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Da Sauro a Todaro, periscopio sul futuro con le batterie di Piedimonte

20 Dicembre 20246 minuti di lettura
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Le vie delle crisi e quelle delle possibili uscite dalle crisi stesse hanno un denominatore comune: il ruolo dei player di rango in quei sistemi complessi. Così come è successo per Stellantis, che paga pegno ad una elettrificazione troppo nevrile. E così come sta succedendo ma con segno positivo grazie a Fincantieri. L’azienda leader nella cantieristica navale ha messo in campo la sua Powe4Future, la controllata che ha in mission i sistemi a propulsione elettrica, e l’ha messa al lavoro da luglio a Piedimonte San Germano. Dove nessuno credeva che il futuro si sarebbe affacciato. (Leggi qui: Power4Future, in Ciociaria il centro strategico sulle batterie del futuro).

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Cioè in uno degli spot simbolo della necessità di affidare alle nuove sfide produttive ed energetiche il punto di giunzione tra Green Deal e produzione con esiti occupazionali. Come? Visto il contesto con la più classica delle manovra sottomarine: “Ivan il matto”. Cioè quella con cui i mostruosi battelli classe Tifone dell’Urss eludevano i siluri nemici.

“Ivan il matto” addosso alla crisi

Il sottomarino Dmitry Donskoy

Lo facevano puntando dritto addosso alle testate eiettate in modo da arrivare prima del loro innesco, e “bocciando” via il siluro prima che diventasse di fatto un’arma. Ecco, Powe4Future e Fincantieri hanno deciso di “andare addosso alla crisi”, ed il punto di impatto è qui, a Piedimonte San Germano. Dove è stato completato con successo il test operativo finale del sistema di batterie agli Ioni di Litio (LBS).

Quel sistema è destinato ai sottomarini U212 Near Future Submarines (NFS) della Marina Militare Italiana. Di cosa parliamo? Per capirlo bisogna fare un passo indietro di sei anni. Nel 2019 il Parlamento italiano annunciò l’avvio del programma di avvicendamento tra i sottomarini della Classe Sauro e quelli di classe Todaro.

Il documento del Ministero della Difesa

Nel Documento Programmatico Pluriennale per il 2020-2022 del Ministero della Difesa comparve la spunta d un programma da 2,68 miliardi di euro. E lo scopo era varare 4 battelli Classe Todaro entro il 2036. A giugno di quest’anno poi la Marina Militare aveva presentato il piano per lo sviluppo della flotta per il periodo 2025-2050. Incluso lo sviluppo di una sottoclasse dell’U212 NFS con tonnellaggio superiore a 2mila.

Il sommergibile Todaro (Foto Regina L. Brown / U.S. Navy / Mass Communication)

E soprattutto con tecnologie integrate in fase di sviluppo per il successore della classe Todaro, l’NGS (Next Generation Submarine). Ecco, qui è entrato in gioco lo spot di Piedimonte. Con una serie di test uno dei quali si è svolto presso lo stabilimento di Piedimonte San Germano, inaugurato lo scorso luglio.

E si è trattato di uno start a tutti gli effetti, perché per la prima volta dall’avvio del programma U212 NFS, è stato acceso e testato un sistema batteria completo agli Ioni di Litio. Progetto e realizzazione tutte tricolore: a realizzarlo Powe4Future. Perché è stata una prova così importante?

Un sistema completo al litio: italiano

Serve un preambolo: i battelli nuke (nucleari) non hanno praticamente bisogno di fare snorkeling, quindi di riemergere.

Il sottomarino nucleare K266 Orel

Quelli “vecchi” diesel-elettrici devono farlo ogni tot e quelli elettrici possono ridurre di molto il problema e senza rilasciare robaccia in mare ed atmosfera.

Va da sé che un sottomarino diventa vulnerabile proprio quando affiora, non solo per mere questioni visive, ma perché la sua segnatura sonar, il “ping” cambia. Ecco che quei perché era ed è fondamentale che sei moduli e un dispositivo di conversione per la gestione dell’energia, interamente progettati prodotti in Italia, funzionassero alla perfezione.

Perché? A) Per fare in modo che quelle batterie funzionino bene ed a lungo. B) Fare in modo che si ricarichino in fretta e tengano la carica. C) La cosa più importante: il sistema che gestisce l’erogazione dell’energia immagazzinata nella batteria deve essere inattaccabile dall’esterno. Cosa significa? Che nessun hacker a bordo di un caccia o una qualsiasi unità nemica deve essere in grado di attaccare quel sistema, bloccando l’erogazione dell’energia e bloccando il nostro sommergibile come uno stoccafisso in fondo al mare.

Fincantieri: “Test di successo”

Foto © Gary Bembridge

Una nota di Fincantieri spiega che “il test a cui si è assistito con successo, ha riprodotto situazioni operative in condizioni reali. Andando così a dimostrare l’ottimo funzionamento del sistema durante le fasi di carica e scarica, con controlli costanti su parametri chiave come tensione, corrente e temperatura”. E ci sono anche aspetti prospettici che vanno oltre i tecnicismi. Quelli legati ad un settore che può generare occupazione ed alla prova provata che certe cooperazioni funzionano.

Come quella “tra OCCAR (Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in Materia di Armamenti), NAVARM (Direzione degli Armamenti Navali), Fincantieri S.p.A. e filiera industriale”. Quale? Quella composta da società di primo piano quali Poewr4Future Spa (società controllata da Fincantieri SI, parte dal gruppo Fincantieri e partecipata dal gruppo Faist) e Fib S.p.A. (società controllata dal Gruppo Seri Industrial)”.

Un laboratorio all’avanguardia

Foto © AG IchnusaPepers

C’è una cosa dell’evento che allarga il campo: e porta dritto alla creazione di un laboratorio all’avanguardia presso lo stabilimento Power4Future. Uno spot operativo “che servirà anche da centro di addestramento per il personale tecnico e gli equipaggi coinvolti”. Il problema di certe fonti energetiche a ioni di litio non è il funzionamento di un singolo sistema, ma l’omologazione dello stesso su più piattaforme di utilizzo.

In parole più povere il passaggio, cruciale, da sperimentazione empirica a produzione industriale, cioè a settore produttivo in scala economica massiva. Un sistema che semplicemente funziona è una bella notizia, ma un sistema stabile è un format. E lì le notizie si fanno ottime.

Prestazioni, sicurezza e filiera

La batteria P4F

Con il test a Piedimonte sono state appurate alcune realtà tecniche: le elevate prestazioni, gli elevati standard di sicurezza e la possibilità che essi si traducano in filiera di eccellenza nel solco dell’eccellenza di Fincantieri.

Gruppo che “ha sviluppato negli anni soluzioni all’avanguardia per sottomarini e unità idro-oceanografiche, confermandosi un punto di riferimento per capacità tecnologica e affidabilità in questo ambito”.

Tutto fatto in Italia, nell’Italia di Stellantis che langue, un’Italia che però vuole salire a quota periscopica. Per guardare al futuro.

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