
O sei jet-set o sei supermercato, non ci sono alternative. Come le grandi case di moda: le acque minerali non perdonano le incertezze di posizionamento. Sei lusso o sei utile. Sei Vogue o sei il discount. Acqua Fiuggi aveva scelto. E la scelta si chiamava glamour, jet set, Olimpia Milano, Leonardo Di Caprio. Con la nomina avvenuta in queste ore che posiziona Stefano Bolognese come nuovo Amministratore Delegato, quella scelta viene confermata e accelerata. Il derby interno è finito: due visioni, due strade, una sola direzione possibile alla fine. Ha vinto la bottiglia.
Stefano Bolognese prende il posto di Gabriele Benedetto, manager proveniente da Telepass che in questi mesi ha razionalizzato i conti. Nel gruppo aveva tenuto aperto un doppio binario: da un lato Fiuggi, dall’altro il progetto ESA NanoTech, lo spin-off universitario sul grafene supportato dal family office che fa capo a Leonardo Maria Del Vecchio, lo stesso gruppo che guida Acqua e Terme di Fiuggi S.p.A con una quota del 95%.
Bolognese è un’altra storia: è un manager con 25 anni di esperienza sul Beverage. È stato Managing Director UK per le acque premium di Nestlé. Head of International Business Unit in Sanpellegrino dove ha contribuito alla crescita globale del marchio. Ha inoltre guidato la categoria Food Culinary in Nestlé Italia, sviluppando ed innovando brand quali Buitoni e Garden Gourmet. Porta in Acqua e Terme di Fiuggi una solida esperienza ed una visione orientata alla crescita e all’internazionalizzazione. È il profilo di chi sa come si porta un’acqua italiana nel mondo: nei ristoranti stellati di Londra, nei lounge degli hotel di Dubai, sulle tavole del jet set internazionale.
La linea strategica
La sua nomina non è neutra. È la conferma di una linea strategica precisa: quella che porta la firma di Luigi Mascellaro, l’ex CEO che aveva dato ad Acqua Fiuggi la svolta iniziale: acqua di lusso, abbinata al mondo del glamour e della moda, dello sport d’élite, dell’alta ospitalità. Fu lui a trasformare lo stabilimento di Fiuggi in una bomboniera ed a portare il marchio sulle tavole di DiCaprio, Depp e Timberlake, sulle pagine di Vogue, al fianco dell’Olimpia Milano. Fu lui a far partire la radicale trasformazione che ha reso Fiuggi un brand contemporaneo nel segmento premium funzionale.
Non è affatto un caso che nelle prossime ore Stefano Bolognese si presenti al socio territoriale, il Comune di Fiuggi nella personal del sindaco Alioska Baccarini che possiede il restante 5% delle quote. E che lo faccia proprio accompagnato da Luigi Mascellaro.
Bolognese arriva per fare una cosa sola ma fatta bene: portare Fiuggi nel mondo. Con la competenza di chi conosce i mercati internazionali delle acque premium, sa come si costruisce una distribuzione globale, sa come si parla a un buyer di Harrods o a un maître del Noma. Il marchio italiano più antico nel settore delle acque oligominerali — iscritto nel Registro dei Marchi Storici di Interesse Nazionale — ha tutti gli argomenti per stare su quei tavoli.
Leonardo Maria Del Vecchio ha scommesso su Fiuggi con una visione precisa: da marchio storico a brand contemporaneo nel segmento premium funzionale. Con la nomina di Bolognese, quella visione trova il suo interprete naturale.



