Dai ponti alle gallerie: La Rocca costruttore di unione

L’abbattimento dell’ultimo diaframma e poi l’abbraccio, al grido di “Viva Santa Barbara”. A stringersi, sudati ed impolverati, sono stati due gruppi di operai che per mesi hanno lavorato nei due lati della stessa galleria. Hanno scavato giorno dopo giorno, un gruppo da un lato ed uno dall’altro: senza mai vedersi, separati da un muro di roccia, guidati dagli strumenti e dall’esperienza. Così, giorno e notte, sulla strada statale Picente, in provincia dell’Aquila.

Poi martedì a mezzogiorno, la Delta Costruzioni dell’imprenditore Alberto La Rocca ha posto un’altra pietra per segnare un cammino iniziato a Sora nel lontano 1963 con una piccola azienda artigianale che oggi, a distanza di 58 anni, costruisce e restaura in tutta Italia.

L’ULTIMO DIAFRAMMA

L’ultimo diaframma della galleria sulla Picente

Un sottilissimo velo di roccia, dieci o quindici centimetri al massimo. Si butta giù, compare la luce in fondo al tunnel e capisci che il momento ora è finalmente arrivato: i due lati della galleria si congiungono. Per gli addetti ai lavori si chiama ultimo diaframma e rappresenta un vero e proprio rito.

Perché se oggi a scavare ci sono potenti macchinari guidati dalla mano dell’uomo in tutta sicurezza, anticamente le gallerie le scavavano i minatori. E non sempre finiva bene per tutti. Ecco perché dopo aver squarciato l’ultimo velo di roccia ci si abbracciava al grido di “Viva Santa Barbara, ai più nota come santa protettrice dei Vigili del Fuoco. Ma che in realtà è anche la patrona dei minatori, degli artificieri e dei marinai e viene invocata anche in caso di esplosioni e fulmini.

È lo stesso grido che è riecheggiato martedì dopo l’abbraccio a cui è seguito il brindisi per inaugurare la galleria naturale San Pelino sull’itinerario Rieti – Amatrice – L’Aquila – Navelli. C’erano le autorità locali, l’Anas, il Gruppo FS Italiane, l’impresa esecutrice Delta Lavori S.p.A. e i subappaltatori. Tutti uniti per la festa del congiungimento.

La mia azienda non aveva mai fatto gallerie. Quello di ieri è stato il battesimo di fuoco” ha detto con un velo di commozione e anche con un pizzico di orgoglio il cavalier Alberto La Rocca. Nel lavoro come in politica per lui l’obiettivo è sempre lo stesso: unire, fare squadra, costruire ponti, riunificare realtà contrapposte. E da ieri anche forare montagne. Sempre all’insegna del concetto di unione.   

ANCHE LE GALLERIE UNISCONO

La squadra della Delta Lavori

Un’opera, che si sviluppa per una lunghezza di circa 110 metri, preceduta da una prima opera infrastrutturale di circa 210 metri, una galleria artificiale a monte del centro abitato di San Pelino.

Il tunnel interessa un tratto della strada statale 260 “Picente”, il lotto numero tre, da San Pelino a Marano di Montereale, in provincia de L’Aquila, nelle vicinanze dell’abitato di San Pelino. È uno dei segmenti fondamentali per snellire il traffico di mezzi leggeri e pesanti e velocizzare il collegamento.

Il lavoro è parte del progetto generale (per l’importo totale di quasi venti milioni di euro) di opere di adeguamento ed ammodernamento del tratto. Il tracciato si sviluppa nella sua totalità tra i comuni dell’Aquila e Montereale e prevede la realizzazione da parte della Delta Lavori S.p.A. delle gallerie per lo svincolo di San Pelino e lo svincolo intermedio e il rifacimento e la manutenzione della sede stradale tra le precedenti tratte e lo svincolo di Cagnano con la realizzazione di annesse opere infrastrutturali, murarie e di consolidamento con tecnologie innovative e performanti.

PRIMA I PONTI

Alberto La Rocca su uno dei ponti realizzati dalla Delta

La Delta Lavori oltre che progresso è anche conservazioni.Non a caso si sta occupando da un anno della ristrutturazione di Castel di Luco che ha dato il nome al paese in provincia di Ascoli Piceno; e di una villa patrizia, il casino di caccia dei Gonzaga di Mantova che si trova appunto a Gonzaga, il paesino che nacque attorno ai luoghi frequentati dalla nobile famiglia e dalla sua corte per la caccia e le varie feste. La villa è stata danneggiata dal terremoto dell’Emilia ed è previsto un intervento di 10milioni euro.

In entrambi i casi gli interventi devono convivere con la preservazione di affreschi e altre importanti opere d’arte. Per non parlare del viadotto costruito a Genova, circa due anni fa: una serie di ponti all’uscita dell’autostrada A10. Solo per citare qualche esempio di una lunga serie di opere stradali. Per quelli La Rocca si è guadagnato l’appellativo di pontiere, anche nel senso politico del termine.

LA ROCCA, IN POLITICA COME NELLA VITA

Alberto La Rocca, Massimiliano Bruni, Vittorio Di Carlo

Non unisce soltanto territori attraverso ponti e galleria. Lo fa anche in politica Alberto La Rocca: o almeno ci prova. A Sora non c’è stata elezione negli ultimi anni che non abbia visto una sua mediazione: un tentativo per semplificare il quadro politico, aggregare forze costruendo ponti. Qualche volta candidandosi in prima persona, il più delle volte solo per indole. (Leggi qui)

Lo ha fatto con l’associazione Agorà. E lo ha fatto anche in vista della prossima tornata delle Comunali di ottobre. Prima mettendo attorno a un tavolo il centrodestra, poi anche il centrosinistra.

In entrambi i casi l’obiettivo era lo stesso: far comprendere l’importanza del gioco di squadra e dell’unione perché “se di fronte agli altri territori non siamo uniti poi a dettare le regole non saremo certo noi. A me ha sempre interessato unire le forze, non è una questione ideologica. In passato il nostro territorio ha espresso senatori, deputati, consigliere regionali, ora non si ottiene più nulla. La politica si fa con i finanziamenti e per averli sono importanti i legami politici. Alla fine, siamo riusciti a far sì che non ci fosse disgregazione, soprattutto con il centrosinistra dove siamo arrivati auna soluzione unitaria”.

La galleria sulla Picente l’ha realizzata. Il ponte sulla politica di Sora, forse. Lo diranno le elezioni d’autunno.