Lavoro, in 11 mesi 952 morti, da CoReCo guida formazione sicurezza

Quasi 600mila infortuni solo nei primi 11 mesi del 2017, 952 morti, con un incremento dell'1,8%. Il focus del Comitato regionale di coordinamento (Coreco) del Lazio

Quasi 600mila infortuni solo nei primi 11 mesi del 2017, in aumento dello 0,3%, 952 morti, con un incremento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. E quest’anno e’ iniziato male, con i drammi di Milano e Brescia a ricordare che sul lavoro si continua a morire. La formazione alla sicurezza e alla salute sui luoghi di lavoro e’ il focus del Comitato regionale di coordinamento (Coreco) del Lazio che oggi al Tempio di Adriano ha presentato una guida valida per tutti i soggetti aziendali che devono promuovere la formazione.

Orientamento e semplificazione sono gli obiettivi del documento promosso dal Coreco insieme ai tre organismi paritetici Cefmectp del settore edile, l’Opra Cna del settore artigianato e l’Opras Federlazio per le piccole e medie imprese.

“La formazione nella sicurezza sul lavoro e’ la chiave di volta per raggiungere il traguardo infortuni zero”, ha spiegato Alfredo Simonetti, direttore Cefmectp.

“La legge prevede la formazione- ha aggiunto Silvio Rossignol, presidente Opras- ma spesso per le aziende e i lavoratori orientarsi tra la normativa, gli accordi operativi e quelli raggiunti tra lo Stato e le Regioni e’ molto complicato”.

Spesso, soprattutto per le pmi, le attivita’ di formazione non sono cosi’ semplici, anche dal punto di vista dei costi. “È necessario ribadire il ruolo fondamentale delle Asl, delle strutture del corpo nazionale sei Vigili del fuoco, dell’Inail e degli organismi paritetici- cosi’ Giorgio Bollini, presidente Opra- anche attraverso attivita’ di informazione, assistenza, consulenza”.

In un gremitissimo Tempio di Adriano, a ricordare il ruolo delle istituzioni e’ il presidente della Camera di commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti.

“Il nostro ente ha sempre dato grande rilievo alle attivita’ di formazione e informazione rivolte alle imprese e continua a farlo nonostante il taglio delle risorse imposto dalla legge di riforma. La Cciaa si impegna a continuare uno stretto rapporto con il Comitato di coordinamento e con le parti sociali per attivita’ di miglioramento delle condizioni di lavoro, verifica e innovazione delle tecniche formative”.

Il presidente di via de’ Burro’ ha elencato i dati Inail sulle morti sul lavoro, che per l’assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente, sono “un bollettino di guerra. Significa che dobbiamo lavorare ancora moltissimo per la cultura della formazione. Il Comitato- ha aggiunto Valente- ha lavorato in modo eccellente, con un forte spirito di collaborazione. Se il Lazio come regione e’ riuscita a portare avanti gli obiettivi e’ grazie al lavoro fatto insieme. La prevenzione non si puo’ fare se non ci sono vigilanza e formazione. Questa iniziativa aiuta chi se ne occupa, perche’ si tratta di una materia difficilissima”.

“I dati economici piu’ recenti su occupazione, export e turismo sono incoraggianti, e per questo siamo ottimisti sulle prospettive per l’anno appena iniziato, che potrebbe rappresentare la tanto attesa svolta in termini di ripresa. Tuttavia, questo non ci consente di abbassare la guardia su un tema prioritario qual e’ quello della sicurezza sui luoghi di lavoro, perche’ le statistiche ci dicono che in coincidenza con la ripresa economica gli infortuni e le morti sul lavoro aumentano”.

Cosi’ Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di commercio di Roma, intervenuto al convegno ‘Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Indicazioni operative per la formazione’, organizzato al Tempio di Adriano dal Comitato regionale di coordinamento del Lazio.

“Sulla base degli ultimi dati Inail- ha detto Tagliavanti- nei primi 11 mesi del 2017 gli infortuni sul lavoro sono stati quasi 600mila, in aumento dello 0,3%, e le morti sul lavoro sono state 952, in aumento del 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se vogliamo davvero parlare di sviluppo e di progresso, occorre dunque accompagnare la crescita qualitativa e quantitativa delle imprese con un modello di sviluppo sostenibile, perche’ lo sviluppo e’ tale solo se e’ capace di integrare in modo equilibrato le tre dimensioni della vita collettiva, che sono quella economica, sociale e ambientale.

Secondo il presidente “il nuovo modello di sviluppo dovra’ riportare l’uomo al centro dell’economia, nel senso di una rinnovata attenzione alle necessita’ degli individui, superando la logica di una crescita economica fine a se stessa e incurante del benessere della collettivita’. L’economia- ha detto ancora- deve essere per l’uomo e non contro l’uomo”.

In quest’ottica, la Camera di Commercio di Roma “ha sempre dato grande rilievo alle attivita’ di formazione e informazione rivolte alle imprese e continua a farlo nonostante il taglio delle risorse imposto dalla legge di riforma. Proseguiremo l’impegno a continuare uno stretto rapporto con il Comitato di coordinamento e con le parti sociali per attivita’ di miglioramento delle condizioni di lavoro, verifica e innovazione delle tecniche formative”.