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CiociarIA, un corso per non farsi rimpiazzare dalle macchine  

21 Ottobre 20246 minuti di lettura
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Non saremo mai in grado di fare quel che fa una macchina, alla stessa velocità e con la medesima precisione. L’uomo però ha la creatività che ancora manca all’intelligenza artificiale. Non dovrebbe averne paura ma puntare a governarla prima che prenda il sopravvento.

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Come Hal 9000, sulla nave Discovery, in “2001: Odissea nello spazio”, colossal di Kubrick non più troppo fantascientifico. Nasce da qui l’intuizione di un corso universitario di alta formazione sull’IA generativa: chatbot che apprende dall’uomo e, senza freni, supera ormai il maestro.

Lo hanno lanciato stamane l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, la Camera di Commercio di Frosinone e Latina, e il Consorzio industriale del Lazio. Sono concordi ed entrano in azione: bisogna governarla quell’intelligenza artificiale. Si deve conoscerla, farla propria, affinché non diventi il peggior nemico: il sostituto.

20 borse di studio dell’IA

La Camera di commercio finanzierà venti borse di studio dal valore totale di 50mila euro. Intende «colmare il gap di competenze e investire nella formazione del personale». Oltre a un consolidato partenariato con l’Unicas, si apre un canale diretto anche con il Consorzio industriale. Non sta nascendo “solo” un corso, ma una cabina di regia tra commercio, industria e ricerca. La accettano tutti come sfida e vogliono vincerla ancor di più per l’alto quoziente di complessità.  

Lo sprone è arrivato da Florindo Buffardi, veterano della Camera di commercio e vicepresidente della sua agenzia speciale Informare. L’ente camerale interprovinciale, già predisposto per l’area vasta del Basso Lazio, ha abbracciato la proposta tra la profonda soddisfazione del presidente Giovanni Acampora. Nasce di fatto dall’esperienza di Buffardi, l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla sua azienda alimentare.

Hanno presenziato i vertici di Università e Consorzio: il rettore Marco Dell’Isola e il commissario Raffaele Trequattrini. Sono intervenuti anche i professori Luigi Ferrigno, prorettore funzionale alla terza missione dell’Unicas, e Claudio De Stefano, responsabile scientifico del corso di alta formazione. La presentazione è stata moderata e sviluppata dal direttore Alessio Porcu.

Gioco di squadra, per il Basso Lazio

da sinistra: Florindo Buffardi, Marco Dell’Isola, Raffaele Trequattrini, Giovanni Acampora

Il lancio del prossimo bando si è svolto nella sede frusinate della Camera di commercio di Frosinone e Latina, dove già auspicano che diventi “del Basso Lazio”. È l’azionista di maggioranza del consorzio industriale più esteso d’Italia. E si sono incontrati con uno dei migliori piccoli atenei d’Italia. È il gioco di squadra che finisce in ogni discorso del presidente Acampora. Mentre continuano le zuffe nelle potenziali aree vaste, città intercomunali o interprovinciali che siano.      

«L’intelligenza artificiale è una sfida con cui dobbiamo misurarci tutti, imprese Istituzioni e cittadini -ha dichiarato il presidente della Camera di commercio -. Un’innovazione tecnologica pervasiva il cui impatto sarà dirompente, con effetti attesi positivi sulla produttività delle aziende e delle pubbliche amministrazioni, ma bisogna creare un contesto favorevole».

Il primo passo è la formazione: «Le competenze sono il principale fattore abilitante e sappiamo molto bene le difficoltà delle imprese nel trovare i profili adeguati. Su questi temi la Camera di commercio è fortemente impegnata per fare da cerniera tra il mondo della formazione e quello delle imprese e il contributo scientifico di Unicas è un asset strategico irrinunciabile».

Per chi ha già investito e chi no

Si amplia la platea dei destinatari: anche chi fa già ricerca o i manager che vogliono iniziare a investire su tecnologia ed intelligenza artificiale. L’Unicas, quando è esplosa l’intelligenza artificiale, stava già sul pezzo. L’ha teorizzata e praticata, la insegna e ora la cavalca per sviluppare i futuri utilizzatori territoriali.  

Il rettore Dell’Isola vede bene questa visione comune per lo sviluppo territoriale. Anche e soprattutto in un territorio, quello del Basso Lazio, in cui è difficile parlarsi ancora prima di fare rete.   «L’intelligenza artificiale – ha detto il Magnifico Rettore – è una sfida che ci riguarda tutti da vicino, una quarta rivoluzione industriale che è già iniziata».

«Abbiamo qui autorevoli esperti che studiano e fanno ricerca sull’IA – è andato avanti – e posso dire che conveniamo tutti sull’idea che oggi abbiamo delle remore, perché cominciamo a comprendere i pericoli di questa nuova tecnologia. Per questo dobbiamo lavorare insieme per guidarne il percorso».

Unicas, senso di responsabilità

Marco Dell’Isola

Il Rettore, come gli altri partner, avverte un senso di responsabilità: «Dobbiamo assumerci l’onere di approcciare insieme alle imprese a queste diverse dimensioni. Realizzare questo primo corso, non guardando soltanto al mondo della Ricerca ma mettendo in campo una cabina di regia come quella presente qui oggi che guarda alle esigenze delle Pmi, è un passo concreto per guidare il percorso legato all’avvento dell’IA».

L’obiettivo è riuscire ad avere la capacità di agire con successo o l’intelligenza per avere successo nell’agire. L’elemento umano della macchina resta nella seconda opzione. Ed è superiore, per creatività, alla macchina. Si sta affrontando di petto il processo anche per ottimizzare l’industria.

Raffaele Trequattrini

All’appuntamento non poteva mancare Raffaele Trequattrini, ordinario di Economia aziendale all’Unicas, commissario del Consorzio industriale. È una macchina, quella avviata, che vede ormai la regione in macroaree anziché province e comuni.    

«L’Italia in generale, e a maggior ragione la regione Lazio, sta affrontando una serie di problematiche complesse – ha approfondito Trequattrini – e l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare una parte della soluzione. I problemi che l’IA può generare non si risolvono ignorandola o sperando che sparisca. Al contrario, è solo attraverso una conoscenza approfondita che possiamo anticipare le criticità, gestire il cambiamento e prepararci a mitigare i rischi. Essere formati sull’IA significa capire come integrarla nei processi aziendali in modo intelligente, come migliorare la produttività senza creare disparità, come governare l’innovazione per rendere il futuro del lavoro più equo e inclusivo».

«Mai sostituta, bensì collaboratrice»

Giovanni Acampora

Il professor Ferrigno si occupa della terza missione dell’Unicas: formazione e ricerca, soprattutto a favore del territorio. Ha parlato di un grande passo verso un ecosistema con temi ampi e azioni concrete. Ha caratterizzato il corso: «Non vedrà i partecipanti come oggetto della formazione, ma soggetti attivi in prima persona. Pensiamo anche a un prosieguo, perché a valle del percorso formativo abiliteremo il territorio a fare progetti. Una strategia di lungo periodo che ha un maggior valore nell’ottica di iniziare a costruire un percorso condiviso».

Il collega De Stefano, responsabile del corso, ha fissato l’obiettivo generale: «Non vedere l’IA come strumento per potenziare il sistema produttivo ma ripensare complessivamente il modello d’impresa. L’intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo che ci permetterà di aumentare la produttività, se ben utilizzato, non rimanendo indietro rispetto ad altre realtà. Ci proponiamo di partire da concetti di base per arrivare a studiare l’IA generativa applicata a vari settori».

Florindo Buffardi

Il promotore Buffardi è vicepresidente di Informare, Aziende speciale per l’internazionalizzazione, la formazione e l’economia del mare. Ha voluto mettere in chiaro la premessa: «Mi sono reso conto, operando sul campo, che l’IA possa rappresentare un vantaggio ma anche un pericolo per chi non è in grado di utilizzarla. Non va vista come un sostituto del lavoro dell’uomo ma un collaboratore; la macchina non sostituirà mai l’uomo che è al centro dell’azione. Ma per non essere prevaricati dalla macchina dobbiamo essere adeguatamente formati ad utilizzarla a nostro vantaggio».

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