E il giudice disse: la Cisl non si sfratta

Il giudice blocca l'intimazione del Comune di Frosinone che aveva ordinato al sindacato di lasciare la sede provinciale.

La Cisl non deve lasciare la sua sede provinciale di Frosinone, a differenza di quanto intimatogli dal Comune lo scorso 7 novembre 2017 con un’ordinanza, secondo la quale i due immobili erano privi dei certificati di agibilità e di abitabilità e per questo dovevano essere sgombrati immediatamente.

A stabilire che il sindacato possa rimanere dov’è è stato il Tribunale Amministrativo Regionale.

Lo ha fatto dopo avere esaminato il ricorso presentato dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola. Senza nemmeno bisogno di ascoltare il Comune di Frosinone, talmente era chiara la situazione.

Il tar ha ritenuto che il Comune di Frosinone abbia disattesa una basilare regola. E cioè ha dimenticato di dire alla Cisl che stava avviando il procedimento di sgombero immediato.

Se lo avesse fatto – hanno stabilito i giudici – sarebbe stato facile per il sindacato dimostrare che gli immobili avevano tutte le certificazioni chieste dal Comune.

Non solo la sede provinciale della Cisl è risultata in regola con le disposizioni di legge, ma lì si svolgono attività di primaria importanza, di rilevanza sociale ed economica che trovano giusta protezione nella Costituzione che qualora fossero interrotti si sarebbe creato indubbio nocumento agli Iscritti al Sindacato ed ai cittadini che quotidianamente fruiscono di tali servizi.

Da qui la decisione del tribunale di sospendere il provvedimento cautelare, con effetto immediato.