I 40mila tornano in campo per Fca: «Rischi di impatto negativo per l’Ecotassa»

Nel 1980 con la loro marcia silenziosa spaccarono il sindacato, lo obbligarono a mettere fine ai 35 giorni di scioperi e picchettaggi davanti ai cancelli degli stabilimenti Fiat. Imposero la svolta che portò alla firma dell’accordo e soprattutto determinò l’inizio di un nuovo modo di intendere le relazioni tra grande azienda e sindacato.

La storia ricorda quell’evento come “La marcia dei 40mila”. Oggi, come allora, i quadri e capi interni di Fca rompono il silenzio. E scuotono il sistema. È una doccia fredda per i parlamentari di governo eletti in provincia di Frosinone. Da Torino gli eredi di quei 40mila, l’associazione quadri e capi Fiat (Aqcf), dicono con chiarezza che non condividono né il silenzio di quei parlamentari né la loro tranquillità in merito all’Ecotassa introdotta con la legge di bilancio.

Se a Frosinone continuano a dire che non avrà conseguenze per Fca, i nuovi 40mila dicono che l’Ecotassa «rischia di avere un “impatto negativo” sui volumi di produzione di Fiat Chrysler Automobiles e di aumentare il ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori».

È la preoccupazione espressa dal segretario nazionale dell’associazione quadri e capi Fiat (Aqcf), Umberto Damiano. L’ha espressa nel corso di un’audizione in commissione Lavoro alla Camera. «Siamo preoccupati per il provvedimento governativo (l’ecotassa ndr.) che aumenta la tassazione sulle vetture Fca prodotte in Italia».

I deputati della maggioranza presenti in audizione gli fanno presente che il provvedimento è stato corretto. Damiano replica spiegando che «il provvedimento, anche se corretto nella sua stesura finale, penalizza alcuni modelli realizzati sul nostro territorio. Il rischio è che si potrà avere un effetto negativo sui volumi e, di conseguenza, sui lavoratori che saranno soggetti a un maggior utilizzo degli ammortizzatori sociali oltre al rischio di mettere in discussione il piano e i futuri investimenti».

Ma a Frosinone nessuno sembra rendersene conto.

Damiano ha ricordato ai deputati che nel 2018 la produzione di vetture realizzate in Italia è scesa leggermente sotto il milione. E che le previsioni per il 2019 rivelano “ancora una situazione di difficoltà“.

(leggi qui l’analisi sul futuro di Fca Cassino: Perché Fca rischia di lasciare il deserto a Cassino. Qui le previsioni che avevamo fatto a novembre e che si stanno verificando:  Il guru della Bocconi che ha predetto la crisi di Fca Cassino).