La Corte Costituzionale non accende il semaforo rosso: via alla fusione delle Camere Latina-Frosinone

Nessun semaforo rosso sulla procedura già avviata, nessuno stop al treno in corsa che porterà alla fusione delle Camere di Commercio di Latina e Frosinone. A quella di Viterbo con Rieti e decine di altre in Italia. Sono validi gli iter già perfezionati in 40 Enti camerali italiani che si sono fusi dando vita a 17 nuove super Camere.

La norma che stanno applicando è in regola, non ha violato il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale dopo avere esaminato le questioni sollevate dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio. Il Tar di Roma sosteneva che fosse stata violata la Costituzionein due atti: nella legge che assegnava la delega a definire i controni della riforma, nel Decreto Legislativo di riordino delle Camere di commercio.

Leale collaborazione

La Corte Costituzionale Foto © Paola Onofri / Imagoeconomica

Cosa sosteneva il Tar del Lazio: che non fosse stato rispettato il principio in base al quale deve esserci un’intesa tra Stato e Regioni quando si vanno a riformare cose che attengono alla competenza regionale. Lo sosteneva perché la legge che ha dato il via all’accorpamento prevedeva che le Regioni italiane esprimessero un parere. Che è cosa diversa dal raggiungere un’intesa sul Decreto Legislativo di attuazione.

Se la Corte Costituzionale avesse accolto la questione sollevata dal Tar l’iter di accorpamento già avviato da Latina e Frosinone sarebbe stato congelato in attesa di una norma che sanasse il tutto o che le Regioni raggiungessero l’intesa con lo Stato.

Perché i giudici hanno detto no? Hanno ritenuto che le questioni sollevate fossero infondate. Perché tra Stato e Regioni ci sono stati tavoli, confronti, discussioni: il che fa ritenere ai giudici che sia avvenuta una costante interlocuzione tale comunque da rispettare il principio della leale collaborazione.

Così i seggi

LA CAMERA DI COMMERCIO DI FROSINONE

La nuova Camera di Commercio del Basso Lazio che nascerà dalla fusione delle Camere di Frosinone e Latina sarà l’ottava in Italia per dimensione economica. Infatti avrà un patrimonio netto aggregato di oltre 20 milioni di euro. Rappresenterà circa 125mila imprese. La sede legale sarà a Latina mentre a Frosinone rimarranno gli uffici operativi e, con ogni probabilità, la sede dell’Azienda Speciale Unica che nascerà dalla fusione delle due attuali aziende speciali sull’Innovazione e l’Internazionalizzazione. 

Nel nuovo Consiglio Camerale siederanno 7 rappresentanti delle attività legate al Commercio, 6 rappresentanti del mondo Industriale, 3 del settore Servizi, 3 rappresentanti delle associazioni dell’Agricoltura, 3 dell’Artigianato, 2 delle imprese di Trasporti e Spedizioni, 2 del Turismo, 1 della Cooperazione, un rappresentante del mondo Bancario ed Assicurativo, 1 ai restanti settori ed uno alle associazioni dei Consumatori.

Le organizzazioni di categoria hanno già stretto alleanze ed apparentamenti per dare maggiore peso allaloro rappresentanza. Ed alcune categoria avevano già riunito gli iscritti di Frosinone e Latina per designare il rappresentante nel Consiglio Camerale.

Poi la pandemia di Coronavirus ha congelato tutto. Dando tempo alla Corte Costituzionale per dirimere la questione.

Pigliacelli non gioca

Foto: © Imagoeconomica, Giacomo Quilici

Fino all’altro giorno uno dei nomi più gettonati per la presidenza unificata era quello di Marcello Pigliacelli, attuale presidente dell’ente camerale di Frosinone.

Con un’intervista però ha annunciato l’intenzione di ritirarsi dalla corsa. Parlando di “troppe delusioni” e della necessità di un periodo con maggiore serenità. A deluderlo era stato un video nel quale perdeva le staffe, “montato ad arte da un amico” per creare imbarazzo. (leggi qui Pigliacelli si ritira: «Troppe delusioni. Non mi candido alla nuova Camera»).