I ponteggi. Sono loro il primo segnale di un’economia che riprende a muoversi. I numeri della provincia di Frosinone raccontano proprio questo: nel 2024 le nuove abitazioni autorizzate crescono del 49,6%, mentre il Lazio si ferma al 24,5%. Messi così, i numeri danno un’immagine sbagliata: aggiungiamone altri, ad esempio la provincia di Frosinone rappresenta appena il 2,8% delle nuove abitazioni autorizzate nell’intero Lazio. Cosa significa? Che l’attività edilizia continua a concentrarsi prevalentemente sull’area metropolitana di Roma, lei assorbe la quota maggiore degli investimenti immobiliari regionali. Ma anche questo numero fornisce un’immagine sbagliata: mettiamone un altro ancora. I ponteggi, le gru, le braccia che hanno costruito Roma in questi ultimi anni partono dalla provincia di Frosinone.

Come si leggono allora quei numeri in maniera corretta? Qual è l’immagine reale? Dove stanno andando i nostri ponteggi e fino a dove vogliono salire? La risposta la daranno Ance e Cassa Edile cioè l’associazione che riunisce i costruttori edili e l’ente bilaterale e paritetico costituito dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro. È un segnale dirompente: in una stagione di contrapposizioni, costruttori e sindacati convocano insieme un tavolo per dare le risposte. Lo faranno a Fiuggi il 26 settembre prossimo.

Il valore economico del comparto

Arnaldo Zeppieri

L’edilizia non rappresenta soltanto il numero dei cantieri aperti. È uno dei settori con il più elevato effetto moltiplicatore sull’economia locale. Ogni investimento nelle costruzioni genera domanda per l’industria manifatturiera, il commercio, i servizi tecnici, la logistica e il lavoro qualificato.

Anche sul fronte occupazionale il quadro regionale conferma questa tendenza. Tra il 2022 e il 2024 il Lazio ha registrato 20.400 occupati in più nel settore delle costruzioni. È la conferma che il comparto continua ad essere uno dei principali motori della ripresa economica regionale. 

Per la provincia di Frosinone significa che il territorio conserva una forte vocazione produttiva, con il sistema industriale della Valle del Sacco, il polo di Anagni e l’area di Cassino che continuano a generare domanda di edilizia industriale, logistica e infrastrutturale, accanto alla ripresa dell’edilizia residenziale. 

Dal Superbonus alla nuova stagione degli investimenti

(Foto © DepositPhotos.com)

Una parte della crescita registrata negli ultimi anni è stata favorita dagli incentivi alla riqualificazione energetica. Tuttavia, il Pnrr è agli sgoccioli e la macchina dei cantieri edili è lanciata: è questa una delle prime domande alle quali l’assemblea del 26 settembre dovrà dare una risposta. Il rilancio del comparto è stato innescato dagli incentivi straordinari: ora però occorre costruire una politica industriale dell’edilizia capace di integrare rigenerazione urbana, efficientamento energetico, sicurezza sismica, edilizia sociale, infrastrutture e semplificazione amministrativa. Ma come si fa?

Perché le braccia sono sempre meno: in Ciociaria meno che altrove ma l’inverno delle nascite è una realtà, la cicogna non vola più da queste parti. E questo si comincia a sentire anche sui ponteggi: mancano i giovani, l’età media di carpentieri e muratori qualificati si allunga. È un altro dei punti da mettere sul tavolo.

Foto © Imagoeconomica

Non è un mestiere che si inventa: un buon lavoratore dell’edilizia ha bisogno di formazione, esperienza, affiancamento. Non si inventa dall’oggi al domani. Ance e Cassa Edile hanno già dato una risposta, la scuola di formazione del settore sta sfornando ragazzi che arrivano puntualmente nella finale nazionale che mette a confronto tutte le scuole di formazione del settore. E spesso vincono. Ma servono alunni, servono incentivi, serve sempre più qualità.

Questione di territorio

Le cose oggi vanno bene. Ma per domani manca un piano e quel piano deve partire dai territori: ecco perché nella giornata del 26 i sindaci avranno un ruolo centrale. Per chiedergli un’azione comune in favore dei loro centri storici, una pianificazione complessiva. Che oggi non c’è. Un tema su tutti: la nascita della nuova stazione del Treno ad Alta Velocità quali infrastrutture richiederà, quante persone da Roma si riverseranno in provincia di Frosinone che all’improvviso si ritorverà a pochi minuti di Frecciarossa dalla Capitale. Qualcuno lo ha calcolato? Ed ha predisposto i Piani regolatori?

Per un territorio come Frosinone, questa transizione rappresenta una doppia opportunità. Da un lato consente di valorizzare un patrimonio edilizio spesso datato e bisognoso di interventi di riqualificazione; dall’altro permette di rafforzare la competitività delle imprese locali attraverso innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi costruttivi e formazione delle competenze.

Una questione di politica economica

I dati dell’ISTAT e dell’ANCE raccontano una provincia che cresce ma che deve ancora conquistare un ruolo più centrale nelle politiche regionali dello sviluppo.

La sfida non consiste semplicemente nell’aumentare il numero dei permessi di costruire. L’obiettivo è trasformare l’edilizia in una leva permanente di sviluppo territoriale, capace di trattenere investimenti, creare occupazione qualificata e migliorare la qualità urbana dei centri della provincia.

(Foto © IchnusaPapers)

Per riuscirci occorre passare da una logica di interventi spot ad una strategia integrata che metta in relazione pianificazione urbanistica, infrastrutture, sostenibilità ambientale e politiche industriali.

È da questa consapevolezza che devono prendere forma le future direttrici di sviluppo del comparto edilizio provinciale: una visione che parta dai numeri della ripresa per costruire un modello di crescita stabile, competitivo e capace di restituire alla provincia di Frosinone un ruolo più forte nell’economia del Lazio.

Ance e Cassa Edile vogliono aprire il cantiere dal 26 settembre.

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