
«Cassino Plant ha un futuro. Si vedrà con il piano Maserati che presenteremo a dicembre»: mentre il sipario calava su una giornata segnata da mille parole sul piano Stellantis e nessuna per il futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano, il colpo di scena è arrivato su una delle ultime domande rivolte al Ceo Antonio Filosa nella conferenza stampa al termine dell’Investor Day. (Leggi qui: Stellantis, ecco il piano. Cassino non c’è. Ma sarà «without shoutdown»).
Ad Auburn Hills stavano già rimettendo i taccuini nella borsa e le penne nella tasca. I più bravi stavano riordinando gli appunti per dettare in Redazione le ultime dichiarazioni sul Piano Industriale del ragazzo cresciuto con Sergio Marchionne che segnerà il futuro del Gruppo fino al 2030.
È stato in quel momento dei titoli di coda che Antonio Filosa ha pronunciato le parole che tremila lavoratori aspettavano da mesi: «Cassino Plant ha un futuro. Si vedrà con il piano Maserati che presenteremo a dicembre».
Un territorio in allarme
In Italia, a sei ore di fuso orario di distanza, a Teleuniverso stavano scorrendo davvero i titoli di coda. Quelli della trasmissione A Porte Aperte dove per un’ora e mezza il Piano Filosa era stato analizzato riga per riga, esaminato in ogni espressione, interpretato sotto ogni possibile angolatura. A discuterne, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il commissario del Consorzio Industriale Raffaele Trequattrini, il presidente di Unindustria Cassino Vittorio Celletti, il Segretario generale Cisl del Lazio Enrico Coppotelli, i segretari generali provinciali di Uilm Gennaro D’Avino ed Andrea Di Traglia.
Sulla sigla iniziale, il presidente della Regione Francesco Rocca aveva detto: «qui l’elefante nella stanza è la questione Cassino. Da oggi cambia la musica e si apre una stagione differente. Inizia una stagione di battaglie per non perdere neanche un posto di lavoro». A stretto giro Roberta Angelilli confermava per lunedì un faccia a faccia con il ministro Urso, mentre il Direttivo nazionale Uilm faceva sapere che lunedì stesso si sarebbe autoconvocato a Cassino.
L’impegno pubblico
L’eco arriva ad Auburn Hills ed un giornalista, in Conferenza Stampa pone la fatidica domanda: Cassino che fine fa? Antonio Filosa annuncia che resta. E non è una promessa vaga. È un impegno pubblico, pronunciato davanti agli investitori di tutto il mondo, con una data precisa: dicembre 2026, a Modena, dove Stellantis presenterà la strategia complessiva di Maserati. «Parleremo della creazione di valore, dei clienti che Maserati vuole servire e di cosa faremo su Cassino. Stiamo lavorando duramente per essere pronti», ha aggiunto Filosa.
Il filo che lega Maserati a Cassino — che oggi produce la Grecale e ospita le linee di Alfa Romeo Giulia e Stelvio — diventa dunque il cardine del futuro dello stabilimento ciociaro. Il riposizionamento del Tridente nel lusso puro, con due nuovi modelli di segmento E, non è solo una scelta di marketing: è la piattaforma su cui si costruirà la prossima vita produttiva di uno dei siti industriali più importanti del Lazio meridionale.
Filosa ha anche sgomberato il campo dall’ipotesi più temuta: «Non chiuderemo impianti in Italia e in Europa. Siamo in grado di ridurre la capacità produttiva di 800.000 unità senza chiusure, perché siamo in grado di condividere la capacità produttiva con i nostri partner». La riduzione di capacità avverrà attraverso le partnership — Leapmotor a Madrid e Saragozza, Dongfeng a Rennes — non attraverso la chiusura di stabilimenti.
L’ipotesi dello stabilimento bomboniera
Sul Piano Italia nel suo complesso, Filosa è stato esplicito: «è on track». Mirafiori con la Fiat 500 ibrida in aumento di volumi. Melfi con Jeep Compass, la prossima Lancia Gamma e un modello DS. Atessa con il maggiore investimento in un nuovo prodotto attraverso i Large Van. Pomigliano con più modelli del programma E-Car. Un’Alfa Romeo da lanciare in Italia. Stellantis sta «raddoppiando» gli impegni su Atessa, Alfa Romeo e Pomigliano. E Cassino?
L’ipotesi più accreditata è che a Piedimonte San Germano si svilupperà il polo Presse Plastica che produce per l’intero gruppo occupando circa 1.100 addetti. Poi ci sarà un polo automobilistico che produrrà auto di alta gamma del brand Maserati: accanto a Grecale potrebbe spostarsi anche la produzione di Levante ma sono solo indiscrezioni. Il polo dovrebbe occuparsi di auto di nicchia con una produzione semi artigianale, con circa 60-100 auto al giorno. Per alimentarlo potrebbero essere sufficienti circa 600 addetti.
Se così fosse, sarebbe lecito prevedere circa 300 esuberi rispetto agli attuali livelli.
Un nome ed una data
Cassino aspetta ancora dicembre. Ma adesso l’attesa ha una forma, una data e un nome: Maserati. Non è la certezza che il territorio chiedeva. È qualcosa di più di quello che sembrava possibile stamattina.
La stagione delle battaglie — come l’aveva definita il governatore Rocca — è aperta. Ma almeno ora si sa su quale campo si giocherà.



