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Fca, apocalisse su Cassino: «La nuova Maserati non si farà»

13 Giugno 20193 minuti di lettura
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«You don’t want to go down. You want to go up»: una frase che è come l’Apocalisse per lo stabilimento Fca Cassino Plant. L’ha pronunciata il company boss di Maserati Harald Wester. E tradotta in italiano significa: il suv di segmento D Levantino non si fa più. È il nuovo modello che le linee di Piedimonte San Germano aspettavano come il pane per mantenere i livelli occupazionali.

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Harald Wester è tornato da poco sul ponte di comando Maserati. Conosce il brand, sa bene chi sono i suoi acquirenti, ha seguito lo sviluppo di Levante e Alfieri. Competente e preparato: ha rivelato le sue strategia ad Autocar, la bibbia delle riviste sull’automotive nel Regno Unito. Ha dichiarato che Maserati abbandona il segmento delle entry level e nel suo futuro non ci sono vetture del segmento D, ma soltanto modelli per segmenti di prezzo più elevati. 

Tradotto in chiave italiana: niente Levantino, cancellata l’auto che il piano presentato a novembre da Fca assegnava allo stabilimento di Cassino. È una strategia del tutto diversa quella pensata ora da Harald Wester: nessun inseguimento a Porsche verso il basso, nessuna ricerca di nuovo mercato allargando l’offerta producendo modelli più piccoli come il Macan. La strategia futura è nella direzione opposta: auto ancora più esclusive e con margini di ricavo ben più alti di quelli che poteva garantire l’auto destinata a Cassino. Non si perseguirà più l’idea di raggiungere il target delle 100mila unità vendute ogni anni: era l’obiettivo fissato a novembre 2018 ed annunciato dall’amministratore delegato Mike Manley.

Ma era una situazione diversa: l’economia italiana cresceva. C’era voglia di lusso a costi accessibili. Le condizioni economiche dell’Italia in un anno sono cambiate, si profila una crisi tra le peggiori degli ultimi anni, uno scenario a ridosso di quello vissuto dalla Grecia: inutile investire su un mercato che non ci sarà.

Per Cassino Plant è un doppio problema. Perché Levantino doveva nascere su piattaforma Giorgio cioè quella sulla quale sono sviluppate Giulia e Stelvio. In pratica adesso non c’è un nuovo modello per Cassino e nemmeno è in programma: il Tonale è stato assegnato a Pomigliano d’Arco.

Giulietta non durerà ancora per moltissimo: ha resistito alle mode ed al cambiamento dei gusti più di quanto ci si immaginasse. Ma non ha ancora molta strada davanti a se.

Il futuro di Cassino Plant è sempre meno definito. Come gli analisti avevano detto. E come la politica locale invece aveva sempre negato. (leggi qui I silenzi imbarazzanti sul futuro di Fca Cassino Plant e leggi anche Perché Fca rischia di lasciare il deserto a Cassino).

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