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Politiche per l’occupazione, le Regioni si confrontano

29 Giugno 20183 minuti di lettura
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Regioni italiane in campo per realizzare politiche per l’occupazione. Se ne è discusso nel corso del convegno ‘Occupazione e politiche attive: le scelte strategiche‘, a Milano, in occasione del Festival del Lavoro, organizzato dal Consiglio nazionale del lavoro.

“Le politiche attuate -ha detto Sonia Palmeri, assessore regionale al Lavoro e alle Risorse umane della Regione Campania– sono importanti sia per i giovani che per le famiglie. Non si può prescindere da un modello che metta insieme coesione sociale e sviluppo. Le misure poggiano su una rete di infrastrutture che mette in contatto diretto il cittadino con l’amministrazione, ovvero i centri per l’impiego. La Regione Campania -ha ricordato- ha puntato molto sull’autoimprenditorialità: sono nate ben 350 imprese, grazie a ‘Garanzia Giovani’ e sono state realizzate 22mila assunzioni”.

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Anche la Regione Calabria, come sottolineato dall’assessore al Lavoro e Welfare, Angela Robbe, “ha coinvolto il mondo imprenditoriale per contrastare la disoccupazione”. “Abbiamo promosso un bando – ha ricordato – per la crescita delle competenze digitali: l’avviso è rivolto, in qualità di beneficiari, alle università, ai soggetti accreditati per la formazione, agli enti accreditati per i servizi per il lavoro, alle imprese chiamati a una fattiva collaborazione per realizzare corsi destinati a duemila giovani. Destinatarie sono le persone fisiche che abbiano questi requisiti: età fino a 35 anni compiuti; stato di disoccupazione; residenza in Calabria; titolo di istruzione secondaria di II grado oppure almeno 3 o 5 anni di esperienza lavorativa (sulla base della qualifica che si intende conseguire); rientrare in una delle quattro classi di svantaggio (bassa, media, alta, molto alta)”.

“Non si parla più -ha affermato Sebastiano Leo, assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Puglia– della questione meridionale, però c’è. C’è ancora il divario fra Nord e Sud, così come tra uomini e donne nel mercato del lavoro. Le politiche nazionali devono orientarsi a colmare questi gap, anche per essere competitivi. Il Meridione ha risorse straordinarie, però non ci possiamo accontentare degli assegni di ricollocazione, sono solo un ammortizzatore sociale. Come Regione, abbiamo approvato una legge sull’Arpal per ridefinire il sistema regionale delle politiche per il lavoro. L’obiettivo è promuovere le opportunità di lavoro, formazione e crescita professionale migliorando il raccordo tra i fabbisogni di competenze espressi dai datori di lavoro e le necessità di inserimento, reinserimento e sviluppo professionale, dichiarate dai soggetti in  cerca di nuova o diversa occupazione”.

L’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, ha ricordato che “per la prima volta i lavoratori della gig economy saranno tutelati per legge”. “La giunta regionale del Lazio – ha sottolineato – ha approvato la proposta frutto di un periodo di consultazioni con aziende, rider e sindacati. Questa legge non riguarda solo i rider, ma in generale il lavoro digitale, per tutelare chi è sfruttato anche in altri settori, come, ad esempio, quello agricolo. Abbiamo previsto la creazione del Portale lavoro digitale, composto dall’Anagrafe regionale e dal Registro regionale delle piattaforme digitali. I lavoratori e le piattaforme potranno iscriversi al Portale per accedere alle forme di tutela integrative”.

Tutte iniziative, però, come ha sottolineato Francesco Duraccio, consulente del lavoro, che “necessitano di una concreta interazione con la categoria dei consulenti, cioè con chi deve attuare quelle norme”.

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