Il lavoro c’è ma non si incontra con i lavoratori giusti

Non si incontrano. I professionisti di cui le aziende hanno bisogno nelle province di Frosinone e Latina ci sono. I laureati ed i diplomati con le competenze giuste sono pochi ma ci sono: un dramma al quale le aziende hanno trovato soluzione finanziando le scuole che non c’erano. E facendo formare le figure che mancano sulle loro linee di produzione. Sono nati così il Meccatronico di Frosinone che sta sfornando diplomati con competenze in elettronica, meccanica ed informatica capaci di governare i moderni macchinari presenti in fabbrica; il Caboto di Gaeta che opera nell’area tecnologica della mobilità sostenibile; il Bio Campus di Latina, specializzato nei settori agroalimentare, agroindustriale e chimico.  Ma non basta: su molte professioni c’è un buco enorme determinato dal fatto che non si incrociano i ragazzi capaci di fare quei lavori e le aziende che ne hanno bisogno. Troppi ricorrono al personale non qualificato.

La differenza tra richiesta e offerta per i lavori da laureati ha raggiunto il 43% a giugno nella provincia di Latina e il 41% a Frosinone; la situazione è peggiorata molto con il Covid: rispettivamente di 10 e 6 punti percentuali in più. Tanto per fare un confronto: nel 2019 la differenza era del 32% a Latina e del 34% nel frusinate. A rivelare i numeri è stato il presidente della Camera di Commercio di Frosinone Latina, Giovanni Acampora: ha illustrato i dati alla Giunta Camerale riunita oggi nella sede pontina dell’Ente.

Il dramma nei numeri 

Foto Riccardo Squillantini © Imagoeconomica

I numeri sono quelli del sistema informativo Excelsior delle Camere di Commercio italiane. Dicono che a giugno 2022 si prevedevano 559.400 assunzioni in Italia, il 9% (49 mila) nel Lazio. E di queste ultime, il 19% nelle province di Frosinone e Latina: pari a 9.140 assunzioni; un dato in crescita rispetto alla media registrata fino a maggio (14%). Merito dei lavori stagionali che si svolgono nel sud del Lazio.

È una crescita in rallentamento a partire dallo scorso marzo; la frenata è più evidente nel frusinate dove il 2022 era partito in maniera positiva. Per capire la situazione: se si confrontano i numeri con quelli dello stesso periodo nel 2021 si scopre che c’è stata crescita su tutti i territori del Lazio tranne nella Ciociaria. In provincia di Latina il trend di crescita è andato in modo alternato.

Facendo il paragone con il periodo pre pandemia, nel semestre Latina registra un +1,8% mentre Frosinone mette a segno una perdita del 7,6%.

A giugno 2022 le assunzioni previste dalle imprese della provincia di Frosinone si attestano sulle 2.730 unità: un calo del 18,3% rispetto a giugno 2021 ma quello è stato un anno segnato da un ampio recupero grazie alle assunzioni nelle industrie del Chimico – farmaceutico ed al boom nell’edilizia innescato dai bonus.

In provincia di Latina le nuove assunzioni previste ammontano a 6.410 unità (+4,7% rispetto a giugno 2021); un dato sostenuto dal segmento turistico ricettivo che torna a respirare con la fine delle restrizioni anti Covid. Il differenziale sull’analogo periodo pre-covid che si attesta al +44,0%.

L’impatto della guerra

Foto Tama66 / Peter H / Pixabay

L’impatto della crisi in Ucraina è stato micidiale per le industrie energivore: le industrie che lavorano ceramiche, cemento, vetro, acciaio sono state messe in crisi dall’impennata dei costi di gas, carburanti, energia elettrica. L’intero settore industriale sta risentendo dell’aumento dei costi delle altre materie prime, nonché dei ritardi nelle forniture.

Nel sud del Lazio si sta caratterizzando uno scenario economico profondamente peggiorato per il sistema imprenditoriale; gli effetti sono evidenti nei settori che più hanno trainato il recupero dell’occupazione post-pandemia, come l’industria e le costruzioni.

Sui cantieri sta incidendo anche l’incertezza normativa, in quanto gli incentivi sulle ristrutturazioni hanno subito modifiche. Che hanno limitato le cessione dei crediti, lo sconto fattura, rallentato la spinta data da superbonus e i bonus ordinari. Si è generata incertezza ed effetti deprimenti sui lavori edili.

Inoltre è scattato il fenomeno che era stato ampiamente previsto dall’Associazione dei Costruttori Edili, sia in provincia di Frosinone che di Latina. In pratica, la corsa alle ristrutturazioni ha fatto aumentare i prezzi delle materie prime: non ce ne sono abbastanza per tutti, le ditte fanno le aste per riuscire a comprare i ponteggi; sarebbe bastato spalmare i benefici del Superbonus su più anni per evitare gli extra costi.

I prezzi sono cresciuti al punto che le imprese non ce la fanno più a rispettare i contratti. Anche l’industria, in espansione fino a febbraio, mostra un rallentamento in entrambe le province. Peggio nel frusinate, dove il bilancio da inizio anno risulta intorno al 18% inferiore ai valori pre-covid.

Le figure professionali

Foto © Jotoler / Pixabay

Per quanto riguarda le figure professionali, le assunzioni di dirigenti, specialisti e tecnici (cosiddette figure “high skill”) è pari al 12,7% a Frosinone (grossomodo in linea con i valori di giugno 2019); è al 12,6% a Latina (in crescita se confrontato con l’8,6% dell’analogo mese pre-covid).

La richiesta dei profili “medium skillmostra valori in linea con l’analogo periodo pre-covid per la provincia di Latina (53% la quota); altrettanto nel Lazio e su scala nazionale; mentre a Frosinone risulta leggermente inferiore (è scesa al 28,4% mentre era al 33,3% nel giugno 2019).

A Latina il trend risulta più significativo a partire da aprile con l’avvio della stagione estiva. A spingere è la ristorazione e sono gli alberghi (che a giugno spiegano il 50% della domanda di tali figure): tornano pressoché sui valori pre-covid ; lo stesso dicasi per gli addetti all’accoglienza (pari all’11% degli ingressi a giugno). In crescita il segmento dell’assistenza sociale, mentre gli operatori della cura estetica si mantengono sotto tono.

A Frosinone i profili medium risultano in calo: circa il 10% inferiori rispetto al primo semestre 2019. L’amministrazione è il solo segmento in crescita. Inoltre, per quanto attiene gli Operai specializzati e conduttori di impianti e macchine si conferma nettamente superiore il fabbisogno previsto (48,4% la quota) in provincia di Frosinone, mentre segue, a distanza significativa, il territorio pontino (24,2% la quota attuale). Mancano gli operai specializzati capaci di muoversi nelle fabbriche moderne: servono operai che abbiano insieme sia le competenze sull’elettronica e sia sulla meccanica.

A questo si aggiunge il vero dramma messo in luce dal rapporto Excelsior. C’è la mancanza di incrocio tra domanda ed offerta. Tra qualificati e posto adatto per loro. Finisce allora che si ricorre ai generici e si cerca di insegnargli il lavoro direttamente in azienda. Sta accadendo sia nelle attività della provincia di Frosinone che di quelle della provincia di Latina.

La preoccupazione di Acampora

Giovanni Acampora (Foto: Valerio Portelli / Imagoeconomica)

Il presidente della Camera di Commercio del Sud Lazio Giovanni Acampora è preoccupato. Lo ha detto oggi alla giunta camerale.

La pandemia ha rappresentato uno spartiacque nel mercato del lavoro”: è più difficile far incrociare le professionalità che il mercato chiede con chi possiede le giuste qualifiche. “Il difficile incontro domanda-offerta sta determinando l’effetto collaterale della maggiore richiesta di profili senza alcuna formazione specifica” ha spiegato Acampora.

Questo sta avvenendo nei settori come l’edilizia e la logistica che vivono frizioni importanti: le costruzioni per l’accelerazione della domanda dovuta al booster degli incentivi; la logistica per gli squilibri dei trasporti marittimi iniziati con il Covid che si sono aggiunti al non trascurabile rimbalzo post-pandemico dell’e-commerce che ha incrementato la domanda di servizi dell’intera filiera”.

Nei mesi scorsi le imprese di autotrasporto avevano lanciato l’allarme: non si trovano più i camionisti italiani. Ora Acampora conferma ma spiega che non è un problema solo nostro ma continentale: “Il fenomeno della carenza di autisti è ampiamente diffuso su scala europea. Anche per questo, la nostra Camera di Commercio ha attivato un tavolo tecnico con le Associazioni di categoria locali, coordinato dall’Azienda Speciale Informare, e intende intervenire con azioni formative specifiche sul settore dell’autotrasporto“.

In pratica, per abbattere i costi delle patenti speciali per i camionisti professionali la Camera di Commercio è pronta a fare la sua parte. Così come ha fatto entrando a far parte degli enti che sostengono le scuole finanziate dagli industriali: il Meccatronico, il Caboto ed il Bio Campus.

La formazione è centrale

La formazione diventa centrale. “La previsione a breve termine è quella di mettere a disposizione degli ITS aule per la formazione presso Spazio Attivo, hub per l’innovazione di Lazio Innova. Che a sua volta troverà una nuova collocazione presso la futura sede dell’Innovation Center, un polo di eccellenza che sarà realizzato grazie all’accordo con il Comune di Latina e la Regione Lazio. Presto sarà replicato anche a Frosinone. Guardare anche a nuovi settori di attività, come il turismo, sarà l’ulteriore obiettivo dell’Ente, già impegnato in partnership con Unioncamere e la Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri (Re.Na.I.A.), in un importante progetto sulla certificazione delle competenze nel segmento turistico, il cui obiettivo è offrire agli studenti una formazione in linea con i fabbisogni delle imprese”.

Acampora oggi ha tracciato la rotta: “È un impegno che va portato avanti tutti insieme lavorando sui territori. Creando le sinergie necessarie, rafforzando il rapporto Università-Impresa: rappresenta un driver irrinunciabile e indiscutibile. Un’alleanza per il capitale umano e l’innovazione tecnologica delle nostre imprese che dovrà generare le opportunità trasformative per accrescere la competitività e favorire lo sviluppo del nostro territorio“.