Frosinone e Latina sono fuori dalla Zes

Un buco nell’acqua. Il governatore del Lazio Francesco Rocca ci aveva anche messo la faccia: dopo uno scambio di telefonate con il ministro Raffaele Fitto e una breve interlocuzione, sempre telefonica, con la premier Giorgia Meloni. Niente da fare: le province di Frosinone e Latina resteranno fuori dalle Zone Economiche Speciali. Rischiando così di precipitare nel collasso economico.

Il de profundis con cui annunciare la bocciatura lo ha intonato il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5^ Commissione Bilancio. È di Latina, aveva tutti i buoni motivi per difendere con la baionetta tra i denti l’emendamento che avrebbe inserito il Lazio Sud tra le aree con grossi sconti fiscali per le nuove imprese. Nulla da fare.

Il testo è blindato

Nicola Calandrini

In mattinata Nicola Calandrini riceve un plico da Montecitorio. Lo esamina. Poi prende la carta intestata ed annuncia: «Il testo relativo alla Zes Unica, dopo l’approvazione di alcuni emendamenti in Commissione Bilancio alla Camera arriverà praticamente blindato in Aula. La possibilità che le province di Latina e Frosinone vengano inserite nella Zes che prenderà il via il prossimo 1° Gennaio appare quindi ormai più che remota».

Niente da fare. Inutile girarci intorno: il problema è uno soltanto non ci sono i soldi per salvare Ciociaria e Pontino. I benefici andranno all’Abruzzo, al Molise ed alla Campania: un film già visto quando chiuse la Cassa per il Mezzogiorno e decine di aziende lasciarono i capannoni vuoti in provincia di Frosinone per spostarsi con i macchinari e gli impianti pochi chilometri a sud in zona Obiettivo 1. Cioè dove i benefici rimanevano.

Ora si può sperare soltanto piano B. Quello che aveva annunciato da subito Nicola Ottaviani. L’ex sindaco di Frosinone è anche lui in Commissione Bilancio ma alla Camera: da subito aveva detto che la soluzione più credibile era quella di ottenere degli ammortizzatori per le zone di confine. «Chiederò nelle prossime ore – annuncia Nicola Calandrini dal Senato – un incontro con il ministro Raffaele Fitto, il Governatore del Lazio Francesco Rocca ed i Parlamentari rappresentanti del Lazio, per studiare insieme quelle soluzioni più idonee a calmierare eventuali effetti negativi per i territori della Regione confinanti con la nuova Zes Unica».

Agire subito e compatti

Nicola Ottaviani

Calandrini difende la Zes, anche senza Frosinone e Latina. Perché, spiega: «la Zes Unica rappresenta un’occasione irripetibile per il Sud Italia. È uno strumento che va oltremodo difeso, frutto di un lavoro certosino del ministro Fitto».

Gli industriali lo avevano capito dall’inizio. C’è un notevole aumento di variazioni alle Camere di Commercio: in tanti stanno già predisponendo la nuova sede in zona Zes e qui chiuderanno. Calandrini prova a difendere la linea del Piano B di Ottaviani: «L’esclusione delle province di Latina e Frosinone impone un’azione volta a contrastare eventuali distorsioni nel mercato locale. Gli strumenti ci sono. Di concerto con il ministro Raffaele Fitto andranno varate anche possibilità di investimenti specifici soprattutto per le province di Latina e Frosinone».

Calandrini dice che «vista l’imminente entrata in vigore della Zes, è agire velocemente e in modo compatto, senza contrapposizioni di carattere partitico che rischiano soltanto di penalizzare i nostri territori». Se ha preoccupazioni deve guardare dentro casa: gli eletti del territorio sono tutti di centrodestra.

La linea del Piave di Ottaviani

La linea del Piave è quella tracciata nelle ore scorse da Nicola Ottaviani intervenendo a Montecitorio. Venti minuti di intervento partito dalla citazione dell’onorevole Antonio Billia, primo deputato a sollevare nel 1873 la questione meridionale nel 1873. E concluso con una fiducia condizionata della Lega.

Nel mezzo c’è un’articolata analisi sulla finanza bancaria, sul credito d’imposta, sulla necessità delle tempistiche certe per le imprese che hanno bisogno di capitali e le banche che devono avere altrettanta certezza sui tempi burocratici della macchina amministrativa. Nicola Ottaviani ha detto che per la Lega “Lo Stato non può esercitare solo il ruolo di Stopper che ferma l’avanzata dell’impresa.

Un’analisi che ha chiesto nuovi aiuti per le province di Frosinone e Latina, schiacciate dalle aree Zes “per liberarle dagli ostacoli che limiterebbero lo sviluppo delle imprese. Provvedimenti che vadano a consolidare le aree di confine con le Zes e la loro produttività”.

Battisti sulle barricate

Sara Battisti

Dalla regione Lazio la consigliera Sara Battisti non perde tempo e sale sulle barricate. «Ho letto con preoccupazione le dichiarazioni del senatore Nicola Calandrini di Fratelli d’Italia con cui annuncia di fatto l’esclusione delle province di Frosinone e Latina nella Zes unica. Spero che il presidente della Regione Lazio Rocca, che anche dopo una mia sollecitazione aveva interpellato il ministro Fitto, e gli eletti nei territori, smentiscano questa ricostruzione».

Il sistema economico ed industriale delle province di Frosinone e Latina rischia di collassare. Per una perversione del sistema. Perché tutti i loro parametri dicono in maniera chiara che Ciociaria e Pontino sono da anni in uno status di declino industriale. Ma nessuno prende provvedimenti perché il loro declino fa media con i grandi investimenti di cui può beneficiare invece Roma in quanto Capitale ed in quanto prossima ad ospitare il Giubileo e candidata all’Expo.

«Un rischio che non possiamo assolutamente permetterci – tuona Sara Battisti – , viste le enormi agevolazioni per chi beneficerà degli strumenti previsti dalla Zes. Servono invece investimenti in innovazione, per l’occupazione, per mettere in condizione il nostro tessuto di competere».

Allarme per gli Stati Generali

Luca Di Stefano

L’esclusione del Lazio Sud dalla Zes piomba sulla sessione introduttiva agli Stati Generali della provincia di Frosinone convocata per il 9 novembre dal presidente della Provincia Luca Di Stefano. In provincia ci sarà anche il Governatore Francesco Rocca.

La sua sortita dell’altro giorno con la lettera ufficiale in cui chiedere al Governo meloni l’inserimento di Ciociaria e Pontino nell’area Zes faceva ben sperare. E c’era chi riteneva che il Palazzo della Provincia di Frosinone sarebbe stata la sede dalla quale annunciare il raggiungimento del bersaglio. La nota di Calandrini chiude ogni spiraglio. L’illusione è finita.