Lavoro, social molto usati per cercarlo ma poco utili per trovarlo

I social? Vengono molto usati per cercare lavoro. ma una ricerca dice che non sono altrettanto efficaci. I numeri ed i risultati

“I social (Facebook e LinkedIn  in particolare) sono molto utilizzati per ricercare informazioni sulle aziende oggetto di interesse. Tuttavia, dopo il primo approccio si  rivelano deludenti a questo scopo, a vantaggio dei canali più  tradizionali”. E’ quanto emerge da Best Employer of Choice, una  ricerca condotta per mezzo di questionari, sottoposti a un campione  rappresentativo di neolaureati incontrati da Cesop in vari eventi di  job meeting.

“Interessante -spiega Andrea Benedetti, project manager employer  branding Cesop- il caso dei neolaureati che dichiarano un maggior  utilizzo di LinkedIn rispetto a Facebook. Si tratta di giovani già  occupati alla ricerca di una migliore situazione occupazionale,  laureati al Nord Italia in materie tecnico-scientifiche o economiche:  paradossalmente coloro che sono più facilmente collocabili sul mercato del lavoro sono anche attivi su questo social ‘tutto lavoro’ e ‘niente svago'”.

Emerge anche, aggiunge, “un utilizzo improprio di LinkedIn da parte  dei neolaureati, più per raccogliere informazioni che per entrare in  relazione con l’azienda”. “Viene utilizzato -afferma- nelle stesse  modalità del sito Internet e della sezione career, anche perché  difficilmente i neolaureati hanno un profilo completo. Per le aziende  si perde, dunque, tutto il valore aggiunto di LinkedIn e dei suoi  strumenti di profilazione”.

“I giovani neolaureati -fa notare Andrea Benedetti- quando cercano  informazioni sono interessati alla mission e alla coerenza espressa  con l’attività reale. Utilizzano le informazioni soprattutto per  contestualizzare la propria candidatura”.

“I social in generale -sostiene- non vengono utilizzati per entrare in contatto con l’azienda in modo interattivo ma solo a fini di raccolta  informazioni. Ecco quale sarà la prossima sfida per il recruitment e  l’employer branding sui social: stimolare nei giovani questa  interazione”.