Casa, mercato 2017 con segno positivo ma rallentano gli scambi

I dati del mercato immobiliare 2017. Riprendono gli scambi e si torna ad affittare. Cosa si vende. le previsioni per il 2018 ed il ruolo dei mutui. Ma c'è un rischio.

Il mercato immobiliare il 2017 chiude con un segno positivo anche  se gli scambi stanno rallentando: a fine anno, saranno  lontani dalle percentuali di chiusura del 2016. È la stima elaborata dall’ufficio studi del gruppo Tecnocasa.

A condurre la ricerca è stata la Fabiana Megliola, secondo la quale  «il 2017 chiuderà intorno alle 550mila compravendite a dimostrazione di un assestamento del mercato. Le  grandi città che già l’anno scorso avevano dato segnali di ripresa  stanno continuando su questa scia. Sul versante dei prezzi, ci si  aspetta una stabilità a fine 2017 con valori in aumento in alcune  città».

GIU’ I PREZZI, VENDITE PIU’ RAPIDE

Cosa ha contribuito a rimettere in moto il mercato? L’analisi della responsabile dell’Ufficio Studi  Tecnocasa la ripresa c’è stata «anche grazie al fatto che i valori sono diminuiti notevolmente dall’inizio della crisi  immobiliare rendendo le case più appetibili».

Giù i prezzi e molto più brevi i tempi per arrivare alla vendita. L’analisi rileva che se l’immobile è collocato al giusto  prezzo di mercato si vende più velocemente. I tempi di vendita attualmente nelle grandi città sono di 141 giorni, nei  capoluoghi di provincia di 167 giorni e nei comuni dell’hinterland  delle grandi città di 162 giorni.

COSA SI VENDE?

Secondo Tecnocasa la domanda è in crescita,  sia sul segmento della prima casa, sia sul segmento degli investitori, quest’ultimo in netta ripresa,. La tipologia più richiesta è il  trilocale, seguito dal quattro locali.

«Aumenta la concentrazione  della richiesta – prosegue Fabiana Megliola – su trilocali, bilocali e monolocali, così come la disponibilità di spesa nelle fasce più basse. Questo ci fa  pensare che, per i prossimi mesi, ci potrebbe essere in alcune grandi  città ancora una limatura verso il basso dei valori».

Per Tecnocasa, «l’offerta c’è ma non sempre si dimostra all’altezza  delle richieste e per queste tipologie c’è da attendersi ancora un  lieve ribasso dei prezzi, soprattutto se prese in considerazione dagli investitori ancora a caccia di buone possibilità sul mercato.

E ANCHE GLI AFFITTI…

Il  mercato delle locazioni nel 2017 ha registrato una  ripresa dei canoni, la domanda è sostenuta e su tutte le tipologie si  conferma il segnale positivo già intravisto nei tre semestri  precedenti e attribuibile prevalentemente a una diminuzione  dell’offerta e a una migliore qualità della stessa. Continua l’ascesa  del contratto a canone concordato che conferma così il suo appeal tra  proprietari e inquilini.

Sul mercato delle locazioni -spiega ancora la nota- ci aspetta una  sostanziale tenuta dei canoni di locazione con lievi aumenti nelle  metropoli dove la domanda è particolarmente sostenuta.

LE PREVISIONI 2018

Cosa accadrà nel 2018? Tecnocasa prevede che il trend dovrebbe  restare nella scia di quanto avvenuto nel corso del 2017. Le  compravendite dovrebbero aumentare di poco, mentre i segnali positivi  davanti ai prezzi coinvolgeranno più realtà e non solo le grandi città dal momento che la vivacità che ha interessato questa metropoli si  estenderà anche ai capoluoghi di provincia e all’hinterland delle  grandi città dove la ripresa si sta facendo più concreta.

Sul mercato delle locazioni ci aspetta una  sostanziale tenuta dei canoni di locazione con lievi aumenti nelle  metropoli dove la domanda è particolarmente sostenuta.

DIPENDE DAI MUTUI

Una valutazione del futuro immobiliare non può prescindere dallo studio dell’andamento del settore del credito. Le erogazioni dei mutui casa sono in aumento  anche se, negli ultimi mesi del 2017, la spinta alla crescita sembra  aver esaurito la sua forza.

Il mercato si sta stabilizzando, le banche manterranno il loro atteggiamento prudenziale e i tassi saranno ancora favorevoli.

Con queste premesse per il 2018 ci aspettiamo comunque un  lieve aumento dei valori immobiliari (tra 0% e +2%) e delle  compravendite (da +2% a +4%) ammesso che  l’oculatezza che la crisi dovrebbe, in teoria, averci insegnato non  lasci spazio ad acquisti a prezzi ‘oltre il reale valore di mercato.

LE NUOVE COSTRUZIONI

Le nuove costruzioni iniziano a ripartire. Si nota interesse per gli edifici che  rispettino i criteri di efficienza energetica e quelli antisismici.  «La possibilità di risparmio nel tempo – stima Tecnocasa – che queste tipologie di  immobili offrono iniziano ad essere percepite. Anche il mercato della  casa vacanza dovrebbe risvegliarsi, almeno dal lato della domanda e  degli scambi».

IL RISCHIO FRENATA

C’è però una possibilItà che il mercato  possa rallentare. È legata al rischio che i proprietari inizino a immettere sul  mercato immobili a prezzi troppo distanti dal reale valore di mercato. E che, dall’altro lato, ci siano  acquirenti, soprattutto alla ricerca della prima casa, meno propensi a pagare l’immobile alle cifre richieste, soprattutto se la qualità  abitativa non è elevata e occorre intervenire con importanti lavori di ristrutturazione.

«È anche vero che in alcune realtà immobiliari ci  sono compratori che avendo buona capacità di spesa, presi dall’euforia del momento e dalla scarsa conoscenza del mercato, acquistano gli  immobili anche ai valori del periodo pre-crisi» dice la ricerca