimo studio svolto dal celebre quotidiano economico meneghino riguarda il dinamismo delle provincie che cercano di ripartire.

La classifica, basata su fonti naturalmente autorevoli come Istat, Miur, Banca d’Italia ecc., ha preso in considerazione, per il periodo 2013-2016 e per 103 province:

  • reddito pro capite;
  • depositi bancari pro capite;
  • prestiti personali richiesti;
  • tasso di disoccupazione;
  • numero di laureati ogni mille giovani;
  • costo della casa al metro quadro;
  • acquisti di automobili;
  • spesa per famiglia in beni durevoli;
  • spesa pro capite in farmaci;
  • raccolta rifiuti per abitante.

Nella tradizionale graduatoria stilata dal Sole, Frosinone occupa, come spesso accade anche per altre questioni, la “zona” retrocessione, ovvero l’82° posto su un totale di 104. Eppure ci sono delle novità rispetto al passato, ovvero che a livello regionale la nostra provincia è la più reattiva rispetto a Viterbo (85° posto), Roma (89°), Latina (94°) e Rieti (102°). Inoltre, Frosinone stessa precede di due posizioni Grosseto, provincia della ricca Toscana, attualmente all’84° posto.

Come sempre, ai primi posti della classifica troviamo realtà del Nord quali Bergamo, Modena, Reggio Emilia, Verona e Bologna. Agli ultimi posti, invece, c’è quasi tutto il Sud, isole comprese. Stando ai numeri del Sole, a Frosinone uno dei fattori che penalizza di più la provincia è il calo dei prezzi delle case tra il 2013 e il 2016, il quinto su scala nazionale, relativamente ai costi al metro quadrato di appartamenti situati in zone semi-centrali.

Per quanto riguarda il resto, cambia poco rispetto al passato. La media depositi si attesta intorno agli 8.200 mila euro (sebbene sia segnalata una crescita dell’11%) e rappresenta il dato peggiore della Regione, nonché distante anni luce da altre zone, come ad esempio Siena, dove, per rendere l’idea sull’entità del gap, la media dei depositi sale a oltre 30 mila euro, con in più un crescita da capogiro pari al 47,6%.

A Frosinone, altresì, continua a salire la disoccupazione (arrivata al 16,8% con una crescita pari al 12,1%), si richiedono più prestiti (+ 10,4%) e meno assistenza medica, sale leggermente il rapporto laureati/giovani (+2,1%) e va alla grande la vendita di automobili con un sorprendente +50,5%, dato che trova riscontro anche in ambito nazionale.

Insomma, niente di nuovo sotto questo sole di Luglio: a Frosinone siamo senza lavoro, indebitati, proprietari di case con sempre meno valore, risparmiamo sul medico ma non sulla macchina, che ci piace nuova e fiammante. Dov’è la verità?