Il braccio di ferro di Salvini, le proposte di D’Amico per il Lazio Sud

«Caro Guido», «Caro Giuseppe ma anche caro Matteo»: incassata la fiducia sul decreto Sicurezza bis al Senato, respinte le mozioni M5S contro il Treno ad Alta velocità, il governo di Giuseppe Conte guarda alle prossime tappe.

Scopre che Matteo Salvini non intende mollare la presa. E nonostante le polemiche per il suo incontro convocato nei giorni scorsi al Viminale con Imprese e Sindacati, il vicepremier ha fatto il bis. Indifferente del tutto ai malumori generati nel Governo: perché parlare con i rappresentanti degli industriali e dei lavoratori è materia del suo collega Luigi Di Maio.

Il braccio di ferro

Salvini invece ha tirato dritto. Lanciando ancora una volta una serie di pesantissimi messaggi politici. Il primo, alle categorie produttive: il vero interlocutore è lui e la sua parte politica, mentre il M5S ha interrotto il dialogo in maniera brusca all’inizio della Legislatura, quando aveva tentato di ‘disintermediare‘. Cioè di scavalcare sindacati e associazioni degli imprenditori, per discutere individualmente.

Il secondo messaggio è proprio ai grillini: al secondo appuntamento con Salvini si sono presentate 45 sigle sindacali, praticamente tutti tranne il Segretario Cgil Maurizio Landini. Significa che le parti riconoscono in Salvini un interlocutore affidabile e serio, andando lo hanno legittimato come interlocutore.

Il terzo è a Giuseppe Conte. Salvini si sta preparando a fare il premier e lo anticipa, costringendolo a riscrivere l’agenda. Il giorno prima dell’incontro al Viminale, Conte aveva già ricevuto imprese e sindacati; reicontrandoli a stretto giro al Viminale, a distanza di 24 ore dal vertice analogo a Palazzo Chigi, il Ministro dell’Interno non fa altro che ricordare che quell’interlocuzione l’aveva avviata lui.

Siri al tavolo

C’è un segnale ancora più grosso. Per la Lega era presente Armando Siri, l’ex sottosegretario leghista alle Infrastrutture indagato per corruzione e fatto dimettere dal premier Conte. Matteo Salvini lo ha voluto al tavolo: seduto insieme ai ministri Giulia Bongiorno (Ministro della Funzione Pubblica), Massimo Bussetti (ministro della Pubblica istruzione), Gian Marco Centinaio (ministro dell’Agricoltura), Giancarlo Giorgetti (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Un modo per legittimare il suo parlamentare. Ed innervosire ulteriormente il Movimento 5 Stelle.

I problemi di Cassino, Gaeta e Frosinone

Al Viminale, tra le delegazioni, era presente anche quella di ConfimpreseItalia, capitanata dal presidente nazionale Guido D’Amico. Che anche a Matteo Salvini ha rappresentato una serie di soluzioni necessarie per il sud del Lazio.

Ha ampliato così quanto già annunciato l’altro giorno a Palazzo Chigi direttamente dal premier Giuseppe Conte. (Leggi qui «Caro Guido», «Caro Giuseppe»: a Palazzo Chigi l’emergenza Frosinone).

Guido D’Amico ha sollecitato un piano che tenga conto dell’Economia del Mare, fatta di turismo, cantieristica, indotto di alta qualità (per realizzare gli arredi per gli yacht), manutenzione. Ha ipotizzato una Pace debitoria: la cancellazione una tantum dall’elenco dei cattivi pagatori per le persone che si sono semplicemente trovate in difficoltà o banalmente hanno tardato a pagare alcune rate. Oppure una sorta di sanatoria per chi si tropva iscritto nella Centrali rischi e posizioni Crif.

Ribadito anche il concetto di Small Tax Area, località nelle quali sperimentare una tassazione ridotta al minimo e forfettaria per chi svolge attività imprenditoriale. Sulla materia del Lavoro, si convinto al Premio di produttività.

ConfimpreseItalia ha dato poi pieno appoggio proposta del sindacato Ugl di un patto per lo sviluppo ed ha espresso l’auspicio di avere un italiano come commissario europeo per il Commercio.