Chi è Francesco Borgomeo, il salvatore di Ideal Standard Roccasecca

Chi è Francesco Borgomeo, l'uomo che ha salvato lo stabilimento Ideal Standard di Roccasecca. Chi sono i suoi soci. E cosa vuole fare.

La sua famiglia in passato possedeva le storiche fornaci di Formia: la più grande fabbrica di laterizi del centrosud Italia fino alla seconda guerra mondiale. È per questo che l’argilla e la sua lavorazione ce le ha nel sangue. Francesco Borgomeo è l’imprenditore che ha salvato la ex Marazzi Sud di Anagni, prendendola dal giudice fallimentare e trasformandola in soli due anni in un gioiello: produzione 24 ore su 24, su tre turni, con tutti i lavoratori ritornati in fabbrica.

Ora compie il bis: acquisendo lo stabilimento di Roccasecca dalla Ideal Standard attraverso la New Compny Saxa Grestone.

CHI È BORGOMEO

Cinquant’anni, padre di due figli, Francesco Borgomeo si è laureato all’Università La Sapienza di Roma, perfezionando gli studi alla Pontificia Università Gregoriana e poi alla Columbia University di New York ed alla UCD University di Dublino.

Ha lavorato al Censis al fianco del fondatore il professor Giuseppe De Rita. Poi è stato al Consiglio Nazionale per l’Economia ed il Lavoro.

A 29 anni si è messo in proprio rilevando Irses, Istituto di Ricerca fondato dal padre: lo ha trasformato in società di consulenza e di intervento, specializzato nella riconversione industriale.

Si occupa dell’attrazione di attrazione investimenti, assistenza alle multinazionali nella localizzazione in aree del centro sud, di progetti comunitari per lo sviluppo di imprese, ma anche di m&a e partnership industriali.

Nel suo portafogli clienti, Borgomeo può vantare nomi come Enel, Eni, Wind, Glaxo Smith Kline, IBM, Gruppo Cos.

Porta Irses ad avere un ruolo di consulting eq di supporto alle grandi multinazionali, ad essere partecipata da Nomisma (con Paolo De Castropresidente).

Terminata la capacità di attrazione e nuova localizzazione da parte del nostro Paese, in questa fase si specializza in riconversioni industriali, dismissioni e rilancio di siti ed aree in crisi.

Oggi Borgomeo è definitivamente dedicato a supportare il progetto dell’ecodistretto ceramico del Lazio, Saxa Gres SpA.

I SOCI

Borgomeo rileva lo stabilimento come imprenditore. Ha alle sue spalle soci finanziatori di dimensione globale.

A finanziare l’operazione sono realtà miliardarie come FN investimenti e i fondi Halcyon, Blue Bay, Flexagon. (leggi qui Chi fornisce i soldi a Borgomeo per l’operazione Ideal Standard)

COSA VUOLE FARE

Il piano presentato da Borgomeo al Ministero prevede la totale trasformazione dello stabilimento di Roccasecca per adattarlo alla nuova produzione: via le ceramiche sanitarie (condizione richiesta dagli americani), dentro i sanpietrini presentati in anteprima al Cersaie di Bologna la scorsa primavera. È la fiera internazionale della ceramica, lì si presentano tutte le novità. Come il gres che ha consentito di rilanciare Anagni: fino a 4 centimetri di spessore, in pratica ci possono passare sopra i camion con il rimorchio carico. A cosa servono? È possibile lastricarci le strade. In paesi come quelli del Medio Oriente, dove l’asfalto tende a sciogliersi con le alte temperature, quei lastroni sono una svolta.

Al Cersaie è stato presentato anche il sanpietrino che ora dovrebbe essere realizzato a Roccasecca: impasto ceramico, formula segreta, resistenza e grip per i pneumatici ben maggiori di quelli garantiti dai selci tradizionali. Il mercato ha dimostrato di apprezzare. C’è la possibilità di produrre. E tanto. Per tutto il mondo.

Sono proprio i lavoratori e la loro esperienza nella lavorazione delle ceramiche ad interessare Borgomeo. Che sul capitale umano ha costruito la sua impresa ad Anagni. E altrettanto vorrebbe fare a Roccasecca.

Il piano prevede la costituzione di una NewCo nella quale trasferire il personale, avviare la trasformazione dello stabilimento e completarla prima della fine del 2018 in modo da avviare subito la produzione con l’inizio del nuovo anno.

Quanti dipendenti è disposto a salvare? Tutti. Il piano industriale prevede la loro riassunzione, a scaglioni, entro un massimo di due anni.